Gruppo Audi conclude il 2025 con risultati solidi
Gernot Döllner, CEO di AUDI AG: “Nel 2025 Audi ha compiuto azioni coraggiose, dando risposta alle sfide attuali”
Il Gruppo Audi archivia il 2025 con risultati finanziari definiti solidi, nonostante un contesto internazionale rimasto complesso e fortemente condizionato da tensioni geopolitiche, pressione competitiva e dazi. I numeri confermano una tenuta complessiva del business e mostrano al tempo stesso la direzione intrapresa dalla Casa dei quattro anelli.
Gruppo Audi ha chiuso l’esercizio con ricavi delle vendite pari a 65,5 miliardi di euro
Nel dettaglio, il Gruppo Audi ha chiuso l’esercizio con ricavi delle vendite pari a 65,5 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 64,5 miliardi dell’anno precedente. Il risultato operativo si è attestato a 3,4 miliardi di euro, mentre il margine operativo sulle vendite si è fermato al 5,1%. Positivo anche il dato relativo al flusso di cassa netto, salito a 3,4 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2024.
Sul fronte commerciale, il 2025 è stato caratterizzato da una sostanziale stabilità nelle consegne del Brand Group Progressive, che comprende Audi, Bentley, Lamborghini e Ducati. Complessivamente sono state consegnate 1.644.429 automobili e 50.895 motociclette. Il solo marchio Audi ha totalizzato 1.623.551 vetture, in lieve flessione rispetto all’anno precedente, ma con segnali di recupero nella parte finale dell’esercizio. Da settembre a dicembre, infatti, le consegne mensili globali hanno superato quelle registrate negli stessi mesi del 2024, indicando i primi effetti concreti della nuova offensiva di prodotto.

Il dato più significativo arriva però dal comparto elettrico. Le consegne di modelli full electric Audi hanno raggiunto quota 223.032 unità, con un incremento del 36% rispetto all’anno precedente. Si tratta di un risultato record per il marchio, trainato soprattutto da Audi Q6 e-tron, che ha sfiorato le 84 mila unità, e da Audi A6 e-tron, attestata intorno a 37 mila consegne. Una crescita che rafforza la percezione di un marchio impegnato a consolidare la propria posizione nel mercato delle BEV premium, pur mantenendo un approccio pragmatico nella gestione dell’intero portafoglio prodotto.
A pesare sui conti operativi sono stati diversi fattori straordinari. Tra questi, in particolare, i dazi statunitensi hanno inciso per circa 1,2 miliardi di euro. A ciò si sono sommati gli accantonamenti connessi alla normativa sulle emissioni di CO2, gli effetti legati all’Accordo per il Futuro di Audi e i costi derivanti dalla riprogrammazione di una piattaforma elettrica di segmento D da sviluppare a livello di Gruppo. Nonostante ciò, l’azienda sottolinea la buona disciplina sui costi e sugli investimenti, elementi che hanno contribuito a mantenere i principali indicatori finanziari entro il perimetro della previsione annuale rivista.
Il CEO del Gruppo Audi, Gernot Döllner, ha parlato di risposte giuste in un contesto difficile, rivendicando la capacità dell’azienda di compiere scelte coraggiose. Tra queste rientra anche l’avvio del nuovo marchio AUDI in Cina, con la E5 Sportback già disponibile sul mercato locale dall’autunno 2025. Un passaggio strategico, perché il mercato cinese continua a rappresentare uno snodo decisivo per la crescita futura del gruppo, insieme agli Stati Uniti.
Anche il CFO Jürgen Rittersberger ha ribadito la necessità di proseguire lungo un percorso di disciplina, efficienza e redditività, sottolineando come le pressioni sui margini restino elevate. Proprio in quest’ottica si inserisce l’Accordo per il Futuro, che procede secondo i piani. Audi ha già attuato o concordato in modo vincolante il 65% della riduzione prevista fino a 6.000 posti di lavoro entro il 2027. Entro il 2029 è prevista inoltre una riduzione aggiuntiva fino a 1.500 posti, puntando soprattutto su uscite legate all’età. Parallelamente, resta confermata la garanzia occupazionale negli stabilimenti tedeschi fino alla fine del 2033, insieme a investimenti programmati fino al 2029.
Per il 2026, Gruppo Audi guarda avanti con una strategia molto chiara. Il gruppo prevede ricavi compresi tra 63 e 68 miliardi di euro, un margine operativo sulle vendite tra il 6% e l’8% e un flusso di cassa netto tra 3 e 4 miliardi di euro. Ma soprattutto prepara una nuova fase del rinnovamento della gamma. Tra i modelli più attesi figurano la compatta elettrica Audi A2 e-tron, destinata a diventare la nuova soglia d’ingresso all’universo BEV dei quattro anelli, e l’inedito SUV high-end Audi Q9. A questi si aggiungono la nuova generazione di Audi Q7, l’aggiornamento di Audi Q4 e-tron e la nuova Audi RS 5.
La strategia regionale sarà uno degli assi centrali dello sviluppo. Negli Stati Uniti, Audi punta a rafforzare la propria presenza con Q9, Q7 e la nuova generazione di Q3, costruendo così uno dei portafogli SUV premium più giovani sul mercato. In Cina, invece, proseguirà l’offensiva con Audi A6L e-tron e con AUDI E7X, secondo modello del nuovo marchio sviluppato per il mercato locale insieme ai partner FAW e SAIC.

Infine, il 2026 segna anche l’inizio di una nuova avventura sportiva. Con il debutto del team Audi Revolut F1 in Formula 1, il marchio apre un capitolo di forte impatto simbolico e industriale. Per Audi non si tratta soltanto di una vetrina globale, ma di un progetto chiamato a portare dentro l’azienda lo spirito della competizione, dell’innovazione rapida e del lavoro di squadra.
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