IP, dopo Eni: tetto ai prezzi di benzina e diesel
La compagnia controllata da Socar segue Eni ma senza indicare un prezzo fisso

Roma, 28 settembre 2026 – Dopo la mossa di Eni, anche IP (Italiana Petroli, controllata dall’azera Socar) ha annunciato l’introduzione di un tetto ai prezzi dei carburanti. La misura viene applicata “progressivamente” sulla rete a marchio IP a partire da oggi, 28 settembre, e coinvolge oltre 4.500 stazioni di servizio in Italia, circa 2.000 delle quali di proprietà diretta della compagnia.
La mossa di IP dopo il price cap di Eni
Il tetto ai prezzi introdotto da IP arriva a stretto giro dopo l’annuncio di Eni, che dal 28 settembre applica sulla rete Enilive un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi di mercato, con un risparmio stimato di circa 80 euro al mese per una famiglia con due auto. Il price cap Eni coinvolge quasi 4.000 impianti a marchio Enilive ed è valido per un periodo iniziale di 30 giorni, prorogabile fino al 31 dicembre in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Sommando i due interventi, Eni e IP arrivano a coprire circa 8.500 punti vendita, pari a circa il 39% dei quasi 22.000 distributori attivi in Italia.
Come funziona il tetto IP: nessun prezzo fisso comunicato
A differenza di Eni, che ha reso pubblici due importi precisi validi su tutta la rete Enilive, IP non ha comunicato un prezzo massimo definito per benzina e gasolio. Nella nota diffusa dall’azienda si legge che “il valore dei prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”. Il tetto sarà quindi applicato in modo graduale e potrà variare da impianto a impianto, tenendo conto della rete di gestori indipendenti che operano con il marchio IP oltre ai punti vendita di proprietà diretta.
Il contesto: i rincari dei carburanti e il pressing del governo
L’iniziativa di IP segue le pressioni del governo italiano sulle compagnie petrolifere per contenere il caro-carburanti, legato alla riduzione delle forniture di prodotti raffinati causata dalle crisi geopolitiche e dal calo della capacità di raffinazione europea. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito di aver chiesto direttamente al presidente di Socar, Rovshan Najaf, di muoversi nella stessa direzione intrapresa da Eni, definendo l’iniziativa priva di “imposizioni dall’alto” e di “nuove tasse per le imprese”. Dopo Eni e IP, secondo quanto riportato, anche altri operatori come Esso e Q8 starebbero valutando l’adozione di misure simili sulla propria rete.
Le reazioni: gestori critici, associazioni dei consumatori favorevoli
Non tutte le reazioni al doppio tetto Eni-IP sono state positive. Figisc, una delle sigle che rappresentano i gestori degli impianti di distribuzione, ha parlato di un meccanismo che rischia di configurarsi come concorrenza sleale nei confronti degli operatori indipendenti e delle altre compagnie, mettendo sotto pressione la sostenibilità economica della rete dei gestori. Di segno opposto le posizioni delle associazioni dei consumatori Assoutenti e Adoc, che pur sottolineando la necessità di riforme strutturali del mercato dei carburanti hanno accolto con favore l’iniziativa, auspicando che anche altre compagnie petrolifere seguano l’esempio di Eni e IP.
Il commento del Ministro Adolfo Urso
«Il tetto ai carburanti, prima di Eni e poi di Socar, sono un ottimo segnale per gli automobilisti, ma anche un segnale che evidenzia come la nostra Italia sia sempre più considerata nel mondo», ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. «Una decisione, quella del gruppo azero, frutto anche del partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian che abbiamo coltivato in questi anni e, nel contempo, risultato della ritrovata credibilità del governo italiano. Mi auguro che anche altri operatori seguano questi esempi. In settimana mi vedrò con il ministro dell’economia Jabarov».
Sul fronte delle raffinerie italiane, Urso ha aggiunto: «Oggi tutti comprendono perché le abbiamo tutelate, a cominciare dall’Isab di Priolo, una delle più grandi in Europa, e apposto la golden power a tutela delle altre quando sono state acquisite da operatori stranieri. Ora chiediamo all’Europa di cambiare il quadro regolatorio per consentire che restino competitive e possano aumentare la produzione». Il Ministro ha annunciato di aver convocato le aziende del settore per l’8 ottobre: «Dalla riunione dovranno emergere tre direttrici: aumentare la produzione nel nostro Paese, accelerare sulla strada delle bioraffinerie, su cui siamo già leader in Europa, e condividere con le imprese un progetto di revisione delle norme europee per rendere sostenibile nel tempo la raffinazione in Europa, assolutamente necessario per la nostra autonomia strategica».
Domande frequenti su tetto ai prezzi IP e Eni
Da quando è in vigore il tetto ai prezzi di IP?
Il tetto ai prezzi annunciato da IP viene applicato progressivamente sulla rete a marchio IP a partire dal 28 settembre 2026, lo stesso giorno in cui è scattato anche il price cap di Eni sulla rete Enilive.
Qual è il prezzo massimo fissato da IP per benzina e diesel?
IP non ha reso noto un importo preciso: l’azienda ha comunicato che il valore dei prezzi sarà stabilito in base alle diverse esigenze della filiera, a differenza di Eni che ha fissato importi fissi di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio.
Quanti distributori IP sono coinvolti nel tetto ai prezzi?
La misura riguarda oltre 4.500 stazioni di servizio a marchio IP presenti sul territorio italiano, circa 2.000 delle quali di proprietà diretta della compagnia controllata da Socar.
Chi controlla IP (Italiana Petroli)?
IP, Italiana Petroli, è controllata dalla compagnia energetica statale azera Socar, il cui presidente Rovshan Najaf è stato direttamente sollecitato dal governo italiano ad adottare misure di contenimento dei prezzi analoghe a quelle di Eni.
Quanto si risparmia con il price cap di Eni?
Il tetto Eni, fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio, comporta un risparmio stimato di circa 17 centesimi al litro rispetto ai prezzi medi di mercato, pari a circa 8-9 euro su un pieno da 50 litri.
Altre compagnie petrolifere applicheranno un tetto ai prezzi?
Dopo Eni e IP, secondo quanto emerso, anche Esso e Q8 starebbero valutando l’introduzione di un proprio tetto ai prezzi dei carburanti, mentre associazioni come Assoutenti e Adoc chiedono che l’iniziativa venga estesa all’intero mercato.
Cosa ha detto il Ministro Urso sul tetto ai carburanti di Eni e Socar?
Il Ministro Adolfo Urso ha definito i tetti ai prezzi introdotti da Eni e dal gruppo azero Socar (controllante di IP) «un ottimo segnale per gli automobilisti», collegandolo al partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian e annunciando una riunione con le aziende del settore raffinazione per l’8 ottobre 2026.
Seguici qui
