Opel Zafira Snowtrekker: concept car del passato con la trazione integrale

Opel Zafira Snowtrekker: concept car del passato con la trazione integrale

Opel Zafira Snowtrekker con motore 2.2 Ecotec Direct da 147 CV

Opel Zafira Snowtrekker: concept car del passato con la trazione integrale

Venti anni fa il prototipo Opel Snowtrekker fece il giro delle principali rassegne automobilistiche mondiali. Realizzato sulla base della monovolume compatta Opel Zafira, era pensato espressamente per il tempo libero e le attività sportive invernali e dotato di trazione integrale permanente con differenziale centrale viscoso.

La più evidente particolarità estetica di questo prototipo di colore azzurro-argento era un inedito tetto panoramico realizzato con un vetro di sicurezza termoisolante in grado di assicurare un’ottima visuale verso l’esterno e luce naturale in abbondanza per tutti gli occupanti dei sei sedili. Al centro del tetto era stato ricavato uno scomparto integrato (lungo 2 metri, alto 140 mm e largo 400 mm) con due vani accessibili dall’interno dell’abitacolo, il più piccolo dei quali poteva essere utilizzato come un semplice ripiano da chi sedeva sui sedili anteriori. Quello posteriore era più grande, poteva contenere oggetti particolari come i bastoncini da sci e vi si accedeva sia dall’interno del veicolo sia dall’esterno attraverso il portellone posteriore.

Il prototipo Opel Snowtrekker reinterpretava il sistema FLEX7 di riconfigurazione dei sedili della Zafira con sei sedili disposti su tre file: tra quelli della seconda era stato inserito un grande scomparto riscaldabile che poteva essere utilizzato anche come bracciolo. Come sulla Opel Zafira, i sedili della fila centrale potevano scorrere per 540 mm e, se necessario, essere ripiegati in avanti, così come lo scomparto riscaldabile. I sedili dell’ultima fila potevano invece essere fatti sparire rapidamente e senza fatica all’interno del pavimento: come sulla Opel Zafira di serie.

Speciali sostegni nel contenitore permettevano di trasportare in modo pratico e sicuro le attrezzature per gli sport invernali. Originali supporti in alluminio nella parte posteriore della vettura e in quella inferiore dei pannelli-porta posteriori aiutavano a caricare e scaricare quanto eventualmente sistemato nel bagagliaio e sul tetto. Opel Zafira Snowtrekker aveva rivestimenti interni in una morbida moquette facile da pulire e specifici tappetini poggiapiedi “tipo prato” bordati d’alluminio che univano un aspetto molto elegante ad una grande praticità. Il rivestimento dei sedili e dei pannelli-porta in morbida flanella di colore grigio creava un’atmosfera di benessere all’interno della Opel Zafira Snowtrekker e contrastava con il nero dei materiali utilizzati per i bordi dei sedili e per la plancia strumenti, sottolineando l’orientamento tecnico di questo prototipo sportivo ed elegante.

L’inedito cruscotto era studiato ergonomicamente. Tre soli pulsanti da girare, tirare o spingere, a seconda dei casi, regolavano il climatizzatore, comandavano l’autoradio, il telefono mobile, il sistema di navigazione e anche il lunotto termico. Tutti gli interruttori ed i comandi che servono per la guida, così come quelli degli indicatori di direzione, dei fari abbaglianti ed anabbaglianti, dei lampeggiatori di emergenza e dei tergicristalli, erano sistemati, come d’abitudine, ai lati della colonna dello sterzo. I quattro strumenti circolari erano ben visibili e protetti da un unico rivestimento.

Il colore della console centrale, che comprendeva due porta-bicchieri riscaldabili, riprendeva quelli della carrozzeria per armonizzarsi meglio con il resto della Opel Snowtrekker. I profili in alluminio della console stessa, delle maniglie e del rivestimento degli altoparlanti davano un ulteriore tocco di accuratezza. I montanti del tetto ed il rivestimento interno del tetto erano in un tessuto di colore grigio/argento intonato.

La Opel Zafira Snowtrekker aveva un motore 2.2 Ecotec Direct, un inedito quattro cilindri in lega, 16 valvole da 147 CV (108 kW) con due contralberi di equilibratura inseriti nel monoblocco per una grande dolcezza di funzionamento rientrava già nei limiti della normativa Euro IV sulle emissioni che sarebbe entrata in vigore cinque anni dopo.

La potenza del nuovo Ecotec Direct arrivava ai due assali tramite un differenziale centrale viscoso. La trazione su fondo sconnesso poteva contare sull’intervento separato dei freni di ciascuna ruota in quanto utilizzava i segnali dell’impianto ABS e frenava singolarmente ogni ruota controllandone il bloccaggio. Il dispositivo ESP (Electronic Stability Program) era un ulteriore contributo alla sicurezza, specialmente su fondo bagnato, innevato e ghiacciato.

L’aggiunta del differenziale posteriore aveva richiesto un nuovo assale. Opel aveva pertanto sviluppato una sospensione a quattro bracci dalle dimensioni molto contenute per non limitare minimamente il rivoluzionario meccanismo che serve a ripiegare i sedili posteriori. La sospensione anteriore McPherson con puntone e braccio oscillante era simile a quella della Opel Zafira di serie: solo la taratura del gruppo molla/ammortizzatore e la forma della barra stabilizzatrice erano differenti.

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