ANFIA: la produzione automotive in Italia in calo anche a novembre, -5%
Secondo ANFIA, la produzione domestica delle sole autovetture a novembre ammonta a circa 18.000 unità
Continua il calo dell’industria automotive in Italia. Anche a novembre 2025 si registra una contrazione del 5% rispetto allo stesso mese del 2024. Se invece prendiamo in considerazione i primi 11 mesi del 2025 il calo è ancora più forte: -11,7%. Se guardiamo ai singoli comparti notiamo che la fabbricazione di autoveicoli registra un calo del 7,6% a novembre 2025 e diminuisce del 17,8% nei primi undici mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. La fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi cala del 16,7% nel mese e rimane stabile nel cumulato. Infine quella di di parti e
accessori per autoveicoli e loro motori aumenta leggermente a dicembre ma cala di oltre il 5% nell’anno.
Industria automotive italiana in calo anche a novembre
Secondo i dati preliminari di ANFIA, la produzione italiana di autovetture a novembre 2025 si è attestata intorno a 18.000 unità, segnando un calo del 27,9% rispetto allo stesso mese del 2024. Nonostante la flessione del comparto automotive, la produzione industriale complessiva in Italia mostra segnali positivi, con un incremento dell’1,4% a novembre e un calo contenuto dello 0,5% nei primi undici mesi dell’anno. Il fatturato industriale (escluso il settore costruzioni) registra una crescita dell’1,6% a ottobre, sostenuta sia dal mercato interno (+1,8%) sia dalle vendite estere (+1,3%), chiudendo il periodo gennaio-ottobre a -0,3%.
“A novembre prosegue il calo dell’indice della produzione automotive italiana (-5%) – afferma Gianmarco Giorda, Direttore Generale di ANFIA. La produzione di autoveicoli scende del 27,9%, intorno a 18.000 unità, mentre parti e accessori registrano un lieve +0,3%. Per fine 2025, i volumi stimati sono 450.000 unità, con una graduale ripresa attesa nel 2026 grazie a misure e piani produttivi mirati”.
Da gennaio a settembre 2025, l’export italiano di autoveicoli vale 12,09 miliardi di euro, con la Germania principale destinataria (17,2%), seguita da USA e Francia. L’import raggiunge 26,69 miliardi. L’export di componentistica registra 18,52 miliardi con saldo positivo di 5,40 miliardi. Il fatturato del settore cala complessivamente del 7,9%, con perdite maggiori sul mercato interno.
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