Autostrade, trovato l’accordo per la transazione: lo Stato entra in Aspi, quota Benetton sotto il 10%

Autostrade, trovato l’accordo per la transazione: lo Stato entra in Aspi, quota Benetton sotto il 10%

Atlantia pronta a cedere l'intera partecipazione a Cassa depositi e prestiti

Autostrade, trovato l’accordo per la transazione: lo Stato entra in Aspi, quota Benetton sotto il 10%

Dopo un lungo ed estenuante Consiglio dei Ministri durato tutta la notte, è stato trovato l’accordo tra Autostrade per l’Italia e il governo.

Alla fine, al termine di un lungo braccio di ferro, è passata la linea dura dell’esecutivo con Aspi che ha accolto tutte le richieste del governo, evitando così la revoca della concessione che sarebbe stata l’unica alternativa messa sul tavolo dal premier Giuseppe Conte qualora Aspi non avesse ceduto alle condizioni del governo.

L’intesa: uscita della famiglia Benetton, ingresso dello Stato e quotazione in Borsa

L’accordo poggia su una transazione che prevede l’uscita di Atlantia, la società parzialmente controllata dai Benetton, da Aspi, con la sua attuale quota dell’88% che passerà quasi totalmente nelle mani dello Stato, con l’ingresso di Cassa depositi e prestiti nelle società che gestisce la rete autostradale, con la quota della famiglia Benetton che scenderà sotto il 10%. Dopo un muro contro muro tra Aspi e il governo, la svolta che ha permesso alla trattativa di sbloccarsi è stata l’accettazione da parte di Atlantia delle condizioni dello Stato relative all’azionariato, con i Benetton che hanno dato la loro disponibilità allo scorporo di Autostrade rispetto ad Atlantia, all’ingresso di Cassa depositi e prestiti in Aspi e alla successiva quotazione in Borsa.

Ora Mef e Mit devono definire i dettagli della transazione

Sulla base dell’intesa trovata tra Aspi e il governo, il Consiglio dei ministri ha dato mandato alla Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di definire i dettagli della transazione con Aspi. Ai due ministeri spetterà il compito di gestire l’uscita graduale di Benetton dalla società e di elaborare un nuovo accordo su tutti gli aspetti della convenzione.

Possibile processo di transazione in due fasi

L’operazione di transazione potrebbe durare un anno e dividersi in due fasi distinte. Nella prima fase Cassa depositi e prestiti dovrebbe fare il suo ingresso nell’azionariato di Aspi con il 51%, attuando lo scorporo che porterebbe la quota della famiglia Benetton tra il 10 e il 12%, soglia minima per far parte del CdA. Nella seconda fase invece sarebbe prevista la quotazione che darebbe il là a una società con azionariato diffuso alto, fino al 50%, con la possibilità dell’ingresso di nuovo soci, tramite operazione di mercato, che ridurrebbe ulteriormente il peso dei Benetton in Aspi.

Il comunicato di Palazzo Chigi

Il governo ha diffuso un comunicato, riportato qui di seguito, che chiarisce i punti dell’accordo raggiunto nella notte con Aspi.

“Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ha svolto un’informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.a. (Aspi), nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda. Durante la riunione, sono state trasmesse da parte di Aspi due nuove proposte transattive, riguardanti, rispettivamente, un nuovo assetto societario di Aspi e nuovi contenuti per la definizione transattiva della controversia. Considerato il loro contenuto, il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione, fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”.

“La proposta – si legge nel documento – prevede specifici punti qualificanti riguardo alla transazione e al futuro assetto societario del concessionario.

Punti relativi alla transazione
– misure compensative ad esclusivo carico di Aspi per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro;
– riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del decreto-legge “Milleproroghe” (decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162);
– rafforzamento del sistema dei controlli a carico del concessionario;
– aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni da parte del concessionario;
– rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge ‘Milleproroghe’;
– accettazione della disciplina tariffaria introdotta dall’ART con una significativa moderazione della dinamica tariffaria.

Punti relativi all’assetto societario del concessionario.
In vista della realizzazione di un rilevantissimo piano di manutenzione e investimenti, contenuto nella stessa proposta transattiva, Atlantia S.p.a. e Aspi si sono impegnate a garantire:
– l’immediato passaggio del controllo di Aspi a un soggetto a partecipazione statale (Cassa depositi e prestiti – Cdp), attraverso: 1.la sottoscrizione di un aumento di capitale riservato da parte di Cdp; 2.l’acquisto di quote partecipative da parte di investitori istituzionali;
-la cessione diretta di azioni Aspi a investitori istituzionali di gradimento di Cdp, con l’impegno da parte di Atlantia a non destinare in alcun modo tali risorse alla distribuzione di dividendi;
– la scissione proporzionale di Atlantia, con l’uscita di ASPI dal perimetro di Atlantia e la contestuale quotazione di Aspi in Borsa. Gli azionisti di Atlantia valuteranno la smobilizzazione delle quote di Aspi, con conseguente aumento del flottante. In alternativa, Atlantia ha offerto la disponibilità a cedere direttamente l’intera partecipazione in Aspi, pari all’88%, a Cdp e a investitori istituzionali di suo gradimento”.

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