Mazda MX-81: l’antenata della MX-30 ispira il docufilm “La Forma del Tempo” [VIDEO]

Una storia di design unica tra Giappone e Italia

MX: queste due lettere fanno da ponte tra Giappone e Italia. Oggi però non vi parliamo né della MX-5, la spider più venduta al mondo, né della MX-30 la nuova SUV elettrica di Hiroshima ma della riscoperta Mazda MX-81. Si tratta di un prototipo di Bertone commissionato da Mazda per il Salone di Tokyo del 1981. Un’auto che ha il merito di iniziare la gloriosa stirpe delle MX e che grazie all’impegno di Mazda Italia ha trovato nuovamente vita.

Caccia al tesoro

Tutto inizia con una foto che Roberto Pierantonio, Managing Director di Mazda Italia pubblica su Instagram nel 2019. È la Mazda MX-81 fotografata in Piazza del Duomo a Milano negli anni ‘80. Questo prototipo affascina tutto lo staff di Mazda Italia e così inizia una vera “caccia al tesoro” con un fitto scambio di mail tra Claudio di Benedetto, Marketing& PR Director Mazda Italia e Nobuhiro Yamamoto, padre della ultima MX-5, storico ingegnere e responsabile dello sviluppo dei motori rotativi ora in pensione. L’idea di Mazda Italia è quella di creare un parallelismo per il lancio di prodotto della nuova MX-30 con quel prototipo così all’avanguardia che porta l’onere di essere stato il primo a portare in dote la sigla MX.

La scoperta e il restauro

Yamamoto prende a cuore la ricerca e il prototipo di Bertone viene ritrovato in un buon stato di conservazione e rispedito in Italia per effettuare un attento restauro estetico. La pandemia e lockdown successivi non hanno permesso di presentare la MX-30 assieme alla sua antenata MX-81 che nel frattempo è stata affidata all’azienda Superstile di Moncalieri dove lavorava una delle persone che l’ha vista nascere negli anni ‘80. È stato eseguito un restauro conservativo dove sono stati volutamente lasciati alcuni segni del tempo, puliti gli interni dall’umidità, ricreate le fanalerie e replicato il colore esterno per una riverniciatura completa.

La scheda tecnica

La MX-81 Aria ha subito un trattamento tecnico in Giappone ma in Italia ha ripreso vita dopo essere stata nascosta in un magazzino per più di 40 anni. Lei che negli anni ‘80 proponeva soluzioni all’avanguardia con un CX di 0,29, tergicristalli a scomparsa nascosti da uno sportellino, sedili anteriori che potevano ruotare, portiere ad apertura controvento, ampie superfici vetrate, volante rettangolare con display centrale su cui visualizzare le mappe.

La storia parte da più lontano

Prima di tutto questo è obbligatorio dare merito a una persona. Hideyuki Miyakawa, giornalista giapponese che negli anni ‘60 ha attraversato Londra, Parigi e Torino per un servizio fotografico in sella alla sua motocicletta. È lui il ponte tra Giappone e Italia visto che si ferma nel nostro Paese come corrispondente estero. Al Salone di Torino, Hideyuki, fa la conoscenza di Giorgetto Giugiaro, giovane designer a capo del centro stile di Bertone e l’interprete dal giapponese in fiera, Maria Luisa Bassano. Miyaka sposa Marisa e si stabilisce a Torino, capitale europea dell’auto, e questa coppia riesce a far da tramite tra Mazda e Bertone con la commissione dei prototipi per il Salone di Tokyo del 1981. Una storia magica in un momento storico dove l’Italia tra i primi Paesi al mondo per tecnica, design e culto dell’auto. Dove le persone mettevano anima e corpo per realizzare i propri sogni.

Il docufilm

Così Mazda Italia ha commissionato un proprio film su questa bellissima storia dal titolo: “La Forma del Tempo”. Un breve documentario con la regia di Dario Acocella e musiche originali di Fabrizio Bondi. I protagonisti del film sono: Ikuo Maeda – Head of Global Design di Mazda, Giorgetto Giugiaro – fondatore di Italdesign, Hideyuki Miyakawa – Giornalista e Nobuhiro Yamamoto – Ingegnere e progettista Mazda.

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