smart EQ fortwo e-cup: il nostro racconto in gara [PARTE 1]

Ecco tutte le emozioni e sensazioni che si provano correndo nell'elettrizzante monomarca

Cronaca di un week end da "pilota" nel monomarca tutto elettrico by smart. Un'idea coraggiosa, avveniristica, che però funziona alla grande. Piloti titolati, gare al fulmicotone, e divertimento assoluto. Per chi corre, ma anche per chi segue il campionato da spettatore, tifoso, o semplice appassionato di motorsport.
smart EQ fortwo e-cup: il nostro racconto in gara [PARTE 1]

smart EQ – La pista, e soprattutto un’autodromo velocissimo come Pergusa, non credo proprio fossero tra le condizioni d’uso tenute in considerazione dai progettisti e dagli ingegneri smart durante lo sviluppo della versione elettrica “EQ”. Ed ammettiamolo, l’idea di gareggiare con una city-car, con “solo” un’ottantina di cavalli, per di più erogati da un propulsore elettrico e non termico, fa proprio strano. Eppure, sapete qual è il risultato di questo mix così atipico? Come vedremo, un divertimento unico. Anzi, superiore a quello che può offrire un trofeo organizzato con vetture “tradizionali” con poca potenza. Vi siete ribaltati sulla sedia? Aspettate un attimo, lasciate che vi spieghi il perché…

Il colpo d’occhio

A cosa fatta, vederle oggi, in gara, una più cattiva dell’altra, è un bello spettacolo, non c’è che dire. Ma bisogna riconoscere tutto il coraggio avuto da LPD, organizzatore e promoter del trofeo, nel proporre già due anni fa un campionato così “visionario”, che è stato da subito, peraltro, un grandissimo successo. Partire da una smart fortwo EQ – ed immaginarla come un mezzo da pista – il passo non è affatto breve… eppure, grazie alle modifiche apportate all’assetto, ribassato di circa 5 cm sia all’anteriore che al posteriore, e grazie alla brillantezza del motore elettrico, le fortwo EQ si dimostrano divertenti ed appaganti oltre ogni aspettativa (ma anche parecchio impegnative da sfruttare).

Facile? Proprio per niente. La EQ fortwo e-cup è tecnica ed impegnativa.

Impegnative dicevamo. Basti pensare che al termine delle prime prove libere, uno dei top driver del campionato – gente che ha nel “cv” svariati titoli nazionali – scendendo dalla macchina ed incrociando il mio sguardo per un rapido confronto sulle prime impressioni, ha esordito, in dialetto romano mentre rideva felice come un bambino: “ho avuto paura de morì a ogni curva”. Ecco, forse è proprio questo il bello ed il divertimento della smart EQ fortwo e-cup. Non che faccia paura eh… Chi è appassionato della bella guida – e soprattutto del brivido della pista – sa bene che il massimo dell’appagamento che un pilota (o presunto tale) può provare, è quando sente che sta spingendo e sfruttando la vettura al limite, al suo 100% e forse oltre. Ecco, questo giochino di raggiungere il limite del mezzo, così tanto appagante per chi siede dietro al voltante, nel caso della smart EQ è relativamente facile, soprattutto in una pista veloce come Pergusa. In particolar modo se si considera che le vetture gommano delle Pirelli Cinturato Verde, uno pneumatico pensato senza dubbio per scopi altri rispetto a quello di massimizzare il grip in pista. Ma proprio questo mix così particolare, ancora una volta, regala al pacchetto un’alchimia unica. Un gioco divertentissimo, di quelli che non vorresti smettere mai.

Libere 1 e 2

Certo, il divertimento, ma in pista bisogna fare i conti anche con il cronometro. Ed è qui che la smart EQ diventa tremendamente tecnica, molto “tosta” da sfruttare e da interpretare. Va capita, ed a riprova di ciò anche piloti navigati, provenienti dalle vetture GT, approcciandosi al monomarca elettrico, hanno avuto bisogno di tempo prima di iniziare a frequentare le zone nobili della classifica. È tutta una questione di sensibilità, di trovare il giusto equilibrio per lasciarla scorrere in curva, senza impiccarla in sottosterzo, perdendo preziosi km/h di velocità di percorrenza. Ed al tempo stesso, senza stuzzicare troppo il posteriore, che è di quelli proprio tosti da gestire, sensibilissimo ai rilasci, ai trasferimenti di carico e, ciliegina sulla torta, che si muove tanto in frenata. Ma è proprio questo il bello. Anche perché, se sei bravo, è una caratteristica che si può imparare a sfruttare per andare più forte. A tal riguardo, per il sottoscritto, le libere sono state l’occasione per tentare di capirci qualcosa, senza poi neanche esserci riuscito troppo. Il quattordicesimo tempo (seconda metà della griglia, su 20 piloti al via), sia nella prima che nella seconda sessione non è stato malvagio in termini assoluti. La cosa che un po’ mi turba, però, è che nel mio “apprendistato” della vettura, non ho la benché minima idea di cosa sbaglio, di cosa dovrei migliorare per avvicinarmi a quelli davanti. Pergusa è una pista molto veloce, quasi un ovale intervallato da chicane, anch’esse molto veloci. E del fatto che sono a corto di idee, me ne rendo conto nelle libere 2, quando preso forse dalla voglia di strafare, faccio una gran fatica a mettere insieme un giro pulito. Anzi, il secondo turno è proprio il festival degli errori: un’escursione per campi causa lungo a fine rettilineo, e traversi vari e ripetuti alla Proserpina, dove i più smaliziati, a forza di “tagliare” sempre con due ruote sulla ghiaia, hanno fatto diventare la pista similare ad un circuito di rallycross (altra disciplina a cui si è affacciata la EQ cup, peraltro…). Restano qualifiche e gara per cercare di portare a casa un risultato degno di nota in questo “elettrizzante” week-end. Com’è andata? To be continued…

Scopri le Offerte



    Trova l'auto giusta per te
    Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi che mi interessano ai sensi dell’Informativa Privacy
    Leggi altri articoli in Motorsport

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Articoli correlati