Continua la corsa dei carburanti: diesel verso i 2 euro al litro

Il Governo pensa all'attivazione delle accise mobili

Continua la corsa dei carburanti: diesel verso i 2 euro al litro

Gli effetti della guerra in Iran sono sempre più pesanti sul costo dei carburanti in Italia. Gli aumenti sono costanti e, in poco più di una settimana, hanno portato gli italiani a spendere molto di più per fare il pieno, soprattutto per chi ha un veicolo diesel. Il prezzo medio al self si avvicina sempre più a quota 2 euro al litro, cifra comunque già superata da numerosi distributori sul territorio nazionale. Ed anche la benzina verde ha subito un aumento rilevante.

Quasi 20 centesimi di aumento

I primi attacchi di Stati Uniti ed Israele in Medio Oriente sono avvenuti sabato 28 febbraio e, in una settimana (considerando che nel weekend i prezzi restano solitamente fermi), i prezzi medi sono aumentati di 9,2 centesimi per la verde, mentre il diesel è salito di ben 18,9 centesimi, secondo quanto comunicato dal ministero delle Imprese. Un rincaro pesantissimo, che non si vedeva da poco più di quattro anni, quando avvenne più o meno lo stesso percorso con la guerra in Ucraina.

Ancor più alle stelle i prezzi in autostrada, come denuncia il Codacons. Già ampiamente superata la soglia di 2,5 euro al litro al servito per il diesel ed anche la benzina sta salendo vertiginosamente. “Una crescita che desta forti preoccupazioni perché, come sanno bene gli automobilisti, ad un repentino incremento dei prezzi alla pompa non corrisponde mai un altrettanta veloce diminuzione in caso di deprezzamento del petrolio – viene scritto – Un andamento ancor più pericoloso per le tasche degli italiani se si considera l’avvicinarsi del periodo di Pasqua”.

I prezzi di lunedì 9 marzo 2026

Anche oggi ci sono stati aumenti importanti per quanto riguarda i carburanti in Italia, dopo un weekend ancora di grandi tensioni in Medio Oriente. Secondo la classica elaborazione di Staffetta Quotidiana, sui dati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy, la benzina self service ha un prezzo medio nazionale di 1,782 euro al litro, con un aumento di 38 millesimi, rispetto al costo rilevato venerdì scorso.

Ancora più pesante il rincaro del diesel (+98 millesimi), per una media nazionale al self di 1,965 euro al litro, anche se, come abbiamo scritto, in più di un distributore sono stati superati i 2 euro al litro. I prezzi al servito sono di 1,917 euro al litro per la benzina e di 2,091 euro/litro per il gasolio, così come ci sono stati aumenti anche per i carburanti alternativi: oggi il Gpl è a quota 0,702 euro/litro, il metano a 1,475 euro/kg ed il Gnl a 1,232 euro/kg.

Nuovi aumenti in arrivo

L’avvio della nuova settimana non ha, dunque, portato buone notizie. La guerra è ancora in corso e gli attacchi israeliani sui depositi di carburanti in Iran hanno ulteriormente creato tensioni sui mercati petroliferi internazionali. All’apertura dei mercati asiatici, inoltre, il Brent è salito sopra i 100 dollari al barile, arrivando anche quasi a 120 dollari. Un andamento che porterà, presumibilmente, nuovi aumenti anche per quanto riguarda i prezzi in Italia.

Nel corso del weekend, nel frattempo, è stato riaperto lo stretto di Hormuz, crocevia chiave del petrolio, visto che da quel lembo di terra ne passa circa il 20% a livello mondiale. Tuttavia, la sicurezza “non potrà essere garantita – ha spiegato il portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi- e, se le navi dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra”. E gli armatori hanno paura ad attraversarlo.

Le accise mobili

Il Governo sta pensando di attivare una contromisura per mitigare questi rincari dei carburanti: le cosiddette accise mobili. È una norma introdotta nel 2023, secondo cui quando il costo del petrolio sale, lo Stato può ridurre temporaneamente le accise su benzina e diesel, in modo da limitare l’aumento, facendo poi il processo inverso, quando il prezzo del greggio scenderà. Il motivo? Più il prezzo alla pompa aumenta, più lo Stato incassa con l’Iva e, oltre una certa soglia, si può decidere di utilizzare una parte di quei guadagni, per rendere meno caro il pieno per gli italiani.

La soglia per il 2026 era di 66,1 dollari al barile e, come abbiamo scritto prima, oggi il prezzo del petrolio è quasi il doppio. Di conseguenza, appare probabile possa essere attivata questa norma delle accise mobili, sinora mai utilizzata da quando è stata introdotta. Il Governo sta lavorando con delle “taskforce attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia – ha spiegato la premier Giorgia Meloni – della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione”.

(foto di Engin Akyurt da Pixabay)

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