Auto elettriche: crescono le flotte aziendali, l’89% ha veicoli con la spina
Ma i dati dei veicoli connessi vengono utilizzati ancora poco
Le auto elettriche, come ben sappiamo, stanno faticando a prendere piede in Italia, anche se i numeri sono in crescita negli ultimi mesi. Un settore chiave per la transizione energetica riguarda le flotte, da cui viene una parte consistente del mercato e del parco circolante italiano. Secondo gli ultimi dati, c’è un passo avanti importante da questo punto di vista: l’89% delle aziende intervistate ha almeno un veicolo alla spina (plug-in o elettrico) nella propria flotta.
“Il settore della gestione delle flotte aziendali sta vivendo una fase di profonda trasformazione, alimentata dai dati generati dai veicoli connessi, dalla crescente digitalizzazione e dalla transizione verso le motorizzazioni elettriche e ibride – sono le parole di Federico Antonio Di Paola, presidente di Best Mobility, durante ‘Drive the Change’ – L’innovazione abbraccia anche la gestione degli spostamenti dei dipendenti e l’intera struttura della mobilità aziendale”.
La crescita delle elettriche
I dati sono frutto di una ricerca, con il patrocinio di ANIASA, Best Mobilty e UNRAE, che è stata realizzata su un campione di 101 fleet manager e una flotta aggregata di oltre 68.000 veicoli. I risultati vedono l’89% delle aziende intervistate ha almeno un veicolo alla spina nella propria flotta: nonostante il 64% del parco aziendale sia ancora alimentato da motori tradizionali (benzina o diesel), il processo di elettrificazione sta andando sempre più spedito.
Infatti, il 73% delle aziende coinvolte nella ricerca prevede, infatti, di aumentare ulteriormente la quota di veicoli BEV e PHEV entro i prossimi dodici mesi, mentre sette organizzazioni su dieci puntano a integrare nuovi veicoli alla spina entro il 2027. I motivi della scelta sono le nuove aliquote sui fringe benefit (secondo il 70% dei rispondenti), la volontà di ridurre l’impatto ambientale (61%) ed il miglioramento della reputazione aziendale (51%).
Tuttavia, ci sono ancora ostacoli importanti per una diffusione ancora più capillare dell’elettrificazione. In primo piano, come prevedibile, c’è l’autonomia ancora limitata, visto che le auto di molte aziende percorrono tanti chilometri al giorno. Il 55% degli intervistati ha dato questa motivazione, mentre altri dubbi riguardano l’insufficienza delle colonnine pubbliche di ricarica (47%) oppure la distribuzione non uniforme in Italia, con zone ancora poco coperte.
La connettività resta poco utilizzata
Se l’elettrificazione è un processo in corso, seppur con tempistiche non particolarmente rapide, ci sono ancora più difficoltà legate ai veicoli connessi e ai benefici per la gestione delle flotte. Solo il 27% dei partecipanti a questa ricerca, infatti, utilizza i dati provenienti dai veicoli connessi della propria flotta. E solamente il 30% delle organizzazioni riesce oggi a trasformare i dati raccolti dai veicoli in informazioni realmente utilizzabili a supporto delle decisioni.
Tra le funzionalità smart più diffuse figurano i sistemi ADAS (61%), i sistemi di infotainment (57%), la gestione remota dei veicoli, la navigazione aggiornata in tempo reale e le piattaforme di manutenzione e diagnostica (39%). Le aziende che investono nella connessione dei veicoli lo fanno principalmente per aumentare la sicurezza dei dipendenti (45%), ottimizzare i consumi energetici e di carburante (45%) e sviluppare servizi di manutenzione predittiva (36%).
La situazione potrebbe evolversi nel prossimo futuro, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il 20% delle aziende ha già introdotto specifiche soluzioni o ne sta valutando l’implementazione, mentre un ulteriore 30% prevede investimenti entro i prossimi due anni. Le applicazioni più diffuse riguardano dashboard avanzate di analisi operativa (47%), monitoraggio dei consumi energetici (30%), manutenzione predittiva (28%), ottimizzazione dei percorsi, rilevazione di anomalie e sistemi evoluti di prevenzione delle collisioni.
Il futuro del settore
Guardando al futuro, secondo il risultato di questa ricerca, le aziende prevedono di rafforzare ulteriormente gli investimenti in mobilità sostenibile e digitalizzazione. Le priorità riguarderanno naturalmente l’acquisizione di nuove tipologie di veicoli (per il 34% del campione), lo sviluppo di servizi IT e tecnologici (33%) e il potenziamento di sistemi telematici e di connettività (24%). Cercando, dunque, di fare un passo avanti verso il futuro della mobilità.
“L’obiettivo è il progressivo abbandono dei motori a combustione interna in favore di soluzioni a zero emissioni – le parole di Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility – In un contesto dove la tecnologia evolve da semplice supporto a cuore pulsante della strategia aziendale, la vera sfida del futuro sarà costruire un ecosistema efficiente, sicuro e integrato, in cui connettività e IA possono generare valore concreto”.
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