Dpcm Natale 2020: stop a spostamenti tra Regioni, feste nel Comune di residenza

Tutte le nuove regole del Dpcm. Messa anticipata e coprifuoco fino alle 7 a Capodanno

Dpcm Natale 2020: stop a spostamenti tra Regioni, feste nel Comune di residenza

“Abbiamo riportato l’Rt a 0,91, c’è un calo di accessi nei Pronto soccorso. Continuando così nel giro di due settimane, in prossimità delle Feste, tutte le Regioni saranno gialle”. Così il Premier Giuseppe Conte durante la presentazione del nuovo Dpcm che riguarda anche le festività natalizie e di fine anno. Scaduto, infatti, l’attuale decreto il Governo ha ultimato quello nuovo, con tutte le nuove misure per un Natale di convivenza con il Covid-19. Dopo una notte di discussioni è passata la linea dura con maglie più serrate durante le prossime festività. Ecco tutto quello che si può fare, e non fare, durante le festività.

Tutti gialli, ma pochi spostamenti

Con la curva dei contagi che sta rallentando da giorni e la tendenza pare essere quella positiva, anche per quanto riguarda una riduzione cospicua dei ricoverati in ospedale e in terapia intensiva. Quindi, fra due settimane, tutte le Regioni dovrebbero rientrare in zona gialla: qualcuna già dai prossimi giorni, la maggior parte da metà dicembre in poi. Ma non significa un ‘liberi tutti’, anzi.

Come dicevamo, la linea è quella di festività a scartamento molto ridotto, per evitare una terza ondata ad inizio 2021. Di conseguenza, sarà vietato lo spostamento tra tutte le Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio, se non per i consueti motivi di salute, lavoro, necessità e per prestare assistenza a persone non autosufficienti. Sarà sempre consentito il rientro nel comune dove si ha residenza, domicilio o dove è la propria abitazione: questo permetterà il ricongiungimento alle coppie lontane e distanti per motivi di lavoro ma che convivono con una certa periodicità nella stessa abitazione di ricongiungersi.

Resterà in vigore anche l’attuale coprifuoco (dalle 22 alle 5), senza deroghe per la notte di Natale e Capodanno, anzi il 1° gennaio non si potrà uscire di casa fino alle 7 del mattino. Le messe di Natale saranno anticipate, così, alle 20. Inoltre, a Natale, Santo Stefano e Capodanno non ci si potrà spostare nemmeno tra comuni. Infine nel periodo 21 dicembre-6 gennaio chi torna in Italia dall’estero dovrà sottoporsi a quarantena obbligatoria.

Il commercio ed il cenone

Un settore molto toccato è quello dei negozi, chiusi nelle zone rosse e con limitazioni anche nelle zone arancioni. Il periodo natalizio è il più importante dell’anno e resteranno aperti fino alle 21, per evitare gli assembramenti. Restano, invece, chiusi i mercati e centri commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili. Aperte invece le farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, ed edicole.

Diversa la situazione per i ristoranti, dove quella mascherina ovviamente abbassata per poter mangiare fa preoccupare il Governo. Non si potrà andare a cena fuori con parenti e/o amici, anche nelle Regioni gialle. Resta le 18 l’orario di chiusura di bar e ristoranti, con un limite di quattro a tavola (esclusi conviventi), però resteranno aperti a pranzo anche nei giorni festivi. Sempre campo libero ad asporto (fino alle 22) e delivery sempre. Nelle Regioni arancioni solo asporto e delivery.

Per quanto riguarda il cenone: “Non indicheremo limiti per il numero di persone a tavola, ma sconsiglierei di aprire ai non conviventi”, si dice dal Governo. Chiusi gli impianti sciistici (riapriranno dal 7 gennaio) ed ovviamente vietati i classici eventi in piazza per la fine dell’anno. “La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani”.

Il settore alberghiero e gli hotel rimangono aperti ma il 31 dicembre sera non sarà possibile organizzare veglioni o cene. I ristoranti dell’hotel hanno l’obbligo di chiudere alle 18 e dopo sarà permesso solo servizio in camera

Il vaccino non sarà obbligatorio

Il Premier Conte ha ribadito che se l’epidemia sarà gestita al meglio non ci sarà nessuna imposizione di vaccino. Tuttavia la terza ondata non è ancora scongiurata e potrebbe arrivare già a gennaio con una forza non meno violenta della prima ondata. L’invito del Governo è quello di non abbassare la guardia soprattutto a Natale e Capodanno.

Foto di Michelle Maria da Pixabay

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