Federauto, Artusi: “Crescita positiva a febbraio, ma servono basi solide per una ripresa strutturale”
Artusi: " Promozioni e noleggio tirano su il mercato"
Il mese di febbraio 2026 consegna al mercato automobilistico italiano un dato che, almeno in superficie, restituisce fiducia: 157.334 immatricolazioni di autovetture nuove, con una crescita del 14% rispetto allo stesso mese del 2025. A certificarlo sono i numeri diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che fotografano un settore in recupero dopo mesi di andamento altalenante. Nel cumulato dei primi due mesi dell’anno, il totale sale a 300.293 unità, pari a un incremento del 10,52% su base annua.
Artusi: ” Promozioni e noleggio tirano su il mercato”
Un risultato che viene accolto con favore dagli operatori, pur con la consapevolezza che il quadro generale resta complesso. «Salutiamo con piacere la crescita delle immatricolazioni a febbraio 2026 con l’auspicio che il mercato possa proseguire sulla spinta di un impulso positivo, seppure in un quadro di forte tensione geopolitica e dei riflessi che questa potrà avere sull’approvvigionamento dei prodotti petroliferi e della pressione sui prezzi alla pompa dei carburanti», ha dichiarato Massimo Artusi, presidente di Federauto.
Il riferimento al contesto internazionale non è secondario. L’incertezza sui costi dell’energia e sulle dinamiche geopolitiche continua a influenzare le scelte di acquisto delle famiglie, che valutano con sempre maggiore attenzione il costo complessivo di gestione di un’auto. In questo scenario, il dato positivo di febbraio assume un valore ancora più significativo.
Secondo il presidente di Federauto, la crescita è stata favorita anche da politiche commerciali mirate adottate da alcuni costruttori. «La crescita delle immatricolazioni a febbraio è stata favorita dalle politiche messe in atto da alcuni brand che hanno determinato il risveglio degli acquisti da parte delle famiglie, con la conseguente ripresa del canale privati da mesi in trend negativo. Si tratta di un cambio di orientamento importante che vorremmo vedere confermato nei mesi a venire».
Il canale privati, infatti, segna un +9,25% nel mese, ma nel cumulato bimestrale l’incremento si riduce al +2,38%, per un totale di 164.164 unità, pari al 54,67% del mercato complessivo. Un segnale incoraggiante, ma che non consente ancora di parlare di una ripresa strutturale della domanda delle famiglie.
A sostenere in modo più deciso i volumi è ancora una volta il noleggio. A febbraio sono state immatricolate 54.987 vetture destinate a questo canale, con una crescita del 25,27%. Nel bimestre si raggiungono 96.833 unità (+27,76%). Il lungo termine cresce in modo più contenuto (+3,22%), mentre il breve termine registra un balzo del 90,59%, incidendo in maniera determinante sul risultato complessivo.
Un’altra componente che contribuisce alla crescita è rappresentata dalle auto-immatricolazioni effettuate direttamente dalla rete dei concessionari. A febbraio si stimano 14.610 unità, pari al 9,26% del mercato, in aumento del 25% rispetto a un anno fa. Nel cumulato si arriva a 28.603 unità (9,53%, +29%). È un fenomeno che sostiene i volumi, ma che evidenzia anche la necessità di una lettura approfondita della qualità della domanda.
Sul fronte delle alimentazioni, il cambiamento nelle preferenze dei consumatori appare sempre più netto. L’ibrido elettrico (HEV) supera per il secondo mese consecutivo la soglia del 50% del mercato, con 82.397 immatricolazioni a febbraio, pari al 52,23% del totale (+34,81%). Nel bimestre le HEV raggiungono 157.124 unità, con una quota del 52,32%. Solo due anni fa si attestavano attorno al 40%, segno di una trasformazione ormai consolidata.
Le plug-in hybrid (PHEV) mostrano una crescita ancora più marcata: 12.626 immatricolazioni nel mese (+102,70%) e 24.258 nel bimestre (+116,11%), più che raddoppiate rispetto allo scorso anno. Anche l’elettrico puro (BEV) continua a espandersi: 12.498 unità a febbraio (+80,82%), con una quota del 7,92%, e un incremento del 60,64% nel cumulato.
«Da registrare il consolidarsi nelle preferenze dei consumatori dell’alimentazione ibrida e plug-in, un dato molto importante anche in prospettiva del dibattito sull’Automotive Package che sta entrando nel vivo a Bruxelles», ha sottolineato Artusi. Quanto alle BEV, il presidente invita alla prudenza: «L’elettrico puro realizza un risultato positivo, essenzialmente dovuto agli effetti degli incentivi del MASE: consegnate queste vetture, speriamo di non tornare allo scarso interesse per questa soluzione tecnologica su cui gravano ancora la mancanza dei fattori abilitanti e quindi forti perplessità del mercato».
Mentre le alimentazioni elettrificate avanzano, i carburanti tradizionali arretrano senza segnali di stabilizzazione. La benzina perde il 12,07% nel mese e il 18,68% nel bimestre; il diesel scende del 23,29% a febbraio e del 20,25% nei primi due mesi; il GPL crolla del 42,59% nel mese e del 37,27% nel cumulato. Una traiettoria già evidente nel 2025 e che nel 2026 non mostra inversioni.
Colpisce infine la concentrazione delle immatricolazioni negli ultimi giorni del mese: 62.673 unità targate negli ultimi tre giorni di febbraio, pari al 39,73% del totale mensile. Un dato che evidenzia la forte incidenza delle chiusure commerciali e delle campagne promozionali di fine mese.
Nonostante il segno positivo, Federauto invita a non perdere di vista le criticità strutturali. «È giusto guardare al mercato con positività ma non dimentichiamo che i fondamentali non sono ancora stati sistemati», ha concluso Artusi. «La transizione ecologica, la politica fiscale e il buon funzionamento della catena distributiva, dai produttori ai concessionari, sono temi presenti nella nostra agenda e lo saranno fino a quando il nostro mercato non riprenderà volumi coerenti con il posizionamento dell’Italia nel mercato europeo».
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