Incentivi auto 2020: esauriti per i benzina e diesel Euro 6

Incentivi auto 2020: esauriti per i benzina e diesel Euro 6

In 10 giorni sono terminate le risorse destinate all'ecobonus per la quarta fascia con emissioni di CO2 tra i 91-110 g/km

Incentivi auto 2020: esauriti per i benzina e diesel Euro 6

Con la fine del mese sono terminati i 100 milioni di euro stanziati dal decreto di Agosto 2020 per finanziare parte dell’acquisto di auto benzina e diesel Euro 6 con classe di emissioni di CO2 da 91 a 110 g/km. Una nuova campagna di incentivi auto 2020 è stata inaugurata a inizio mese, 1° settembre ndr, ma il contributo statale è finito in soli 10 giorni per la famosa quarta fascia ovvero i modelli non ibridi e elettrici che emettono più 90 g/km di CO2.

Auto e incentivi 2020

Tutto prevedibile visto che per la quarta fascia c’è la maggior offerta di prodotto nel mercato ed è più numerosa rispetto alle “elettrificate”, ibride ed elettriche, che si posizionano al di sotto della soglia di 0 g/km di CO2 di emissioni. Così le concessionarie sono riuscite a vendere molte auto tra Agosto e inizio Settembre recuperando, solo in parte, la crisi di vendite dovuta al lockdown. Questo è un bene per il settore ma il “sogno” di comprare un’auto termica Euro 6 benzina o diesel a prezzo di “saldo” fino al 31 dicembre grazie all’Ecobonus 2020 si è sgretolato… e ora cosa succede?

Travasare o spostare la soglia?

La richiesta da parte dei consumatori e rete di vendita è univoca: serve una nuova distribuzione di risorse rispetto alla domanda del mercato. Sul sito istituzionale dedicato all’Ecobonus possiamo vedere in tempo reale come sono state distribuite le risorse, rispetto alle fasce, e quanto “bonus” è stato utilizzato. Si può verificare quindi che c’è ancora un margine di circa 200 milioni di euro (160 milioni di Ecobonus originario più 40 milioni del decreto di Agosto) per acquistare auto dalle emissioni comprese tra 0-60 g/km di CO2: ovvero ibride plug-in ed elettriche. Per la fascia intermedia, 61-90 g/km di CO2 (ovvero auto full hybrid e mild hybrid) rimangono ancora più di 100 milioni. L’idea paventata sarebbe quella di utilizzare buona parte del bonus residuo destinato alle fasce che emettono meno CO2 alla famosa quarta fascia: ovvero quella dei motori termici “puliti”, sia benzina sia diesel, che rispettano la normativa Euro 6.

Incertezza e resistenze

La frangia del Governo che sponsorizza le auto elettriche e mobilità alternativa fa molta resistenza ad un tentativo di ridistribuzione del bonus. L’esecutivo vuole spingere solo i modelli che nel ciclo di omologazione emettono meno grammi di CO2 per chilometro ma la svolta da imporre al mercato sembra non avviarsi nonostante le risorse impegnate sia ancora disponibili. Si spera in un cambio di rotta o almeno in una nuova apertura rispetto alle automobili Euro 6 che emettono molto meno rispetto alla media emissioni del parco circolante italiano che al triste primato di essere il più vecchio d’Europa.

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