Bonus colonnine domestiche: al via le domande dal 22 settembre
Domande dal 22 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 tramite la piattaforma Invitalia

Dalle ore 12:00 di martedì 22 settembre 2026 sarà possibile presentare la domanda di adesione al contributo del Mimit per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica a uso privato. “Oggi facciamo un altro passo in avanti nell’attuazione del programma che stiamo realizzando per accompagnare la transizione industriale ed ecologica del settore”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso.
Come funziona il bonus colonnine domestiche
Il bonus colonnine domestiche è una misura prevista nel programma pluriennale per il settore dell’automotive definito con il Dpcm dello scorso giugno e prevede una dotazione complessiva di 68 milioni di euro fino al 2030, così ripartiti: 15 milioni per il 2026, 15 milioni per ciascuna annualità dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030, secondo quanto indicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il contributo copre l’80% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera delle infrastrutture di ricarica, fino a un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente. Il limite sale invece a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali, come ad esempio le aree destinate al parcheggio dei veicoli di chi abita nell’immobile.
Come e dove presentare la domanda
Le domande, come nelle edizioni precedenti, potranno essere presentate attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Mimit, all’indirizzo invitalia.it. Le richieste possono essere inoltrate a partire dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027. L’accesso alla piattaforma può essere effettuato tramite SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS); una volta autenticati si procede alla compilazione del modulo elettronico seguendo la procedura guidata.
Urso: “Sosteniamo i consumatori e la filiera italiana”
“Con questa misura sosteniamo i consumatori e, allo stesso tempo, la filiera italiana”, ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. “Il 54% delle infrastrutture di ricarica di nuova generazione installate in Italia, infatti, viene prodotto nel nostro Paese. Ogni euro investito nella rete di ricarica sostiene quindi anche la manifattura italiana, l’occupazione e le nostre filiere tecnologiche”.
Le spese ammesse dal contributo
Rientrano tra le spese coperte dal bonus l’acquisto e l’installazione delle infrastrutture di ricarica, comprese, se necessario, le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie e gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio. Sono ammesse anche le spese per la progettazione, la direzione lavori, la sicurezza e i collaudi, oltre ai costi per la connessione alla rete elettrica tramite l’attivazione di un nuovo POD (point of delivery). Le spese devono essere sempre effettuate con pagamento tracciabile, pena l’esclusione dal contributo, e le infrastrutture di ricarica devono essere nuove di fabbrica.
Le tempistiche delle spese ammesse fino al 2030
Per l’annualità 2026 sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026. Per le annualità dal 2027 al 2029 sono ammissibili le infrastrutture completate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre della rispettiva annualità. Per l’annualità 2030, infine, sono ammissibili le infrastrutture la cui installazione è completata tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2030.
L’Italia terza al mondo per densità di punti di ricarica
Secondo il rapporto Benchmark Mineral Intelligence sulla ricarica a livello globale, pubblicato a gennaio 2026, l’Italia si colloca al terzo posto mondiale per densità di punti di ricarica, con riferimento al terzo trimestre del 2025: nel nostro Paese è presente un punto di ricarica ogni 10 auto. La prima posizione è occupata dai Paesi Bassi con 5 auto elettriche per presa di ricarica, seguiti dalla Cina a quota 9. Al quarto posto la Spagna con 11 auto per colonnina, mentre la Francia chiude la top 5 con 13 auto elettriche per spina.
Il commento di Marco Santucci (Jameel Motors Italia): “Segnale positivo per la mobilità elettrica”
Con riferimento al bonus colonnine annunciato dal Mimit, Marco Santucci, managing director di Jameel Motors Italia per i brand Geely e Zeekr, ha commentato: “Il bonus colonnine è un segnale positivo per la mobilità elettrica in Italia. In una fase in cui elettriche e ibride plug-in aumentano il proprio peso sul mercato, raggiungendo ad agosto rispettivamente il 6,4% e il 12% delle immatricolazioni, rispetto al 4,9% e al 7,1% di un anno fa, potenziare la ricarica aiuta a consolidare questa evoluzione e apre nuove opportunità per le imprese della filiera”.
Santucci ha aggiunto: “Per un operatore internazionale come Geely, la disponibilità di infrastrutture è anche un fattore di attrattività del Paese, che favorisce la pianificazione della presenza commerciale e degli investimenti. La prospettiva pluriennale della misura, con risorse fino al 2030, offre un orizzonte favorevole in questa direzione. Le tensioni geopolitiche e le pressioni sul mercato petrolifero rendono inoltre più evidente il valore strategico dell’elettrificazione nel settore automobilistico. Ampliare la diffusione delle auto elettriche può contribuire a ridurre progressivamente la dipendenza della mobilità dal petrolio: una prospettiva che rende ancora più rilevante lo sviluppo di una rete capillare e accessibile, che integri ricarica domestica, pubblica e veloce”.
Domande frequenti sul bonus colonnine domestiche
Quando si possono presentare le domande per il bonus colonnine 2026?
Le domande si possono presentare dalle ore 12:00 di martedì 22 settembre 2026 fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027, tramite la piattaforma di Invitalia.
Quanto copre il bonus colonnine domestiche?
Il contributo copre l’80% delle spese ammesse, fino a un massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e di 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni condominiali.
Come si accede alla piattaforma per fare domanda?
L’accesso avviene tramite SPID, carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS) sul sito di Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Mimit.
Quali spese sono ammesse dal bonus?
Sono ammesse le spese per l’acquisto e l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili necessarie, la progettazione, la direzione lavori, i collaudi e la connessione alla rete elettrica con un nuovo POD, purché con pagamento tracciabile e infrastrutture nuove di fabbrica.
Fino a quando è valida la misura?
Il programma ha una dotazione complessiva di 68 milioni di euro fino al 2030, ripartiti in 15 milioni per il 2026, 15 milioni per ciascuna annualità dal 2027 al 2029 e 8 milioni per il 2030, con finestre di ammissibilità della spesa definite anno per anno.
Qual è la posizione dell’Italia per densità di colonnine di ricarica?
Secondo Benchmark Mineral Intelligence, l’Italia è terza al mondo per densità di punti di ricarica, con un punto ogni 10 auto, dietro Paesi Bassi (5 auto per colonnina) e Cina (9 auto per colonnina).
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