Audi: la nuova gamma con il motore V6 per Q5, A5 e A6
Potenze da 229 ai 639 cavalli della sportiva RS 5
Audi propone una nuova gamma di motori V6, con un mix tra prestazioni sportive, piacere di guida ed elevata efficienza complici diversi livelli d’elettrificazione e di sovralimentazione, sia benzina che diesel. Un propulsore utilizzato anche per i powertrain di Formula 1, che viene proposto dalla casa dei quattro anelli nei modelli di serie sul SUV Q5 e sulle berline A5 e A6, con una potenza fino ai 639 cavalli, dove la sportività viene espressa ai massimi livelli.
Entrando un po’ più nel dettaglio, al propulsore V6 3.0 TFSI, turbo a iniezione diretta della benzina, mild-hybrid plus a 48 Volt da 367 CV portato al debutto da Audi S5 si affiancano i nuovi V6 3.0 TDI MHEV+ e V6 2.9 TFSI biturbo con tecnologia plug-in. Il primo, dotato di powertrain generator, compressore elettrico e turbocompressore, rappresenta lo stato dell’arte della propulsione diesel e garantisce ad Audi Q5 e Audi A6 un’erogazione immediata.
Il mild hybrid da 367 CV
Guardando alle nuove proposte, il motore mild hybrid TFSI da 367 cavalli è disponibile per Audi S5, SQ5 e A6. Sovralimentato mediante singolo turbocompressore a geometria variabile e caratterizzato dalla distribuzione a 4 valvole per cilindro nonché dalla fasatura variabile lato aspirazione e scarico, questo motore eroga 367 CV da 5.500 a 6.300 giri/min e una coppia costante di 550 Nm a partire da un regime basso come i 1.700 giri/min sino a 4.000 giri/min.
Il sistema mild hybrid 48V mette in primo piano il powertrain generator (PTG). Collocato all’uscita della trasmissione e composto da motore elettrico ed elettronica di potenza raffreddati a liquido, in modo da mantenere costanti le temperature di esercizio ottimali, il PTG può contribuire alla marcia erogando sino a 24 CV e 230 Nm di coppia. Il posizionamento a valle del cambio offre molteplici vantaggi: in primis, i 24 CV di potenza motrice e i 25 kW di potenza elettrica recuperabili grazie alla frenata elettroidraulica non sono soggetti a dispersioni. Inoltre, abbinato alla batteria da 1,7 kWh, permette una migliore efficienza, con una marcia parzialmente elettrica.
Il diesel da 299 CV

Non solo benzina, ma anche il diesel con il V6 e con il sistema mild hybrid: si tratta del motore 3.0 TDI da 299 CV disponibile per Audi Q5 e A6. L’abbinamento con il sistema MHEV plus a 48 Volt gioca a favore dell’efficienza, potendo disporre di un’elevata spinta sin dai regimi più bassi. Il picco di coppia (580 Nm) viene erogato già a 1.500 giri/min ed è costante sino a 3.620 giri/min. Potendo così garantire uno scatto più rapido ed anche consumi più contenuti.
In fase di partenza interviene in prima battuta il powertrain generator che muove la vettura elettricamente a bassa velocità. Successivamente viene chiamato in causa il compressore elettrico, in grado di erogare coppia bypassando la naturale inerzia del turbocompressore. Rispetto ai precedenti modelli dotati di compressore elettrico, ad esempio Audi S4 TDI, Audi S6 TDI e Audi SQ5 TDI, il nuovo sistema è sensibilmente più efficace grazie a un range di attivazione più ampio e a un incremento più rapido della pressione di sovralimentazione.
La potenza del motore da 639 CV

Al vertice della gamma, come dicevamo, c’è il possente V6 2.9 TFSI biturbo, accoppiato ad un motore a elettroni da 177 CV e 460 Nm integrato nel cambio tiptronic a otto rapporti, per una potenza complessiva di sistema di 639 cavalli ed una coppia di 825 Nm. Un motore dedicato alla versione più sportiva, l’Audi RS 5, per poter raggiungere prestazioni di altissimo livello: lo scatto 0 a 100 km/h in 3,6 secondi, cinque decimi in meno rispetto alla RS 4 Avant.
All’efficienza del propulsore, accreditato di consumi a pieno carico inferiori sino al 20% rispetto al passato, contribuisce il ciclo Miller che costituisce una variante del classico ciclo Otto e porta in dote un rapporto di compressione più basso rispetto al rapporto d’espansione, portando ad avere la fase di compressione più breve rispetto a quella d’espansione. Ne consegue il miglioramento della quantità d’energia estratta sotto forma di pressione dalla combustione, a vantaggio, come già accennato precedentemente, del contenimento di consumi ed emissioni.
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