Android Auto: addio a Google Assistant, in auto arriva Gemini

Dal 4 settembre via al cambio, ma non per tutte le vetture

Android Auto: addio a Google Assistant, in auto arriva Gemini

Rivoluzione in vista per chi utilizza Android Auto sulle proprie vetture. Tra una decina di giorni, infatti, inizierà la dismissione di Google Assistant e, al suo posto, arriverà Gemini, il nuovo assistente digitale, basato sull’intelligenza artificiale generativa di Big G. La data prevista per il cambio è venerdì 4 settembre, ma serviranno alcune settimane per completare lo switch. Inoltre, non per tutte le vetture sarà operativo questo cambio epocale.

Non solo auto

Si tratta di un cambiamento deciso da Google per tutto il proprio universo, non solo legato ad Android Auto. Un passaggio per tutti i dispositivi: dagli smartphone ai tablet, dagli smartwatch agli auricolari, per arrivare appunto a chi utilizza l’interfaccia per collegare il telefono alla propria vettura. Non è una novità improvvisa, visto che pareva già in vista lo scorso anno, poi l’azienda americana decise per un rinvio, per qualche funzione da ottimizzare.

Dal prossimo 4 settembre, dunque, inizierà il progressivo addio a Google Assistant, dopo quasi dieci anni di onorato servizio per gli utenti con sistema operativo Android. Come dicevamo, questo passaggio avverrà in qualche settimana. Per chi volesse anticipare i tempi, una parte dei dispositivi ha già disponibile il cambiamento: per ora è anche possibile tornare indietro, ma dal 4 settembre il passaggio diventerà definitivo e ‘senza ripensamenti’.

Su Android Automotive no

Non tutte le auto, però, saranno coinvolte in questo cambiamento. Infatti, il passaggio a Gemini riguarda solamente per chi collega il proprio smartphone alla vettura e utilizza Android Auto con il collegamento, mentre i modelli con Android Automotive direttamente installato nella vettura non sono interessati alla dismissione. E, in questo caso, l’utente può scegliere se utilizzare il nuovo o il vecchio assistente vocale. Ma potrebbe essere una scelta temporanea. Probabile che, in futuri aggiornamenti, arrivi il cambiamento anche sui modelli con Google integrato. Per ora, però, non ci sono annunci sul tema.

Cosa cambia

Questo passaggio tra Google Assistant e Gemini non dovrebbe portare particolari cambiamenti per chi utilizza l’assistente regolarmente. Sono due modelli sviluppati dalla stessa azienda e, sicuramente, tutte le operazioni che si potevano fare con l’assistente pronto alla pensione, saranno riportate anche su quello nuovo. Secondo quanto annunciato da Big G, inoltre, Gemini conserverà i metodi di attivazione già familiari, compreso il comando vocale ‘Hey Google’ (oltre alla pressione prolungata del pulsante di accensione, quando si utilizza da smartphone o tablet).

Anzi, dovrebbe essere ancora più semplice l’utilizzo, con la possibilità anche di rispondere a domande un po’ più complicate e particolari. Gemini è legato all’intelligenza artificiale e può elaborare richieste più complesse, ma anche permettere di rivolgersi a lui in maniera più naturale, quasi come se si stesse chiedendo informazioni ad un’altra persona. Non serviranno più, dunque, dei comandi precisi e quindi è attesa una comprensione più facile da parte dell’assistente. Pensando ad un utilizzo in auto, dovrebbe richiedere una minore ‘distrazione’ al conducente.

Dieci anni di servizio

Google Assistant nasce nel 2016 come evoluzione di Google Now e viene presentato insieme agli smartphone Pixel e all’app di messaggistica Allo. L’obiettivo è offrire un assistente vocale capace di comprendere le richieste degli utenti e svolgere attività come effettuare ricerche, impostare promemoria, controllare dispositivi smart e gestire alcune funzioni dello smartphone. Nel corso degli anni, Assistant viene integrato in un numero sempre maggiore di prodotti, dagli smartphone agli speaker, fino ad automobili, smartwatch e televisori.

Con la diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, però, il tradizionale approccio basato sui comandi vocali mostra progressivamente i propri limiti. Google introduce così Gemini, la nuova famiglia di modelli di intelligenza artificiale generativa, inizialmente come chatbot e successivamente sempre più integrata nei servizi dell’azienda.

Nel 2025 Google avvia il passaggio da Assistant a Gemini sui dispositivi mobili, con l’obiettivo di trasformare l’assistente in uno strumento più conversazionale e capace di comprendere richieste complesse. Gemini può infatti sfruttare le capacità dei modelli generativi per elaborare informazioni, mantenere meglio il contesto di una conversazione e interagire con diversi servizi Google. A partire dal prossimo 4 settembre, questo passaggio è pronto a diventare definitivo.

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