Alfa Romeo, Jeep: il futuro dei due gioielli del Gruppo FCA

Alfa Romeo, Jeep: il futuro dei due gioielli del Gruppo FCA

Intervista esclusiva ad Alessandro Grosso, Country Manager Alfa Romeo e Jeep, FCA Italy

Alfa Romeo, Jeep: il futuro dei due gioielli del Gruppo FCA

Nel 2020 il futuro del Gruppo FCA è stato a dir poco stravolto. Prima la fusione con PSA, che porterà alla nascita del colosso Stellantis, senza però dimenticare anche lo scoppio della pandemia di COVID-19 che ha cambiato i piani di praticamente tutte le industrie, grandi e piccole, del mondo. In questi mesi si sta cercando di ripartire e per fortuna i prossimi mesi promettono di essere particolarmente intriganti per il panorama automobilistico mondiale. Proprio alla luce della crisi che stiamo attraversando, sarà necessario non solo far ripartire la produzione, ma farlo con le idee giuste. Per tutti questi motivi abbiamo deciso di far un po’ di ordine in quello che ci attende nei prossimi mesi per due marchi fondamentali per il colosso nostrano, ovvero Alfa Romeo e Jeep. Per fare questo abbiamo intervistato Alessandro Grosso, nuovo Country Manager Alfa Romeo e Jeep FCA Italy (che avevamo già avuto modo di conoscere in questo nostro speciale).

Cominciamo dalle presentazioni. Cosa significa essere Country Manager? Quali sono i tuoi obiettivi in questo ruolo?

Vuol dire essere il capo del mercato per i due brand, quindi il responsabile del conto economico delle vendite, del marketing, della comunicazione e degli incentivi per il mercato domestico. Questo vuol dire gestire la rete dei concessionari, le performance, aziendali e insieme alle varie funzioni di business anche i canali di vendita, in modo tale da ottenere il risultato di quota, di performance, ma anche economico, dell’azienda. Sono molto onorato di seguire Alfa e Jeep, per due motivi: il primo è perché entrambi i brand hanno una cosa in comune, ovvero sono tutti multicanale e molto votati ad una clientela non solo privata, ma anche B2B. Quindi gli ultimi 6-8 anni della mia vita dedicati alla vendita business (B2B), per cui il rapporto con il cliente, fanno sì che io debba ragionare sempre multicanale. Debba avere sempre una soluzione per il privato, ma anche per altri canali, e questo mi permette di dare continuità al mio percorso e a quello che mi piace fare. Il secondo motivo, invece, perché mi si presenta una sfida molto importante su Alfa in attesa delle novità. Dovrò traghettare la casa per almeno nove mesi garantendo un livello sostenibile della rete con solo Giulia e Stelvio. Questo per almeno i primi nove mesi del 2021, per cui se fate “due più due” capirete che sono in arrivo belle novità. Su Jeep invece continuo a sostenere che il brand sia un gioiello. È un potenziale ancora inespresso. Stiamo facendo crescite a due-tre cifre anno su anno e ora valiamo almeno il 4,5% di quota. Impensabile fino a 4 o 5 anni fa. Secondo me, però, Jeep può fare molto di più. È una sfida altissima che posso però provare a lanciare. Il marchio può contare sulle nuove tecnologie, che non sono solo semplicemente plug-in, ma 4xe, quindi tecnologia con più coppia motrice applicata all’urbano, mantenendo l’eccellenza off-road. Sono due sfide molto importanti che mi prendo anche come completamento del mio percorso, sia sul mercato domestico che su quello internazionale.

Tu hai iniziato a ricoprire questo ruolo dal 1 aprile, decisamente non il momento ideale per un simile lavoro. Che cosa hai trovato e come hai affrontato il periodo di emergenza COVID-19?

Ho trovato una pandemia! Decisamente qualcosa di non programmato. Senza sottovalutare tutti gli aspetti più tragici, soprattutto le vittime di questa crisi sanitaria, secondo me in ogni situazione negativa vi è qualcosa di positivo anche se in minima parte o quanto meno un’opportunità. Considerate che conoscevo già molto bene la rete italiana, avendo gestito per 3 anni il B2B (business to business) in Italia, per cui giravo e conoscevo già tutti i titolari. Ora, anche se non faccia a faccia, il contatto via video c’è comunque stato. Questo ha permesso due cose: la prima è un processo di digitalizzazione completo specie in quello di vendita. Con mercati inesistenti abbiamo testato alcune cose che magari in un mercato attivo al 100% non avremmo provato. Quindi siamo stati i primi a lanciare il “Car@Home”, a contattare i clienti durante una pandemia con il venditore attraverso Google Meet, abbiamo lanciato un primo step di vendita digitale che ci ha permesso di stare vicino ai clienti e mantenere in vita i concessionari anche con numeri piccoli. Abbiamo lanciato una campagna (“Live Week”) che ha permesso di generare traffico e di creare un coupon che non prevedeva la pura targa nel mese, ma dava tre mesi di respiro al cliente. Abbiamo superato i nostri target interni per questa campagna; abbiamo visto che il cliente segue il digital, quindi gli dà ancora più valore. Inoltre, anche internamente abbiamo avviato un processo verso lo smartworking, verso un work-like balance diverso rispetto ad un processo nel quale lo smartworking era per pochi e tutti dovevano stare in ufficio. Ora sta a noi trovare il giusto bilanciamento.

Concludiamo parlando del futuro. Ci può dire qualcosa su quanto accadrà ad Alfa Romeo e Jeep nei prossimi mesi?

Partiamo con Alfa Romeo. Prima di tutto abbiamo un nuovo modello, perché io lo considero ancora tale essendo da lanciare, che è il Model Year 2020. Perché lo chiamo “nuovo modello”? Su Alfa noi abbiamo migliorato ciò che andava migliorato e abbiamo lasciato l’eccellenza e il primato che avevamo. Quindi la macchina dal punto di vista dell’handling e della guidabilità è la stessa dal lancio. Abbiamo migliorato quattro cose: abbiamo ampliato una gamma che dal puro sportivo della Veloce ora ha anche un animo elegante e business con la TI (Turismo Internazionale), perché sappiamo bene quanto sia importante questo segmento; abbiamo inserito un nuovo sistema di infotainment, quindi abbiamo migliorato il TFT con tutti gli indici prestazionali ben visibili e inserito il nuovo display da 8.8 pollici touchscreen (con i clienti che continuano però a usare molto il comando rotary a rotella perché ne apprezzano la sicurezza); abbiamo migliorato gli interni, ma soprattutto ci siamo concentrati su sicurezza e ADAS, portando Giulia e Stelvio MY 2020 a un livello 2 di guida autonoma, quindi al top del mercato.
Parliamo ora del 2021: prima di tutto ci sarà un aggiornamento di Giulia e Stelvio. In più nel Q4 potremo cominciare a parlare delle attività di lancio di Tonale, che quindi potrà finalmente arrivare. Intendo comunque dare respiro alla rete. Sta a me trovare nel 2021 le giuste idee di marketing in modo da arrivare al Q4. Infine, arriverà anche la GTA per 500 fortunati clienti europei. Una vettura spaziale ancora più potente anche rispetto all’attuale Quadrifoglio con un motore 2.9 V6 da 540 Cv.
Per quanto riguarda Jeep, ci sarà molto movimento. A luglio abbiamo lanciato i plug-in per poi avere il debutto ufficiale a settembre. Sono due “vere Jeep”, non semplicemente plug-in. Modelli che ci permettono di raggiungere sostenibilità con zero emissioni con circa 50 km in elettrico puro, di avere dei turbo benzina per le medie e lunghe distanze e comunque avere emissioni al di sotto dei 50 grammi al km di CO2. Quindi Jeep andrà a prendere ancora di più quel concetto di urbanizzazione che il brand sta seguendo ormai da due anni. Poi alla fine del Q4 lanceremo il nuovo pick-up, il Gladiator. Il prossimo anno vedrà il lancio della nostra icona ibrida, ovvero il Wrangler PHEV. E poi avremo una modernizzazione dei motori benzina con l’introduzione del mild-hybrid e nuove importanti novità di prodotto sui modelli di volume. Infine, qualche bella sorpresa a fine anno di cui però ancora non posso parlare.

Scopri le Offerte



    Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi che mi interessano ai sensi dell’Informativa Privacy
    Leggi altri articoli in Anticipazioni

    Lascia un commento

    1 commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    • Albino ha detto:

      Purtroppo tante belle prospettive ma la realtà è un po’ diversa .
      La corsa alle nuove tecnologie è sempre una rincorsa , quindi nulla di nuovo rispetto alla concorrenza solo un adeguamento grazie alle nuove tecnologie che su altri marchi sono disponibili anche su utilitarie .
      Il problema proncipale è a livello di marketing e comunicazione !
      Il target è sempre circoscritto a poche categorie ( agenti di commercio , famigliole borghesi , piccoli imprenditori ) .
      Mai pensato a studiare il coolfactor ( questo sconosciuto che ha fatto la fortuna di tesla ) che oggi è essenziale nei prodotti li di successo ( la jeep lo sta perdendo e l’alfa non ci lavora abbastanza .
      Pensare ad altre categorie di utenti e l’effetto trainante che potrebbe avere una comunicazione più contemporanea !! Vedremo !!!!!

    Articoli correlati