Stellantis: è fatta, dalla fusione di FCA e PSA nasce il gruppo da oltre 20 brand

E' stata ufficialmente consolidata la fusione che darà vita al quarto gruppo automobilistico al mondo

Stellantis: è fatta, dalla fusione di FCA e PSA nasce il gruppo da oltre 20 brand

Il 2021 parte nel migliore dei modi per il mondo automobilistico. E’ finalmente conclusa la fusione tra FCA e PSA (due sigle destinate a sparire) a beneficio di un macro gruppo che, come sappiamo, prenderà il nome di Stellantis. Si tratterà del quarto gruppo automobilistico al mondo, con oltre 20 brand nel portafoglio e dei progetti a lungo termine davvero ambiziosi. L’azionista di maggioranza sarà sempre Exor, con il 14,4% delle quote azionarie, seguito dalla famiglia Peugeot con il 7,2%, lo stato francese con il 6,2% e i cinesi di Dongfeng con il 5,6%. 

Come accennato si tratterà del quarto gruppo al mondo in termini di capitale dopo Volkswagen Group, Toyota Group e Renault-Nissan Alliance. 

Si parte nel migliore dei modi 

Con un’approvazione così schiacciante, il presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo PSA, Louis Gallois afferma: “Non potevamo pensare ad un inizio migliore di questa nuova era con il Gruppo FCA. Stellantis è nato sotto il segno delle stelle e ricevere l’approvazione unanime di entrambe le fazioni rappresentava un passo cruciale per iniziare nel miglior modo i lavori“. Anche l’Amministratore Delegato Carlos Tavares ha deciso di comunicare il proprio ottimismo per il futuro: “Bisogna saper assicurare stabilità e sicurezza al gruppo e sono sorpreso di come tutti gli azionisti abbiano saputo cogliere questa opportunità e sapersi adattare in vista delle sfide che verranno

L’accordo PSA-Toyota e i veicoli commerciali

Questo via libera è subordinato al rispetto dell’impegno di estendere l’accordo di cooperazione tra PSA e Toyota nei piccoli veicoli commerciali leggeri, proposta alcune settimane fa, e ad agevolare l’accesso dei concorrenti alle reti di riparazione e manutenzione di PSA e FCA per questo tipo di veicoli.

“L’accesso a un mercato competitivo per i piccoli veicoli commerciali è importante per molti lavoratori autonomi e piccole e medie imprese in tutta Europa – le parole di Margrethe Vestager, il commissario UE alla concorrenza – Possiamo approvare la fusione di Fiat Chrysler e Peugeot SA perché i loro impegni faciliteranno l’ingresso e l’espansione nel mercato per questo tipo di veicoli”.

Peugeot è l’acquirente a fini contabili

Sin dalle prime fasi della trattativa di fusione tra i gruppi FCA e PSA i due costruttori hanno sempre parlato dell’operazione con una fusione paritetica, 50 e 50, nella quale nessuna delle due società ha un peso maggiore rispetto all’altra. Tuttavia però nei giorni scorsi sono emersi una serie di documenti, resi noti da Automotive News, che mostrano come, a livello contabile, nell’operazione che porterà alla nascita di Stellantis sarà PSA ad acquisire FCA

Su un prospetto depositato da Fiat-Chrysler al Mercato Telematico Azionario, alla Borsa di Parigi e alla Sec, la commissione USA di vigilanza dei mercati finanziari, propedeutico alla quotazione delle azioni Stellantis, si legge che “FCA e la direzione di PSA hanno stabilito che Peugeot è l’acquirente a fini contabili”. Questo perché gli International Financial Reporting Standards, per questo tipo di operazioni, impongono l’indicazione di un acquirente. 

Exor socio di maggioranza

Sappiamo che il CdA di Stellantis sarà composto da 11 amministratori, di cui 6 in area PSA, con Carlos Tavares che sarà il CEO del nuovo gruppo, con un mandato di cinque anni, uno in più rispetto a quello degli altri membri del board. A bilanciare i rapporti c’è però il fatto che la Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli, sarà il socio di maggioranza con il 14,4% delle azioni totali, contro il 7,2% della famiglia Peugeot, il 6,2% dello Stato francese e il 5,6% della Dongfeng. 

Sotto il profilo legale, a differenza di quello contabile, Fiat Chrysler assorbirà PSA con la holding olandese FCA N.V che cambierà nome in Stellantis N.V., mentre gli azionisti riceveranno 1.742 azioni FCA per ogni titolo PSA detenuto. A commento della notizia, FCA, attraverso uno suo portavoce, ha ribadito: “Come abbiamo sempre affermato, Stellantis sarà il risultato di una combinazione 50:50 di FCA e Groupe PSA”. 

L’ok brasiliano

Il mese scorso le autorità brasiliane avevano dato il via libera alla fusione. Il Cade (Conselho Administrativo de Defesa Econômica), cioè l’Antitrust del paese sudamericano, ha approvato l’unione tra i due gruppi, diventata poi effettiva per le leggi brasiliane.

Il CdA del nuovo gruppo

Intanto, ad inizio ottobre, era stato annunciato il Consiglio d’Amministrazione di Stellantis, che sarà composto da 11 membri, con la maggioranza degli amministratori non esecutivi che saranno indipendenti. Gli amministratori indipendenti, sottolineano PSA e FCA, hanno background professionali differenti e supporteranno Stellantis nel valorizzare appieno i suoi punti di forza e competenze distintive in una nuova era della mobilità.

5 membri in quota FCA e 5 in quota PSA

FCA e il suo azionista di riferimento Exor hanno nominato 5 membri (tra cui John Elkann in qualità di Presidente) e Groupe PSA e due dei suoi azionisti di riferimento EPF/FFP e BPIfrance hanno nominato 5 membri (tra cui l’Amministratore Senior Indipendente e il Vice Presidente). Anche Carlos Tavares, Amministratore Delegato di Stellantis, sarà membro del Consiglio di Amministrazione.

I nomi degli 11 componenti del CdA: c’è anche Andrea Agnelli

Il Consiglio di Amministrazione di Stellantis sarà composto dai seguenti 11 membri, previa approvazione in sede di assemblea degli azionisti: John Elkann (Presidente), Robert Peugeot (Vice Presidente), Henri de Castries (Amministratore Senior Indipendente), Andrea Agnelli (Amministratore non esecutivo), Fiona Clare Cicconi (Amministratore non esecutivo), Nicolas Dufourcq (Amministratore non esecutivo), Ann Frances Godbehere (Amministratore non esecutivo), Wan Ling Martello (Amministratore non esecutivo), Jacques de Saint-Exupéry (Amministratore non esecutivo), Kevin Scott (Amministratore non esecutivo) e Carlos Tavares (Amministratore Delegato).

Il completamento della combinazione proposta, si legge nella nota di PSA e FCA, dovrebbe avvenire entro la fine del primo trimestre 2021, soggetto alle condizioni di closing precedentemente concordate previste nel Combination Agreement.

I piani di Stellantis per ogni brand del Gruppo

FCA e PSA. La fusione di due grandi gruppi del mondo automotive darà vita a Stellantis, agglomerato di marchi che, ora, da una certa preoccupazione a un altro gruppo, forse al momento il più importante, quello di Volkswagen (che annovera al suo interno oltre alla stessa Volkswagen anche Audi, SEAT, Škoda Auto, Bentley, Bugatti, Lamborghini e Porsche, per le moto Ducati e per i veicoli commerciali Volkswagen Commercial Vehicles, Scania AB e MAN). Stellantis dovrà nascere (se non ci saranno ulteriori problemi dovuti al Covid o di altra natura) entro il primo trimestre 2021 ma già si stanno delineando i futuri progetti che riguarderanno ogni singolo brand del gruppo.

Da segnalare subito a scanso di equivoci che tutti i brand resteranno in vita. La vera sfida per Stellantis sarà caratterizzare in modo ancor più enfatizzato ogni marca per dargli uno scopo e una funzione precisa, per distinguerli maggiormente gli uni dagli altri.

Per Stellantis, Peugeot (insieme a FIAT) sarà il marchio di punta. Già gode di un buonissimo posizionamento sul mercato europeo e la sfida sarà quella di riposizionarsi in modo strategico sul mercato americano, considerato il secondo più importante al mondo. Peugeot vuole entrare sul mercato USA entro e non oltre il 2023, con alcuni piccoli centri di vendita che punteranno, in modo particolare, sulla vendita online o sulla vendita fisica ma molto più semplificata rispetto a quanto avviene in Europa.

Chrysler adotterà lo stesso stile di vendita semplificato che sarà utilizzato per Peugeot, continuando sulla via intrapresa, fino a questo momento, e concentrandosi sul mercato d’origine.

La sfida di Stellantis sarà trovare un ruolo specifico a tanti marchi generalisti presenti e anche molto simili tra loro. C’è da valutare il riposizionamento di marchi storici come DS e Alfa Romeo, con la prima che continuerà sulla strada dell’elettrificazione, diventando ben presto il marchio premium ma 100% elettrico del Gruppo, mentre Alfa Romeo continuerà sulla via della sportività con l’aggiunta di alcuni modelli nel prossimo futuro. FIAT si concentrerà, in modo ancora maggiore, sul mercato italiano puntando sulla 500 elettrica e su nuovi modelli in arrivo come la Centoventi o la possibile Giardiniera che dovrebbe sostituire la 500X. Opel punterà maggiormente sul mercato est europeo con la presenza di Vauxhall sul mercato britannico.

Citroën ha imboccato una strada molto interessante: è un marchio giovanile, diverso sul palcoscenico automotive, creativo e originale. Per il marchio francese del Double Chevron si prospetta un futuro perseverando su questa via mentre è da valutare Lancia. Al momento sembra che si voglia limitare il marchio Lancia al solo mercato Italiano, continuando a vendere la Ypsilon che, a conti fatti, con il solo modello presente vende più di tutta Alfa Romeo messa insieme. Finche le vendite saranno costanti, Lancia resterà cosi, con la sola implementazione di nuovi motori elettrificati.

Jeep è un marchio fortemente caratterizzato per il Gruppo ed è considerata la classica “gallina dalle uova doro”. Jeep vanta modelli unici e imitati sul mercato automotive mondiale, le vendite sono costanti e positive e anche per lei si continuerà sulla strada “tradizionale” dei SUV e dei fuoristrada. Da segnalare la forte elettrificazione della gamma già in atto e l’attesa per le versioni ibride di Jeep Wagoneer e Wrangler.

Maserati proseguirà sulla via della “sportività” come farà la stessa Alfa Romeo, ma godendo di maggior possibilità nel segmento delle premium per controbattere sul campo di Mercedes, BMW e Porsche, solo per citarne alcune.

Sembra inutile specificare che per tutti i brand presi in esame ci sarà una importante rincorsa verso l’elettrificazione dei propulsori. PSA metterà a disposizione le sue piattaforme Hybrid-ready e Electric-ready come la CMP e la EVMP, capace di offrire in meno di un’ora l’80% di ricarica per le batterie di bordo e vantare una buona abitabilità per le doti di molti modelli del Gruppo. Le batterie sono da 50 o 75 kWh per un’autonomia pari a 230 km oppure da 330 km.

D’altro canto molte citycar “francesi” seguiranno il percorso intrapreso dalla 500, che ora si vanta di essere una “piccola cittadina premium” 100% elettrica, grazie all’introduzione della nuova FIAT 500 elettrica. La stessa via “elettrizzata” potrebbero percorrerla anche Citroen C1 e Peugeot 108. Dopotutto, la strada è già stata provata con successo dalla e-208, e-308 e, con tutta probabilità, dalla prossima e futura Peugeot 1008 che potrebbe riservare al pubblico, anche, la sua versione solo elettrica.

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