ACEA all’UE: incentivi sull’usato per accelerare la transizione green
L'ACEA chiede a Bruxelles di incentivare anche le auto usate più recenti
Favorire il ricambio del parco circolante partendo dall’usato: è questa una delle leve su cui punta l’ACEA, che chiede a Bruxelles un cambio di passo nelle politiche per la transizione ecologica. Secondo l’associazione dei costruttori europei, limitare gli incentivi alle sole auto nuove non è più sufficiente. Occorre estendere i bonus anche alle vetture di seconda mano più recenti, legandoli a parametri come emissioni, efficienza energetica e, progressivamente, all’elettrico e all’ibrido plug-in.
L’ACEA chiede a Bruxelles di incentivare anche le auto usate più recenti
Il peso del mercato dell’usato, del resto, è tutt’altro che marginale. In Europa, per ogni auto nuova immatricolata se ne vendono in media tre usate. È su questo mercato che si muovono famiglie, giovani e lavoratori con redditi medi o medio-bassi, spesso esclusi dagli incentivi per il nuovo, soprattutto quando si parla di modelli elettrici. Non a caso l’età media delle auto in circolazione ha ormai superato i 12 anni, con valori ancora più elevati in molte aree dell’Est e del Sud Europa.
Per l’ACEA, l’usato non è un mercato di “serie B”. Al contrario, rappresenta un passaggio intermedio fondamentale per ridurre rapidamente le emissioni. Incentivare l’acquisto di auto usate Euro 6, ibride o elettriche, accompagnandolo alla rottamazione di veicoli Euro 3 ed Euro 4, permetterebbe di tagliare CO₂, ossidi di azoto e particolato in tempi più brevi rispetto al solo ricambio sul nuovo. Inoltre, una simile strategia potrebbe sostenere indirettamente anche le vendite di auto nuove, considerando che molte usate “giovani” provengono da flotte e leasing aziendali.
Il tema si intreccia anche con l’inflazione. I prezzi delle auto nuove continuano a salire, spinti da normative sempre più stringenti e dai costi dell’elettrificazione, spostando la domanda verso l’usato. Senza politiche di supporto, questo segmento rischia di irrigidirsi, con offerta limitata e prezzi in aumento, come già accaduto durante la crisi dei chip.
Da qui la richiesta di una svolta coordinata a livello europeo: incentivi armonizzati, certificazioni comuni, soprattutto per le batterie delle elettriche usate e strumenti digitali per tracciare l’intero ciclo di vita dei veicoli. L’obiettivo è uno solo: rendere la transizione green più inclusiva e accessibile, partendo proprio dall’usato.
Seguici qui
