Codacons: “Basta video social che esaltano la guida pericolosa”
Dopo la stretta annunciata in Gran Bretagna, l'associazione chiede interventi sui contenuti che celebrano velocità estreme, manovre azzardate e inseguimenti

24 agosto 2026 – Servono misure anche in Italia contro i video pubblicati sui social network che esaltano comportamenti pericolosi alla guida e trasformano le violazioni delle regole stradali in contenuti da spettacolarizzare e condividere. Lo afferma il Codacons, dopo che il governo britannico ha annunciato una stretta sui filmati di guida pericolosa diffusi sulle piattaforme social.
Il caso della A66 in Gran Bretagna
La questione è tornata al centro dell’attenzione in Gran Bretagna dopo il tragico incidente avvenuto sulla A66, vicino a Middlesbrough, costato la vita a sette persone. Alcuni video pubblicati sui social e riconducibili ad almeno uno dei giovani morti lo mostravano alla guida a velocità sostenuta e, in un caso, durante un inseguimento della polizia. È proprio a seguito di questo episodio che il governo britannico ha annunciato l’intenzione di intervenire sui contenuti di guida pericolosa diffusi online.
Un fenomeno che riguarda anche l’Italia
Secondo il Codacons, si tratta di un fenomeno che non può essere sottovalutato e che riguarda anche il nostro Paese. In rete e sui social circolano infatti filmati nei quali velocità estreme, sorpassi azzardati, gare, manovre pericolose e violazioni del Codice della Strada vengono presentati come imprese da mostrare al pubblico, raccogliendo visualizzazioni, commenti e interazioni.
Il rischio dell’emulazione tra i più giovani
Per l’associazione, il rischio principale è che la ricerca di visibilità sui social trasformi la strada in un set e la guida pericolosa in uno spettacolo, alimentando fenomeni di emulazione soprattutto tra gli utenti più giovani, più esposti alla logica dei like e delle visualizzazioni come forma di riconoscimento sociale.
Cosa chiede il Codacons in Italia
Per questo il Codacons chiede di intervenire anche in Italia, senza aspettare che tragedie simili si verifichino nel nostro Paese, adottando misure specifiche nei confronti dei contenuti che celebrano o incentivano comportamenti gravemente pericolosi al volante. L’associazione chiede inoltre di coinvolgere direttamente sia le piattaforme social sia le autorità competenti nella definizione di queste misure.
Le dichiarazioni del Codacons
«La strada non può diventare un set per conquistare like e visualizzazioni», conclude il Codacons. «Quando i social premiano e amplificano condotte che mettono a rischio la vita, bisogna intervenire prima che l’emulazione produca nuove tragedie».
Domande frequenti sulla richiesta del Codacons
Cosa chiede il Codacons riguardo ai video di guida pericolosa sui social?
Il Codacons chiede al governo italiano di adottare misure specifiche contro i contenuti social che celebrano comportamenti gravemente pericolosi al volante, coinvolgendo piattaforme social e autorità competenti.
Cosa è successo sulla A66 in Gran Bretagna?
Sulla A66, vicino a Middlesbrough, un incidente ha causato la morte di sette persone; alcuni video pubblicati sui social da uno dei giovani coinvolti lo mostravano alla guida a velocità sostenuta e durante un inseguimento della polizia.
Perché il Codacons cita la Gran Bretagna nel suo appello?
Perché il governo britannico ha annunciato una stretta sui filmati di guida pericolosa diffusi sui social proprio in seguito alla tragedia della A66, e il Codacons chiede una risposta simile anche in Italia.
Quali comportamenti pericolosi vengono mostrati in questi video secondo il Codacons?
Il Codacons cita in particolare velocità estreme, sorpassi azzardati, gare improvvisate, manovre pericolose e violazioni del Codice della Strada, presentati come contenuti da condividere per ottenere visualizzazioni.
Perché il Codacons parla di rischio di emulazione?
Perché la ricerca di visibilità sui social può spingere, soprattutto i più giovani, a replicare comportamenti pericolosi visti online per ottenere popolarità, aumentando il rischio di incidenti.
Chi dovrebbe essere coinvolto secondo il Codacons nelle nuove misure?
Il Codacons chiede il coinvolgimento sia delle piattaforme social, per la gestione e rimozione dei contenuti a rischio, sia delle autorità competenti, per l’adozione di misure normative specifiche.
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