Ferrari Timossi Arno XI, il motoscafo dei record è all’asta [FOTO e VIDEO]

Un idroplano entrobordo con un motore da Formula 1

Il Ferrari Timossi Arno XI è un motoscafo più unico che raro. Ne avevamo parlato già in tempi passati, come la “Ferrari che correva sull’acqua” quando nel 2012 venne messo all’asta al Forum Grimaldi di Montecarlo. Sfiorò il milione di euro di quotazione e anche nel 2020 farà sicuramente parlare di sé. In mezzo otto anni nei quali questo idroplano a tre punti creato dai Cantieri Timossi, su idea dell’armatore Achille Castoldi e dello stesso Enzo Ferrari, ha girato molto, facendo anche una meritatissima sosta alla Casa Museo Ferrari di Modena. Ora si trova in mano alla società americana duPont Registry, specializzata in pubblicazioni e annunci di auto di lusso, immobiliare e yacht, che ne gestirà l’asta.

Un motoscafo con il cuore di una Formula 1

Come detto, il Ferrari Timossi Arno XI fu costruito dai Cantieri Timossi di Azzano, sul lago di Como (nella foto in basso vedete l’Arno XI prima di essere messo in acqua ad una rievocazione storica con accanto Virgilio Timossi, fratello del costruttore Carlo). L’idea di costruirlo venne all’armatore e pilota Achille Castoldi, che affidò ai Cantieri (già famosi e successivamente noti per aver conquistato diversi record di velocità) il progetto di un idroplano a tre punti (un particolare tipo di motoscafo che in velocità esce quasi completamente dall’acqua) con il chiaro obiettivo di battere il record del mondo di velocità nella categoria “800 kg”. Castoldi per il progetto aveva sin dall’inizio deciso di usare un motore Ferrari, tant’è vero che aveva acquistato un V12 da 4.5 litri con una potenza da 385 Cv. Un Lampredi, che aveva già trovato posto anche nella Ferrari 375 durante il mondiale di Formula 1 del 1951. Lo scafo stesso era stato verniciato in Rosso Ferrari. Non sorprende quindi che Castoldi abbia coinvolto anche lo stesso Enzo Ferrari, il quale, una volta compreso che il progetto poteva davvero conquistare il tanto agognato record mondiale, fornì non solo assistenza, ma anche il suo Capo Ingegnere Stefano Meazza insieme ad un motore apposito da gara. Meazza comprese che lo scafo necessitava di maggiore potenza e per questo modificò il rapporto di compressione in modo da poter gestire il metanolo. Serviva anche una scintilla più calda, per cui Meazza installò anche un sistema a doppi magneti e due grandi compressori volumetrici, ognuno dotato del proprio carburatore. Il tutto fu ingegnerizzato in modo da pompare il metanolo nel motore con un rapporto aria/carburante di 5:1. Il risultato era semplicemente fenomenale: quello che era partito come un’unità da 385 Cv ora era in grado di sviluppare una potenza compresa tra i 550 e i 600 Cv.

Il giorno del record

Il 15 ottobre 1953 il Ferrari Timossi Arno XI arrivò sulle acque del Lago d’Iseo, nei pressi di Sarnico, in provincia di Bergamo. Quel giorno l’idroplano raggiunse nel chilometro lanciato l’impressionante velocità di 242,708 km/h, conquistando così il record. Il motore super potenziato, però, non resse all’enorme sforzo e quindi in tutti i restauri successivi venne ripristinato il V12 da 385 Cv originale. L’Arno XI venne venduto a Nando Dell’Orto, il cui nome tutt’oggi campeggia sulla fiancata dello scafo insieme ad una scritta che attesta il record, mai più battuto (anche a causa della soppressione della categoria). Dell’Orto sistemò l’aerodinamica e aggiunse alcuni pesi, conquistando così un prestigioso secondo posto nella categoria “900 kg” nel 1965. Da allora questo motoscafo è diventato un pezzo preziosissimo per qualsiasi collezionista, anche perché essendo l’unico ad essere mai stato prodotto ufficialmente dalla Scuderia Ferrari, gode di tutte le cure, dei restauri e delle garanzie del reparto Ferrari Classiche.

Credit Foto in apertura: RM Auction | Sotheby’s

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