Hormuz, caro carburanti: già 4,5 miliardi di spesa

Stima CNA: benzina a 1,884 euro, gasolio a 2,001 euro al litro, 850 milioni in piu solo nei primi 24 giorni di luglio

La crisi dello Stretto di Hormuz ha fatto salire benzina e gasolio, costando a famiglie e imprese italiane oltre 4,5 miliardi di euro da marzo a luglio 2026, secondo la stima CNA.
Hormuz, caro carburanti: già 4,5 miliardi di spesa

La guerra in Iran ha già presentato a famiglie e imprese italiane un conto da oltre 4,5 miliardi di euro alla pompa. È il maggiore esborso stimato dalla CNA per benzina e gasolio dal 1° marzo a luglio 2026, calcolato rispetto ai prezzi medi di febbraio, prima che la crisi geopolitica legata allo Stretto di Hormuz investisse pienamente i mercati energetici.

850 milioni di euro in più nei primi 24 giorni di luglio

La nuova accelerazione dei prezzi arriva nel momento peggiore: soltanto nei primi 24 giorni di luglio 2026, con l’avvio delle partenze estive e l’aumento degli spostamenti, il caro carburanti è costato circa 850 milioni di euro in più rispetto ai livelli di febbraio. Nel confronto con lo stesso periodo del 2025, l’aggravio sfiora 824 milioni di euro, concentrato soprattutto sul gasolio. È quanto emerge da una stima della CNA che applica gli aumenti dei prezzi registrati tra febbraio e luglio ai volumi di carburante consumati nello stesso periodo dello scorso anno. Qualora la dinamica proseguisse fino alla fine del mese, il maggiore esborso potrebbe raggiungere 1,1 miliardi di euro.

I prezzi di benzina e gasolio: +14,4% e +18,3% da febbraio

Il prezzo medio della benzina self service si è attestato a luglio 2026 a 1,884 euro al litro, contro 1,647 euro di febbraio: un incremento di 23,7 centesimi, pari al 14,4%. Per il gasolio la media è salita da 1,692 a 2,001 euro al litro, con un aumento di 30,9 centesimi, pari al 18,3%. La dinamica dei prezzi mostra l’impatto della crisi geopolitica: a marzo la benzina è salita in media a 1,762 euro al litro e il gasolio a 1,913 euro; ad aprile il diesel ha raggiunto 2,097 euro, mentre a maggio la benzina ha toccato 1,889 euro. La temporanea discesa registrata a giugno (1,898 euro per la benzina e 1,983 per il gasolio) si è interrotta nei primi giorni di luglio, con la ripresa delle ostilità e delle tensioni sulle rotte petrolifere.

Il confronto con luglio 2025: +824 milioni di euro

Il confronto con lo stesso periodo del 2025 è altrettanto significativo. A luglio dello scorso anno la benzina costava mediamente circa 1,734 euro al litro e il gasolio 1,667 euro. In un anno il prezzo medio della benzina è quindi aumentato di 15 centesimi al litro, pari all’8,6%, mentre quello del gasolio è cresciuto di 33,4 centesimi, con un incremento del 20%. CNA stima un maggiore esborso di circa 136 milioni di euro per la benzina e di quasi 689 milioni di euro per il gasolio. Complessivamente, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, famiglie e imprese hanno pagato circa 824 milioni di euro in più; se i differenziali di prezzo dovessero mantenersi fino a fine mese, il maggiore costo rispetto a luglio 2025 supererebbe 1,06 miliardi di euro.

L’impatto sul gasolio pesa per oltre l’80% del totale

L’ulteriore rincaro arriva nel momento più delicato per la mobilità delle famiglie e per le attività economiche legate al turismo, al commercio, ai trasporti e ai servizi. Luglio, infatti, è tra i mesi con il maggior consumo di carburanti, con oltre 3 milioni di tonnellate tra benzina e gasolio. La crescita del prezzo del diesel produce l’impatto economico più consistente: oltre l’80% dell’aggravio complessivo stimato da CNA è riconducibile al gasolio, carburante utilizzato in misura prevalente nell’autotrasporto, nella distribuzione delle merci, nei servizi alle imprese e in numerose attività artigiane. Per un automobilista, rispetto allo scorso luglio, un pieno da 50 litri costa circa 7,50 euro in più con la benzina e quasi 17 euro in più con il gasolio. Per un’impresa che consuma mille litri di diesel, il maggiore costo supera i 330 euro.

Le dichiarazioni del presidente CNA Dario Costantini

“La guerra in Iran sta presentando un conto molto pesante all’economia italiana proprio all’inizio del periodo delle vacanze”, dichiara il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini. “In appena 24 giorni, l’aumento dei carburanti ha sottratto a famiglie e imprese risorse per circa 850 milioni di euro rispetto ai prezzi di febbraio. Se questa dinamica continuerà, a fine mese il conto supererà il miliardo”. Costantini prosegue: “Non si tratta soltanto del costo delle partenze estive. Il rincaro del gasolio si trasferisce sui trasporti, sulle consegne, sull’assistenza, sulla manutenzione e sui costi di produzione”. Per CNA sono necessari interventi temporanei per contenere l’impennata dei prezzi, a partire dai settori e dalle imprese maggiormente esposti alla mobilità e al trasporto.

Domande frequenti sul caro carburanti e la crisi di Hormuz

Quanto è costato finora il caro carburanti legato alla crisi di Hormuz?

Secondo la stima CNA, dal 1° marzo a luglio 2026 il maggiore esborso per famiglie e imprese italiane ammonta a oltre 4,5 miliardi di euro, rispetto ai prezzi medi di febbraio.

Di quanto sono aumentati benzina e gasolio da febbraio 2026?

La benzina è salita del 14,4% (da 1,647 a 1,884 euro al litro) e il gasolio del 18,3% (da 1,692 a 2,001 euro al litro).

Quanto costa in più un pieno di carburante rispetto a luglio 2025?

Un pieno da 50 litri costa circa 7,50 euro in più con la benzina e quasi 17 euro in più con il gasolio rispetto a luglio 2025.

Perché il gasolio pesa di più nel rincaro complessivo?

Oltre l’80% dell’aggravio stimato da CNA è legato al gasolio, il carburante più utilizzato nell’autotrasporto, nella distribuzione delle merci e nelle attività artigiane.

Cosa chiede la CNA al Governo per contenere i rincari?

La CNA chiede interventi temporanei per contenere l’impennata dei prezzi dei carburanti, a partire dai settori e dalle imprese più esposti alla mobilità e al trasporto.

Quanto potrebbe salire il conto complessivo entro fine luglio 2026?

Se la dinamica dei prezzi dovesse proseguire, il maggiore esborso rispetto a febbraio potrebbe raggiungere 1,1 miliardi di euro entro la fine del mese.

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