Volvo Studio Talk 2020: i giovani, l’educazione e la sicurezza stradale

Volvo Studio Talk 2020: i giovani, l’educazione e la sicurezza stradale

Il dibattito dai Volvo Studios di tutto il mondo

Volvo Studio Talk 2020: i giovani, l’educazione e la sicurezza stradale

Poco più di 60 anni fa, Volvo presentò le allora rivoluzionarie cinture di sicurezza. Ci furono molte controversie all’epoca, c’era chi parlava addirittura di ‘violazione dei diritti umani’, ma negli anni hanno salvato milioni di vite e sono diventate obbligatorie nel mondo. “Ora è tempo di fare un nuovo passo avanti nella sicurezza”, sono le parole di Malin Elkholm, vicepresidente del Volvo Cars Safety Centre. E proprio su questo tema si svolto l’odierno Volvo Studio Talk.

Il tetto di velocità e la distrazione alla guida

La casa svedese, a partire da questo 2020, ha introdotto la velocità limitata a 180 chilometri orari su tutte le nuove vetture prodotte. E, sulle auto di prossima generazione, verranno installati dei sistemi di monitoraggio della guida, attraverso telecamere, per contrastare gli effetti della distrazione o della guida in stato di alterazione. Con intervento in automatico, in caso di pericolo.

“La sicurezza è da sempre il principio che guida le azioni di Volvo – le parole di Michele Crisci, presidente di Volvo Italia – Riteniamo che un costruttore automobilistico abbia il dovere di occuparsi di tutti i fattori che influiscono sulla sicurezza del traffico. Le nostre proposte hanno fatto e fanno discutere: siamo convinti che l’importante sia mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema”.

L’educazione stradale per i giovani

In particolare, il dibattito è stato incentrato sui giovani e sull’educazione stradale per farli arrivare all’età della guida già con un bagaglio culturale importante. “Dobbiamo educare i bambini e gli adolescenti sin da piccoli – le parole di Pavel Kurpiewski, esperto di sicurezza dei bambini in auto, dal Volvo Studio di Varsavia – È fondamentale per avere una maggiore sicurezza sulle strade”.

Ma come fare? Non solo con metodi tradizionali, ma soprattutto con quelli in grado di farli comprendere maggiormente. “Dobbiamo creare degli ambasciatori tra gli adolescenti – ha spiegato Russell H. Hank, Program Manager & Senior Research Engineer, dagli Stati Uniti – Così sono molto più ricettivi, rispetto a quando sono gli adulti o i genitori a raccomandare qualcosa”.

L’Italia ed il progetto Icaro

L’Italia è in prima linea su questo tema: da molti anni è attivo il Progetto Icaro, la campagna di educazione stradale rivolta agli studenti di scuole di ogni ordine e grado. “Parlare ai giovani è molto importante – ha spiegato Federica Deledda, vicequestore della Polizia di Stato, dal Volvo Studio di Milano – ma bisogna spiegare tutto con il loro linguaggio, in particolare per i più piccoli”.

Questo progetto ha raggiunto circa 200.000 studenti nelle scuole, molti dei quali sono venuti a contatto nel corso degli eventi, nei teatri, nelle piazze e nelle attività proposte a bordo del Pullman Azzurro, l’aula multimediale itinerante della Polizia di Stato. “Ogni anno c’è un contest differente – ha proseguito – ed il vincitore è premiato in una cerimonia ufficiale”. Ed ha avuto così tanto successo, da diventare un progetto europeo, non solo italiano.

“Una delle sfide è togliere la convinzione dei ragazzi di essere invincibili”, chiude la Dott.ssa Deledda. Ed è sempre più importante renderli consapevoli, con l’arrivo delle ultime tecnologie di ‘distrazione’: “Con l’avvento degli smartphone – ha spiegato Hank – la distrazione è aumentata ed è uno degli elementi più rischiosi, assieme alla velocità”. Le nuove tecnologie e decisioni di Volvo vogliono eliminare il più possibile queste cause di incidenti e rendere le strade più sicure.

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