BAIC sviluppa una batteria al sodio da 170 Wh/kg: la sfida alle LFP entra nel vivo

La nuova batteria di BAIC è più economica e si ricarica al 100% in 11 minuti

BAIC sviluppa una batteria al sodio da 170 Wh/kg: la sfida alle LFP entra nel vivo

BAIC torna sotto i riflettori con una novità che potrebbe avere un peso importante nel futuro delle auto elettriche. Secondo quanto riportato da alcuni portali cinesi specializzati, il costruttore avrebbe completato il prototipo di un nuovo pacco batterie agli ioni di sodio, una tecnologia di cui si parla da tempo ma che solo adesso sta iniziando a sembrare davvero pronta per avvicinarsi al mercato in modo concreto. Secondo quanto riportato questa batteria è più economica e si ricarica al 100% in 11 minuti.

La nuova batteria di BAIC è più economica e si ricarica al 100% in 11 minuti

La notizia è interessante perché le batterie al sodio vengono viste sempre più spesso come una possibile alternativa a quelle agli ioni di litio, soprattutto per una ragione molto semplice: il sodio costa meno, è più abbondante e, almeno in teoria, può aiutare a rendere l’auto elettrica più sostenibile anche dal punto di vista industriale. Finora, però, c’era sempre stato un grande limite da superare, cioè la densità energetica, generalmente più bassa rispetto alle batterie oggi più diffuse.

Ed è proprio qui che BAIC sostiene di aver fatto un passo avanti importante. In base ai test interni condotti sulle singole celle, il nuovo prototipo arriverebbe infatti a 170 Wh/kg, un valore che lo avvicina alle attuali batterie LFP, ormai molto utilizzate in diversi modelli elettrici. Per chi segue il settore, è probabilmente questo il dato più interessante di tutti, perché significa che una tecnologia finora considerata promettente ma ancora indietro potrebbe cominciare a ridurre davvero il divario con le soluzioni già industrializzate.

Il pacco batteria sarebbe basato su celle prismatiche, una configurazione ormai ben nota nel settore automotive perché consente una gestione più razionale degli spazi e una migliore integrazione nella struttura dell’auto. Ma non è solo una questione di ingombri o progettazione. BAIC avrebbe ottenuto risultati rilevanti anche sul piano della stabilità operativa, altro tema centrale quando si parla di batterie.

Secondo quanto emerso, il prototipo riuscirebbe a lavorare in un intervallo di temperatura compreso tra -40 e 60 gradi Celsius. È un aspetto che può sembrare molto tecnico, ma in realtà tocca uno dei problemi più concreti dell’elettrificazione: le batterie non reagiscono tutte allo stesso modo quando le temperature diventano molto rigide o estremamente alte. Avere una chimica capace di mantenere buone prestazioni in condizioni così estreme significherebbe aprire scenari interessanti, soprattutto per quei mercati dove il clima rappresenta ancora un ostacolo reale all’uso quotidiano dell’auto elettrica.

C’è poi un altro elemento che merita attenzione, ed è la velocità di ricarica. BAIC avrebbe progettato questo sistema per supportare una ricarica fino a 4C, un numero che, tradotto in modo semplice, indica una capacità molto elevata di accettare potenza in fase di rifornimento energetico. Per fare un esempio pratico, una batteria da 80 kWh con un valore di 4C potrebbe teoricamente arrivare a potenze nell’ordine dei 320 kW.

BAIC sviluppa una batteria al sodio da 170 Wh/kg: la sfida alle LFP entra nel vivo

Dietro questo progetto c’è anche un lavoro strutturato sul fronte della ricerca. BAIC avrebbe infatti depositato circa 20 brevetti in aree chiave come materiali, elettroliti e integrazione di sistema. La stessa azienda sostiene inoltre che il prototipo sia già in grado di superare gli attuali standard nazionali cinesi, mentre la piattaforma batterie Aurora sarebbe ormai impostata per coprire più tecnologie contemporaneamente: batterie agli ioni di litio, celle a stato solido e, appunto, batterie agli ioni di sodio.

Questo quadro conferma una tendenza ormai evidente. L’industria dell’auto elettrica non sta cercando una sola risposta per il futuro, ma sta esplorando più strade in parallelo. Il sodio, in questo scenario, è diventato uno dei terreni più interessanti perché promette di agire su più fronti: costo delle batterie, disponibilità delle materie prime, sicurezza e resilienza della filiera. È per questo che sempre più costruttori e fornitori stanno accelerando gli investimenti.

Anche in questo caso, la Cina sembra muoversi con un certo anticipo. CATL ha già iniziato a commercializzare la sua batteria agli ioni di sodio Naxtra, mentre Changan ha annunciato la Nevo A06, uno dei primi modelli destinati a utilizzare questa soluzione. BYD, dal canto suo, ha parlato di nuovi progressi nella sua piattaforma di terza generazione dedicata alle batterie al sodio. Insomma in Cina la corsa alla nuova tecnologia si sta facendo sempre più concreta.

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