Airbag Takata, scatta il controllo obbligatorio: dal 17 luglio le delegazioni ACM verificano a ogni passaggio di proprietà

Airbag Takata, scatta il controllo obbligatorio: dal 17 luglio le delegazioni ACM verificano a ogni passaggio di proprietà

Dal 17 luglio 2026 la campagna di richiamo degli airbag Takata compie un passo decisivo: gli Sportelli Telematici dell’Automobilista (STA) — e quindi le delegazioni dell’Automobile Club Milano sul territorio — assumono un ruolo attivo e formale nel contrasto al problema, verificando preventivamente lo stato del richiamo a ogni immatricolazione o passaggio di proprietà.

A stabilirlo è il Decreto Direttoriale 229/2026 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che impone agli STA l’obbligo di informare l’acquirente in caso di veicolo soggetto a richiamo non ancora effettuato. Una misura che integra la sicurezza stradale nelle pratiche burocratiche ordinarie, trasformando ogni transazione automobilistica in un’occasione di controllo.

Il problema airbag Takata: perché è così urgente

Gli airbag Takata sono al centro del più grande richiamo della storia dell’industria automobilistica mondiale. Il difetto riguarda l’inflatore del cuscino: in caso di attivazione, il componente può deteriorarsi e proiettare frammenti metallici nell’abitacolo, con rischio letale per il conducente e i passeggeri. Non si tratta di un difetto teorico: nel mondo si contano già decine di vittime e centinaia di feriti attribuibili a questo problema.

In Italia, secondo i dati diffusi da ACM, circolano ancora 1,6 milioni di veicoli con questo componente difettoso: una cifra che spiega l’urgenza dell’intervento normativo e la necessità di integrare la verifica del richiamo nelle procedure ordinarie di compravendita.

Il problema non riguarda un singolo marchio: praticamente tutti i grandi costruttori mondiali hanno dovuto richiamare modelli prodotti tra la fine degli anni Novanta e il 2010, in alcuni casi anche oltre. L’entità del richiamo — oltre 100 milioni di veicoli a livello globale — ne ha determinato la complessità gestionale e il prolungamento nel tempo, lasciando ancora oggi milioni di auto in circolazione con il componente non sostituito.

Come funziona il nuovo meccanismo di controllo

Con l’entrata in vigore del decreto, ogni volta che un veicolo cambia proprietario o viene reimmatricolato, lo Sportello Telematico dell’Automobilista — la struttura preposta alle pratiche automobilistiche, presente nelle delegazioni ACM — deve verificare se il mezzo è incluso nel richiamo Takata.

Se il veicolo risulta soggetto a richiamo non ancora eseguito, l’acquirente deve essere informato prima del completamento della pratica. L’obiettivo è ridurre ulteriormente il numero di auto con airbag difettosi in circolazione, sfruttando ogni transazione come occasione di controllo e sensibilizzazione.

Il meccanismo è pensato anche per tutelare chi acquista un’auto usata, spesso all’oscuro della storia manutentiva del veicolo. Con questo nuovo obbligo, il passaggio di proprietà diventa automaticamente un momento di verifica della sicurezza, senza oneri aggiuntivi per l’acquirente.

Come verificare il proprio veicolo

La verifica è semplice, gratuita e accessibile a tutti. Per sapere se il proprio veicolo è coinvolto nel richiamo Takata, è sufficiente:

  1. Accedere alla pagina dedicata del Ministero su mit.gov.it
  2. Inserire il numero di telaio del veicolo nel portale della casa costruttrice
  3. Verificare l’esito: se il richiamo non è stato ancora eseguito, contattare la concessionaria di riferimento per procedere alla sostituzione gratuita

In caso di esito “Stop Drive”, il veicolo va fermato immediatamente e non deve essere utilizzato fino alla sostituzione dell’airbag. Questa indicazione va presa sul serio: la pericolosità del componente in certi casi può essere immediata e non prevedibile.

La sostituzione è sempre gratuita

Questo è un punto fondamentale che ACM sottolinea con forza: la sostituzione dell’airbag Takata è completamente gratuita per il proprietario del veicolo, indipendentemente dall’anno di acquisto o dall’età del mezzo. Sono le case costruttrici a farsi carico dei costi di ricambio e manodopera in tutti i casi, come previsto dalla normativa sulle campagne di richiamo.

Non ci sono scuse, quindi, per rimandare: bastano pochi minuti per verificare e, se necessario, prenotare l’intervento in concessionaria. In molti casi la sostituzione è rapida — un’ora o poco più — e può essere effettuata senza costi di alcun tipo anche su veicoli acquistati di seconda mano, anche se non si è il proprietario originale.

L’appello di ACM a cittadini e flotte aziendali

Automobile Club Milano rivolge un appello diretto non solo ai privati, ma anche alle aziende che gestiscono flotte di veicoli: verificare immediatamente tutti i mezzi e procedere senza indugio alle sostituzioni necessarie. Il rischio per la sicurezza è reale e documentato, e la soluzione è a portata di mano.

Per chi ha dubbi o necessita di assistenza, le delegazioni ACM sul territorio milanese sono disponibili per ogni chiarimento e supporto nelle pratiche connesse al richiamo. Dal 17 luglio, ricorda ACM, ogni passaggio di proprietà sarà anche occasione di verifica obbligatoria: un sistema pensato per chi dimentica, procrastina o non sa.

Domande e risposte sull’airbag Takata

Quali veicoli sono coinvolti nel richiamo airbag Takata?

Il richiamo riguarda veicoli di quasi tutti i principali costruttori mondiali, prodotti prevalentemente tra la fine degli anni Novanta e il 2010. Per sapere se il proprio veicolo è coinvolto, è sufficiente inserire il numero di telaio sul sito mit.gov.it o sul portale della casa costruttrice.

Quanto costa sostituire l’airbag Takata?

La sostituzione è completamente gratuita. I costi di ricambio e manodopera sono a carico delle case costruttrici in tutti i casi, indipendentemente dall’anno di acquisto o dal passaggio di proprietà.

Cosa significa “Stop Drive” nel controllo airbag Takata?

Se la verifica restituisce l’esito “Stop Drive”, il veicolo non deve essere utilizzato fino alla sostituzione dell’airbag. Occorre contattare immediatamente la concessionaria per prenotare l’intervento in via prioritaria.

Cosa cambia dal 17 luglio 2026 per i passaggi di proprietà?

Il Decreto Direttoriale 229/2026 del MIT obbliga gli Sportelli Telematici dell’Automobilista a verificare lo stato del richiamo Takata a ogni immatricolazione o passaggio di proprietà, con obbligo di informare l’acquirente in caso di richiamo non ancora eseguito.

Dove si trovano le delegazioni ACM per informazioni sul richiamo Takata?

Le delegazioni dell’Automobile Club Milano sono presenti su tutto il territorio milanese e disponibili per assistenza e chiarimenti. Dal 17 luglio 2026 effettuano la verifica obbligatoria del richiamo Takata a ogni passaggio di proprietà o reimmatricolazione.

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