AWA rilancia il tema: donne protagoniste nel mercato auto, ma non ancora in officina

Partendo da questo paradosso Awa prova a cambiare il settore

AWA rilancia il tema: donne protagoniste nel mercato auto, ma non ancora in officina

Le donne hanno ormai un ruolo centrale nel mercato automobilistico italiano, ma questa presenza non trova ancora un riscontro equivalente nei mestieri tecnici e nei ruoli operativi del settore. È questa la fotografia che emerge dai dati più recenti e che fa da sfondo all’attività di AWA, Automotive Women Association, realtà nata proprio con l’obiettivo di trasformare il peso femminile come pubblico d’acquisto in una presenza più forte e strutturata dentro l’industria dell’auto.

Partendo da questo paradosso Awa prova a cambiare il settore

Secondo l’analisi UNRAE “Le donne e l’automobile” del marzo 2025, il 41,7% delle auto nuove immatricolate in Italia viene acquistato da donne. Non solo: il 40,3% del parco circolante privato è intestato a loro. In pratica, quasi una vettura su due e mezzo sulle strade italiane appartiene a una donna. Un dato che conferma come il pubblico femminile non sia più una componente secondaria, ma una parte stabile e decisiva del mercato nazionale.

C’è poi un altro elemento che racconta bene l’evoluzione in corso: nel 2024, per la prima volta, le ibride full hybrid hanno conquistato il primo posto tra le preferenze femminili, raggiungendo il 37,9% degli acquisti e superando le auto a benzina. È un passaggio importante, perché segnala in modo netto come le donne siano tra le protagoniste più attive della transizione verso forme di mobilità più sostenibili, premiando soluzioni percepite come efficienti, pratiche e adatte all’uso quotidiano.

A fronte di questo peso crescente come clienti e come parte attiva del cambiamento nei consumi, il quadro occupazionale racconta però una realtà molto diversa. Nei ruoli tecnici legati direttamente all’automotive – come meccanica, carrozzeria e collaudo – la presenza femminile resta ancora molto ridotta. I dati più recenti indicano numeri contenuti su scala nazionale, mentre negli ambiti professionali collegati al settore auto, comprese progettazione e ingegneria, l’occupazione femminile si aggira intorno al 15%. Un segnale di apertura c’è, come dimostra la crescita delle laureate in ingegneria meccanica iscritte all’albo rispetto agli anni passati, ma il divario resta evidente.

È proprio dentro questo squilibrio che si inserisce il lavoro di AWA. L’associazione punta infatti a costruire un collegamento concreto tra il ruolo delle donne come consumatrici e la loro presenza nelle professioni dell’automotive. Il 2026, in questo percorso, rappresenta un anno particolarmente intenso, con iniziative che si muovono su due assi principali: il motorsport e la formazione.

L’appuntamento più visibile sarà il Grand Prix Historique de Monaco, in programma dal 24 al 26 aprile. In quella cornice AWA avrà un ruolo di primo piano nel Racing & Classic Team fondato da Gigi Taverna, impegnato con una Lancia Marino del 1954. Alla guida organizzativa ci sarà Monica Zanetti, presidente e cofondatrice dell’associazione, mentre il reparto meccanico sarà interamente femminile, con Daria Garviliu e Lucrezia Milanese. Il coordinamento tecnico sarà affidato a Corrado Cabras e al volante ci sarà Francesco Macrì, pilota già esperto di competizioni storiche.

La presenza a Monaco va oltre il valore sportivo. Per AWA rappresenta soprattutto un messaggio pubblico e culturale: mostrare che competenze tecniche, organizzative e meccaniche femminili possono stare al centro di eventi di alto profilo nel panorama motoristico internazionale. È una scelta che punta a dare visibilità a professionalità che troppo spesso restano in secondo piano.

Nello stesso spirito si colloca anche il lavoro che l’associazione sta portando avanti per costruire nuovi team femminili da schierare nella Fox Running 10. L’idea è ampliare la presenza delle donne in pista, aumentando le occasioni in cui pilote e figure tecniche possano misurarsi in contesti reali di gara. Un precedente importante c’è già stato nel dicembre 2025, quando AWA ha partecipato alla gara conclusiva con “Women on Track”, una squadra interamente femminile composta sia da pilote sia da personale tecnico.

AWA rilancia il tema: donne protagoniste nel mercato auto, ma non ancora in officina

Quel debutto ha avuto un valore simbolico ma anche sportivo. Le sei pilote impegnate hanno chiuso la competizione con un risultato di rilievo: 23° posto assoluto su 50 equipaggi e 10° di classe. Un piazzamento che ha attirato attenzione e che ha portato anche a un riconoscimento speciale per qualità di guida e professionalità. Al di là della classifica, l’esperienza ha confermato che la costruzione di squadre femminili competitive non è più soltanto un progetto di rappresentanza, ma una realtà capace di stare dentro la gara con credibilità.

L’altro fronte decisivo resta quello della formazione. Dopo il sostegno a un corso per collaudatori avviato lo scorso anno, AWA intende proseguire nel 2026 con un nuovo corso pensato per collaudatrici, aperto comunque anche agli uomini, e con percorsi professionali dedicati a meccanica, carrozzeria e saldatura. L’obiettivo è chiaro: favorire l’ingresso delle donne nei ruoli più operativi della filiera, proprio dove oggi la loro presenza è ancora troppo limitata.

A completare il calendario ci sono anche iniziative rivolte al pubblico, come il progetto di riproporre l’esperienza del Pit Stop interattivo già vista alla Notte Rossa di Maranello. L’idea è quella di avvicinare soprattutto i più giovani, e in particolare le ragazze, al mondo della meccanica e delle competizioni attraverso attività pratiche e dirette.

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