BMW Italia, l’Ad Di Silvestre rilancia le ambizioni dell’Elica in tema di mobilità sostenibile

Obiettivo: quota elettrificata al 25% delle vendite nel 2021

BMW Italia, l’Ad Di Silvestre rilancia le ambizioni dell’Elica in tema di mobilità sostenibile

Intervenendo al Forum WPP / THE EUROPEAN HOUSE – AMBROSETTI, il presidente e amministratore delegato di BMW Italia, Massimiliano Di Silvestre, ha ribadito l’impegno del marchio dell’Elica nel percorso di transizione energetica proiettata ad una mobilità sostenibile che diverrà sempre più colonna portante del settore automotive dei prossimi anni.

Percorso intrapreso da BMW 15 anni fa

Del resto questo percorso in casa BMW è partito molto tempo fa come ha ricordato Di Silvestre: “Quindici anni fa i nostri ingegneri, punto di riferimento assoluto per la performance, iniziarono a lavorare sull’efficienza dinamica. Era la transizione energetica che iniziava. La mobilità sostenibile che scaldava i motori. Nel 2007 siamo partiti con due progetti importanti. Il primo, Project i, che ha dato vita alla i3 nel 2013 e alla i8 nel 2014. L’altro è Efficient Dynamics: abbiamo rivisto tutta la tecnologia delle nostre motorizzazioni tenendo presente l’efficienza. Grazie a questo approccio le emissioni di CO2 della nostra flotta sono state ridotte del 40% negli ultimi 13 anni. E nel 2020 la CO2 scenderà del 20% rispetto al 2019″.

Obiettivo: 1 milione di auto elettrificate vendute entro fine 2021

Sull’impegno profuso finora in casa BMW parlano i numeri, come sottolinea l’ad di BMW Italia: “Siamo attualmente leader in Europa per la vendita di auto BMW e MINI elettrificate. Abbiamo confermato 30 miliardi di euro di investimenti soltanto per la mobilità sostenibile entro il 2025 con il lancio di 25 modelli elettrificati, di cui 13 totalmente elettrici. Questa strategia ci consentirà di arrivare al traguardo di 1 milione di auto elettrificate a fine 2021 e 7 milioni a fine 2030, con un peso crescente della quota elettrificata: 25% nel 2021, 33% nel 2025 e 50% nel 2030”.

In Italia siamo all’inizio

Per quanto riguarda il mercato italiano Di Silvestre afferma: “In Italia, con una quota di mercato del 10%, assistiamo ad una crescita significativa della richiesta di modelli elettrificati, anche grazie alla costante espansione dell’offerta sia per il marchio BMW che MINI (21 modelli elettrificati e 71 con tecnologia Mild Hybrid da 48 volt). Nel nostro Paese la strada verso la mobilità elettrica è appena iniziata. L’obiettivo per il 2021 è il raddoppio del volume delle vetture elettrificate vendute nel nostro Paese”.

La libertà di scelta da concedere al cliente

Su come venire incontro a esigenza di mobilità sostenibile il numero uno di BMW Italia dichiara: “Abbiamo creato per questo il programma “The Power of Choice“. Sarà il cliente a scegliere la tecnologia in linea con le sue esigenze: elettrico, ibrido plug-in, diesel e benzina Mild Hybrid, euro 6, piuttosto che idrogeno dal 2022. Il nostro punto di forza – spiega Di Silvestre – deve essere quello di mettere il cliente nella condizione di poter scegliere”.

Mobilità sostenibile in Italia passa da tre fattori chiave

Su come far diventare virtuoso il processo della mobilità sostenibile in Italia, Di Silvestre afferma: “In un paese dove il parco circolante è tra i più vecchi d’Europa, il sistema di finanziamenti, incentivi e bonus deve essere sfruttato per sviluppare un piano di rinnovamento che sia coerente con una strategia di conversione ecologica e tecnologica verso una mobilità sostenibile orientata al medio-lungo termine”. Sono essenzialmente tre le leve sulle quali, secondo l’ad di BMW Italia, bisognerebbe agire: infrastrutture, fiscalità aziendale e tecnologia 5G.

Sulle infrastrutture: “Innanzitutto, le infrastrutture di ricarica rappresenteranno sempre più un fattore indispensabile per facilitare l’adozione di veicoli alternativi da parte del mercato. In tale contesto, una maggiore semplificazione del sistema normativo rappresenta un fattore determinante per lo sviluppo dell’innovazione e per facilitare l’armonizzazione delle regolamentazioni, al fine di ridurre le attuali frammentazioni. Decisivo lo sviluppo di partnership verticali e orizzontali tra gli attori dell’ecosistema, che tengano conto di startup innovative in grado di proporre soluzioni altamente tecnologiche”.

Sulla fiscalità aziendale: “Un altro elemento sarà quello della riforma della fiscalità aziendale (una delle più penalizzanti in Europa) che può essere uno strumento fondamentale per supportare la voglia che le aziende hanno di fare scelte di mobilità sostenibile. Importante, in questo senso, definire il perimetro della mobilità sostenibile in Italia, costruendo il perimetro sui dati certi e oggettivi, abbandonando logiche di pregiudizio, ad esempio, verso le moderne motorizzazioni euro 6, quindi non inquinanti”.

Sulla tecnologia 5G: “Infine, è importante accelerare il processo di passaggio al 5G per migliorare la connettività delle auto, la guida autonoma e l’intermodalità. Il nostro settore è in profonda trasformazione, questo processo diventa un’opportunità e sarà virtuoso se politica, industria e ricerca rimarranno sedute allo stesso tavolo e faranno sistema, prendendo decisioni precise in merito ai punti espressi”.

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