Centenario Mazda: dai mini-truck a tre ruote alla RX-7

Test drive classici con la Mazda 929 e la mitica Mazda RX-7

La Mazda venne fondata nel gennaio del 1920 e il suo core business all’inizio non fu nemmeno indirizzato verso la realizzazione di mezzi di trasporto. Una storia non nuova nel mondo dell’automotive, ma che nel caso del marchio di Hiroshima assume connotati molto particolari. All’interno delle celebrazioni per questa ricorrenza, abbiamo avuto l’opportunità di riscoprire parte della storia di Mazda, grazie al museo curato dalla famiglia Frey che si trova ad Augusta, in Germania, non lontano da Monaco di Baviera.

Il Museo Mazda di Augusta

Il Museo Mazda di Augusta è stato fondato non dal marchio, ma da una famiglia di grandi appassionati. Parliamo della famiglia Frey, concessionari della casa dal 1978. Un lavoro che ha permesso al padre di appassionarsi soprattutto allo storico motore rotativo, uno dei fiori all’occhiello dell’azienda. Da allora è iniziata una grande passione che ha portato la famiglia a cercare e trovare modelli Mazda, anche rarissimi, in giro per il mondo, arrivando fino in Australia. Come ci ha raccontato uno dei due figli Joachim Frey, la cui intervista integrale è disponibile qui sopra e sul nostro canale di YouTube, alcuni modelli arrivano persino dall’Australia. Parliamo, ad esempio, di quello che vedete qui di seguito, ovvero la Mazda RS360 Coupé. Prodotta nel 1962, si tratta della prima vera e propria auto della casa. La sua produzione, infatti, nel 1920 era partita dal sughero, per poi passare al primo mezzo negli anni ’30: il Mazda GB-Dreirad, una sorta di mini-truck a tre ruote.

La produzione venne enormemente ritardata, com’è ovvio immaginare, dallo sgancio della bomba atomica sulla città nell’agosto del 1945. Mazda impiegò dodici anni a rientrare in piena attività e il primo risultato fu questa R360: piccola, compatta e tondeggiante, come richiedeva la moda dell’epoca in Giappone. I Frey la trovarono in Australia, dove il padre aveva lavorato per un periodo, con il proprietario che assicurò loro che fosse nelle “migliori condizioni al mondo”. Oggi si tratta di un’auto rarissima, per cui quando i Frey la videro per la prima volta, praticamente un rottame, alla richiesta di chiarimenti il proprietario chiese, non senza ironia: “Ne avete mai vista in vita vostra una in condizioni migliori?”. Solamente uno degli aneddoti dietro a questa collezione che conta circa 120 modelli, esposti a rotazione in un ex deposito di tram acquistato e restaurato nel 2011. Si trovano delle vere e proprie “chicche”, come il Mazda Pathfinder XV-1, acquistato nel Myanmar, oppure il Mazda Parkway, un pullman usato per servizio nelle scuole a Hiroshima che è, di fatto, l’unico autobus al mondo dotato di motore rotativo. Altri pezzi esclusivi sono la Mazda Luce, nata tra gli altri anche dalla matita di Giorgetto Giugliano nel suo periodo di lavoro in Bertone, che nella sua versione R130 rappresenta l’unica auto a motore rotativo con trazione anteriore, mai venduta al di fuori del mercato domestico. Troviamo anche un’esclusiva Mazda MX-5 Coupé, il cui tetto era praticamente aggiunto a mano, oltre a una del 1992 che stabilì un record decisamente originale: 2.000 curve in 12 ore.

A bordo delle grandi classiche: 929 Coupé, MX-5 e RX-7

Oltre al Museo Mazda, questa speciale celebrazione ci ha dato l’opportunità di metterci alla guida di alcuni mezzi decisamente interessanti della produzione della casa. Una, ad esempio, è stata la Mazda 929 Coupé del 1974. Una vettura decisamente figlia dei suoi anni, che avremmo visto bene con alla guida Clint Eastwood nei panni dell’ispettore Callaghan oppure in un telefilm come Le Strade di San Francisco. Sotto al cofano si trova un 1.800 quattro cilindri da 83 Cv, anche se in alcuni mercati l’auto venne venduta anche con il rotativo, capace di scattare da 0 a 100 in 8,5 secondi. Le sospensioni di quest’auto sono dichiaratamente sviluppate secondo gli standard europei, ma comunque guidarla e paragonarla alle produzioni attuali è un esercizio decisamente interessante. Si tratta della prova tangibile di quanto la tecnologia abbia fatto passi da gigante nel corso degli anni e la stessa massima di Niki Lauda di “guidare con le parti inferiori del corpo” torna prepontentemente nella realtà con vetture di questo genere. Dimenticatevi servosterzo o altri sistemi di aiuto: sterzare a vettura ferma necessita di muscoli, ma nonostante questo una volta avviato il motore la 929 mostra caratteristiche di guidabilità e scatto che quasi non le avremmo sospettato ad una prima occhiata.

Tutt’altro affare è stata l’altra auto che abbiamo provato: una bellissima Mazda RX-7 del 1994. Si tratta della terza e ultima generazione di questa sportiva, capace di essere protagonista nel mondo dell’auto e persino dei videogiochi. Facile immaginare il motivo: il suo motore 1.300 rotativo è in grado di sviluppare 237 Cv di potenza massima e grazie al suo peso decisamente ridotto (appena 1,3 tonnellate) è in grado di scattare da 0 a 100 in appena 5,1 secondi. Il cambio a cinque marce, anche dopo tanti anni, è ancora un piacere da usare. Corto e meccanico, consente di sfruttare al massimo questa meccanica, in grado di regalare anche soddisfazioni per quanto riguarda il sound. Il suo rapporto peso-potenza di 4,4 kg/Cv la nette sullo stesso piano di diverse auto da gara della sua epoca. Abbiamo provato a regalarvi qualche piccolo assaggio di questa emozione, ma se ve la siete persa, trovate tutto sul nostro canale di Instagram.

Il futuro di Mazda

Cosa ci riserva il futuro di Mazda? A fine anno avrà ormai debuttato la nuova MX-30, la prima elettrica del marchio, che punta ad un approccio decisamente diverso per quanto riguarda il suo impatto ambientale, considerando non solo le emissioni di CO2 allo scarico, ma anche tutta la filiera produttiva. Nei prossimi anni dovrebbe anche tornare il motore rotativo, questa volta però con ruolo di range extender proprio per la MX-30 elettrica. Un sistema che pagherà? Sicuramente noi di Motorionline non vediamo l’ora di scoprirlo.

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