Citroën: il lavoro di Paul Magès e le sospensioni idropneumatiche [FOTO]

Nel 1942 fece parte del team attorno a Lefèbvre

Citroën: il lavoro di Paul Magès e le sospensioni idropneumatiche [FOTO]

Tra gli storici protagonisti del marchio Citroën figura Paul Ernest Mary Magès, nome legato al concetto di sospensioni idropneumatiche.

L’idea e l’applicazione

Seguendo un consiglio che lo storico ingegnere André Lefèbvre dava ai propri collaboratori, Paul Magès iniziò da un foglio bianco per sviluppare un inedito concetto di sospensione, partendo dalla scelta di un nuovo elemento elastico: un pallone pieno di gas, come ricordato.
Il gas rispetto al metallo non è soggetto a “pendolarità”, ovvero oscillazioni che si notano quando si comprime e si rilascia una molla, riprendendo il concetto. Un effetto che riguarda molle e balestre se non si interpone un ammortizzatore, la cui consistenza risulta funzionale per la tenuta. Un’eccessiva durezza dell’ammortizzatore però può condizionare il comfort, percependo nettamente le varie asperità. Usando un gas, invece, il quadro muta del tutto. Questo elemento, espandendosi dopo essere stato compresso, torna di nuovo al suo volume originario.

Così si delinea anche un’idea di sospensione “autoregolante”. Un gas oppone una resistenza superiore in base alla compressione e, come nel paradosso di Zenone, la sospensione che poggia su un gas risulta sempre più rigida se costantemente caricata, ma la comprimibilità non arriverà a zero se non a causa di carichi impressionati o pressoché “impossibili”.
Nella definizione della sospensione idropneumatica risulta protagonista anche un liquido. Non potendo collocare quattro palloncini tra l’auto e le ruote, risulta nevralgico un collegamento tra le sacche di gas e gli assali della vettura. Si pensa all’impiego di pistoni pieni di un liquido, la cui azione comprime il gas presente in sfere, separato da un diaframma.

È stato il principio della prima 2CV idropneumatica che presentava quattro sfere, una singola per ruota, nel quale era presente del gas diviso dal liquido tramite una membrana di sughero. Purtroppo il sughero non resistette alla pressione, andando in briciole alla prima buca. Allora si dovette sostituire quel materiale per sviluppare un nuovo diaframma e, in questo caso, l’esperienza con la gomma della Michelin fu importante.
Dati i risultati Magès continuò a lavorare sul progetto e, come ricordato, l’azienda gli affiancò dei collaboratori che si occuparono a tempo pieno della sospensione.
Dato che Pierre Jules Boulanger volle lanciare il prima possibile la TPV, presentata nel 1948, per la sospensione fu adottata una configurazione del tutto nuova e composta da molle elicoidali ed ammortizzatori a frizione, con interazione tra sospensione anteriore e posteriore. Questo divenne caratteristico delle compatte Citroën 2CV, AMI, Dyane, Méhari e veicoli commerciali legati ad esse, confermato sino all’ultimo esemplare prodotto di 2CV (nel lontano 27 luglio del 1990).

La prima applicazione pratica della sospensione idropneumatica, poi passata sulle stradiste Citroën nei successivi sessant’anni, debuttò nel 1954 con il lancio della Traction Avant 15 Six H (la lettera collegata a Hydropneumatique). Uno schema ibrido di sospensioni tradizionali davanti e idropneumatiche autolivellanti nella zona retrostante, date le oscillazioni collegate al carico. Nel 1955 la nuova sospensione sulle quattro ruote fu introdotta sulla DS19 e dal 1970 seguirono anche i citati modelli GS, SM, CX, GSA, BX, XM, XANTIA, C5 e C6.

Paul Magès

Nacque ad Aussois, in Savoia, il 9 marzo 1908. All’età di 17 anni, nell’agosto del 1925, dopo le scuole professionali fu assunto come disegnatore presso Citroën. Era un giovane innovativo che proponeva nuove idee anche a livello organizzativo, ricoprendo diversi incarichi. Con la direzione di Pierre Jules Boulanger, divenuto anche presidente dopo la scomparsa del fondatore nel luglio del 1935, nel settembre del 1942 le qualità di Magès furono notate dallo stesso Boulanger e invitato ad unirsi ai progettisti presenti attorno ad André Lefèbvre.
Tra le esperienze di Paul Magès figura anche la parte idraulica e nel gruppo del noto ingegnere, il primo incarico di Magès fu proprio l’accennato studio di una sospensione innovativa per quella che sarà poi nota come 2CV, tenendo presenti comfort e tenuta di strada.
A Magès si associa anche lo sterzo Di.Ra.Vi. presente su SM, CX e le versioni V6 di XM nelle prime fasi di applicazione dell’elettronica. È scomparso nel 1999 a 92 anni.

Foto e immagini: Citroën

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