Auto elettriche e ZTL, Motus-E scrive all’ANCI: “Serve pianificazione strutturata per la mobilità sostenibile”
Lettera aperta al presidente Manfredi: "L'incertezza normativa penalizza cittadini e imprese"
Il provvedimento col quale l’amministrazione comunale di Roma appare intenzionata a introdurre il pass annuale di 1.000 euro per le auto elettriche che vorranno entrare nella ZTL Centro storico, dove fino ad oggi le vetture a batteria hanno avuto accesso gratuito, preoccupa e allarma non poco Motus-E, la principale associazione che rappresenta la filiera italiana della mobilità elettrica.
Motus-E, manifestando “sgomento e profonda preoccupazione” per la proposta avanzata da Roma Capitale, ha inviato una lettera aperta al presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), Gaetano Manfredi, con l’intento di invitare i Comuni a ripristinare una “visione sistemica” considerata essenziale per mantenere l’Italia al passo degli altri grandi mercati auto europei.
Così si incrina il rapporto di fiducia con i cittadini che hanno scelto l’elettrico
“L’incertezza normativa derivante da simili provvedimenti penalizza in primis l’utenza privata, ma anche le imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte e nelle installazioni di colonnine di ricarica pubbliche”, si legge nella lettera a proposito della discussa determinazione capitolina, “annunciata senza un preventivo coordinamento e confronto con gli attori della filiera”, che rischia di “incrinare il rapporto di fiducia con quei cittadini che, incoraggiati dalle politiche nazionali e locali, hanno compiuto un investimento importante per il rinnovo del parco circolante”.
Del resto, prosegue la lettera, “in un contesto in cui la mobilità elettrica rappresenta ancora meno dell’1,5% del parco circolante della Città Metropolitana di Roma, appare prematuro e contraddittorio intervenire con un misura di tale portata”, mentre risulterebbe “più efficace privilegiare tempistiche più dilatate e l’adozione di logiche di gradualità, prevedendo un periodo transitorio e una modulazione del contributo sulla base degli accessi effettivi, supportata da un monitoraggio dei flussi e da una valutazione periodica degli impatti”.
Il caso di Roma si inserisce secondo Motus-E in un quadro in cui “la collaborazione tra operatori economici e amministrazioni locali necessita di un deciso cambio di passo verso la semplificazione e l’armonizzazione delle procedure”, testimoniato dalla “eterogeneità dei processi autorizzativi, l’applicazione di oneri tributari insensati quali TARI o canoni pubblicitari sulle infrastrutture di ricarica, e una diffusa difficoltà nella tutela degli stalli destinati al servizio, spesso occupati abusivamente senza alcun intervento da parte della Polizia Locale o soggetti a vandalismi”.
Vettore elettrico alleato fondamentale della transizione
“È fondamentale che il dialogo con i Comuni si sposti su un piano di programmazione strutturata, che sappia coniugare la riduzione della congestione con la tutela della qualità dell’aria e l’abbattimento dell’inquinamento acustico, obiettivi in cui il vettore elettrico è un alleato insostituibile”, riporta infine la lettera aperta di Motus-E, “solo attraverso un confronto costruttivo e una reale armonizzazione delle regole potremo garantire l’efficienza del sistema e assicurare ai cittadini che la transizione energetica sia un percorso di opportunità, crescita occupazionale e miglioramento della vita urbana”.
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