Dpcm coronavirus 7 settembre 2020: le regole per viaggiare all’estero

Dpcm coronavirus 7 settembre 2020: le regole per viaggiare all’estero

Limitazioni e divieti per chi entra in Italia dall'estero

Dpcm coronavirus 7 settembre 2020: le regole per viaggiare all’estero

Oggi entra in vigore il nuovo Dpcm sul coronavirus, valido fino al prossimo 30 settembre. Non ci sono particolari novità, si tratta praticamente di una proroga di quello già in vigore dallo scorso 7 agosto, con l’unica novità dell’aumento della capienza all’80% per i mezzi pubblici. Confermando alcune limitazioni per i viaggi da e per l’Italia per l’estero. Con l’aggiunta della possibilità di “raggiungere la persona con cui ha una stabile relazione affettiva, anche se non convivente”.

I viaggi in Europa

Sono confermati i sei elenchi di Paesi. Nel primo ci sono San Marino e Città del Vaticano, per le quali non c’è alcuna limitazione. Il secondo comprende i paesi UE (tranne Croazia, Grecia, Malta, Spagna, Romania e Bulgaria), i paesi Schengen, Regno Unito, Irlanda del Nord, Andorra e Principato di Monaco. Verso i quali ci si può spostare liberamente, senza motivazioni (quindi anche per turismo), con solo l’obbligo di compilare un’autocertificazione.

Per chi entra in Italia da Croazia, Grecia, Malta e Spagna, invece, deve presentare l’attestazione di aver effettuato il tampone negativo nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel nostro Paese, oppure effettuarlo in aeroporto, al confine o comunque entro 48 ore dall’ingresso in Italia. Romania e Bulgaria, invece, fanno parte dell’elenco C: da/per questi paesi si può viaggiare senza motivazioni, ma c’è l’obbligo, al rientro, di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. E si può raggiungere la destinazione finale in Italia solamente con un mezzo privato.

Il resto del mondo

Il quarto elenco comprende Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia, Uruguay. Anche da/per questi paesi si può viaggiare senza bisogno di motivazione, ma c’è l’obbligo, al rientro, di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. E si può raggiungere la destinazione finale in Italia solamente con un mezzo privato.

L’elenco E comprende gli altri stati del mondo. Per i quali gli spostamenti possono avvenire solo per lavoro, motivi di salute o studio, assoluta urgenza o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Al rientro è obbligatorio sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. E si può raggiungere la destinazione finale in Italia solamente con un mezzo privato.

Divieto di ingresso

L’elenco finale comprende Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Serbia e Colombia. Da questi Paesi non si può entrare in Italia, con l’eccezione dei cittadini UE con residenza in Italia prima del 9 luglio 2020.

Per Kosovo, Montenegro e Serbia la residenza in Italia deve essere in vigore prima del 16 luglio 2020, mentre per la Colombia prima del 13 agosto 2020. Al rientro da tutti questi paesi è obbligatorio sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. E si può raggiungere la destinazione finale in Italia solamente con un mezzo privato.

Resta ovviamente il divieto d’ingresso in Italia, da qualsiasi Paese, per i casi positivi, per chi presenta sintomi legati al Covid-19 e per chi ha avuto contatti stretti con un positivo nei 14 giorni precedenti.

Foto creata da onlyyouqj – it.freepik.com

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