Comprare un’auto elettrica? Ecco le domande più frequenti su internet

Acquistare un'auto elettrica? Ecco quello che si deve sapere

Comprare un’auto elettrica? Ecco le domande più frequenti su internet

Auto elettrica si? Auto elettrica no? Questo è certo un problema! Il mercato automotive ci sta trainando, volenti o nolenti, (con buona pace dei tirannosauri attaccati al motore termico come divinità da elogiare sull’altare della “vera passione”) verso un futuro dell’auto elettrificato. Ovviamente si andrà per gradi, prima le ibride mild hybrid, poi le full hybrid e infine l’elettrica vera o propria. O no?

Il mercato dell’automotive ha già arruolato tutte e tre le ultime versioni di “elettrificazione dell’auto” che già oggi intasano le nostre strade. Ecco allora che il buon padre di famiglia, raccolto nella tavola da pranzo domenicale, con la moglie, prole e suocera può senza paura rivolgere alla consorte la fatidica questione: “Il nostro SUV benzina è ottimo come prima auto di famiglia, ci porta in vacanza senza colpo ferire. Dentro il baule ci sta pure la suocera col barboncino…ma…se come seconda auto prendessimo…un’elettrica!?“.

Purtroppo la domanda può portare diversi sguardi strabuzzanti. La Signora Pina, presa di sorpresa dalla domanda, non centra bene la lasagna nel piatto sporcando di sugo la tavola, il barboncino inizia ad abbaiare incredulo e la suocera…niente la suocera continua a lavorare all’uncinetto. Ugo non ha il supporto della famiglia, la richiesta è troppo incerta, pericolosa. Non ci si deve fidare troppo dell’elettrico.

Però, il buon padre di famiglia di cui sopra non si da per vinto. Prende la sedia, l’avvicina alla sua scrivania e accende il PC Pentium 4. Incomincia la sua ricerca sul web. La prima domanda è spontanea, istintiva. Digita frenetico. “Come funziona una macchina elettrica?” La risposta è altrettanto immediata.

La macchina elettrica dispone di un propulsore elettrico o più unità elettriche che prendono l’energia incamerata nelle batterie a ioni di litio e la riutilizzano come energia utile a muovere le ruote. Le batterie vengono ricaricate esternamente tramite colonnina pubblica o privata. L’auto può avere un singolo motore posto su un solo asse, per avere o la trazione posteriore o quella anteriore, o più unità poste l’una su ogni asse cosi da animare la trazione integrale.

Wow…Ugo finisce di leggere con la bocca leggermente socchiusa. La sua sete di conoscenza aumenta e le sue dita battono frenetiche sulla tastiera, togliendo un po’ per volta un leggero strato di polvere superficiale dai tasti poco usati. “Quanto costa ricaricare un’auto elettrica?”. Le risposte sullo schermo sono molteplici ma Ugo si sofferma sulla prima risposta che Google mette in un riquadrino di anteprima. Legge. Dipende. Il nostro eroe è perplesso…Dipende da cosa? 

Il costo di una ricarica varia e dipende dal tipo di ricarica richiesta: veloce, lenta o standard. Se si utilizzerà una ricarica veloce e la colonnina pubblica, il costo potrebbe essere di 50 centesimi al kWh mentre se si utilizzerà la ricarica domestica il costo può essere di 20 centesimi al kWh. Il costo finale varia in base alla capienza della batteria, alla percentuale di ricarica richiesta e al costo del servizio che anima la colonnina pubblica.

“Pensavo costasse molto di più!” Esclama Ugo inclinando leggermente la testa. Ma la sua eccitazione finisce in fretta e incomincia a scuotere la testa. “Si… chissà dove sono le colonnine in Italia! Saranno rarissime“. Rimugina il nostro eroe mentre digita sulla tastiera i suoi pensieri.

In Italia ci sono 8.200 colonnine di ricarica, tra quelle private e quelle pubbliche. Le auto elettriche hanno all’interno del proprio navigatore un proprio trip planner cosi che, impostando la destinazione desiderata, sullo schermo dell’infotainment saranno evidenziate le colonnine di ricarica più vicine in base alla posizione della vettura ma anche alla carica residua della batteria e, ovviamente, in base alla destinazione impostata. Il trip planner è utile per programmare al meglio il proprio percorso e arrivare a destinazione senza restare appiedati, senza sufficiente energia elettrica. 

Eppure Ugo non è convinto. Ancora c’è una questione che lo assilla e che sente ripetere spesso nel bar degli amici: “Le auto elettriche!? Fanno schifo! E poi le batterie! Non durano nulla, dopo pochi anni devi buttare via tutta la macchina perchè la batteria non è più buona!

Ugo non ha mai veramente compreso le parole di Mario…meglio approfondire. Il ticchettio della tastiera sembra assordante ora. 

Le batterie sono soggette a deterioramento, come tutte le batterie esistenti. Ciò per un’autovettura elettrica si traduce in perdita di capacità e quindi di autonomia. Le case produttrici, solitamente, garantiscono una capacità del 70% dopo 8-10 anni, per una percorrenza garantita poco superiore ai 150.000 chilometri.

Ma pensa! E lui che pensava che Mario fosse un tuttologo comprovato! E invece il suo amico cosi morbosamente affezionato alla grappa questa volta si sbagliava.

E ora la domanda finale, quella che più gli fa sudare freddo, quella che volutamente il nostro Ugo ha lasciato per ultima, avendo paura della possibile risposta. Perché una vettura elettrica costa di più rispetto alla sua controparte con motore benzina o diesel?.

Le tecnologie per produrre auto 100% elettriche sono nuove per chi crea autovetture. L’uso di tecnologie e materiali inediti comporta più tempo di lavorazione, nuove tecniche e più costi. Senza contare che creare una versione di un’auto già esistente e convertirla nella sua versione elettrica necessità di una piattaforma inedita o completamente rivista. Il fatto positivo è che le tecnologie per la produzione di auto elettriche si stanno affinando e consolidando, mentre i costi di produzione si stanno allineando a quelli delle auto tradizionali.

“San Google ha risposto ancora!” Tutto è ora più chiaro. Insomma, alla fine prendere in considerazione l’acquisto di una vettura elettrica, almeno come seconda auto di famiglia, può comportare non solo aspetti negativi, come paventato da considerazioni non troppo approfondite. Per questa volta meglio lasciare da parte le opinioni degli amici del bar ed è ancor meglio stampare le risposte ottenute su un foglio per correre a convincere la moglie.

Chissà ora cosa ne penserà dopo quello che lui ha scoperto! E poi sarà il turno degli amici al bar, adoranti dell’Idolo termico a benzina con cambio rigorosamente manuale, potrebbero ora vedere sotto una nuova luce la macchina elettrica e…”No…pensandoci meglio, sarebbe una causa persa“. Con loro meglio accontentarsi del duo grappino-si stava meglio prima.

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