Fiat in lutto: è morto lo storico manager Cesare Romiti

Fiat in lutto: è morto lo storico manager Cesare Romiti

È stato il braccio destro di Gianni Agnelli

Fiat in lutto: è morto lo storico manager Cesare Romiti

È morto Cesare Romiti, storico amministratore delegato e presidente di Fiat e braccio destro di Gianni Agnelli. Una lunghissima carriera al Lingotto, dal 1974 al 1998, per uno dei più potenti ed importanti manager italiani nel dopoguerra, per poi diventare anche presidente del Gruppo RCS. È scomparso all’età di 97 anni, che aveva compiuto lo scorso 24 giugno.

Il risanamento finanziario e lo sviluppo

Nato a Roma nel 1923, Romiti muove i suoi primi passi nel mondo dell’industria nel Gruppo Bombrini Parodi Delfino, dopo aver ottenuto la laurea in Economia. Qualche anno più tardi diventa direttore generale di Alitalia e di Italstat, prima di iniziare la sua avventura in Fiat. Arriva in un momento difficile, ma è uno degli artefici del risanamento finanziario e dello sviluppo internazionale dell’azienda.

In particolare, contribuisce all’apertura di diversi stabilimenti in Italia e nel mondo, realizzando la fabbrica di Belo Horizonte (Brasile), che oggi è il più grande impianto automobilistico al mondo. Il luglio 1980 diventa amministratore delegato unico del gruppo Fiat, dopo l’addio di Umberto Agnelli agli incarichi operativi, affrontando un’altra fase complicata.

Gli scontri e la Guerra del Golfo

Annuncia il licenziamento di 14mila dipendenti, per ridurre i costi, andando così allo scontro con politica e sindacati, con Mirafiori bloccata dalle proteste per oltre un mese. Ma, dal 1982, tornano gli utili e vengono aumentati gli investimenti, arrivando ad essere il secondo gruppo italiano nel 1987.

L’altro nodo è la Guerra del Golfo, a causa della quale diminuiscono le vendite di automobili ed il marchio Fiat scende sotto il 40% in Italia. Arriva fino al 1998, quando decide di lasciare l’azienda italiana da presidente, dopo 24 anni. In uscita, gli viene riconosciuta una buonuscita da oltre 101 milioni di euro, per cui si impegnava a non rivelare segreti sugli affari del gruppo.

RCS e la Fondazione Italia-Cina

Chiuso il capitolo auto, Cesare Romiti diventa presidente di RCS dal 1998 al 2004, poi della società di costruzioni Impreglio dal 2005 al 2007 e, infine, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma fino al luglio 2013. Nel 2003 costituisce la Fondazione Italia-Cina, nella quale poi copre la carica di presidente onorario: grazie a questo impegno, viene insignito della cittadinanza onoraria della Repubblica Popolare Cinese.

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