Jaguar Land Rover taglia 4.000 posti di lavoro

Il piano di ristrutturazione riguarda soprattutto il Regno Unito

Jaguar Land Rover taglierà circa 4.000 posti di lavoro nei prossimi due anni, tra l'8 e il 10% della forza lavoro globale, nell'ambito di un piano di risparmi da 1,7 miliardi di sterline.
Jaguar Land Rover taglia 4.000 posti di lavoro

Jaguar Land Rover ha annunciato un nuovo piano di ristrutturazione della propria forza lavoro a livello globale: nei prossimi due anni il gruppo britannico intende tagliare circa 4.000 posti di lavoro, una quota compresa tra l’8 e il 10% dei circa 43-44.000 dipendenti impiegati in tutto il mondo. La maggior parte delle uscite riguarderà il Regno Unito, dove JLR impiega circa 30.000 persone, e sarà concentrata nelle funzioni impiegatizie: ingegneria, IT, comunicazione, vendite, risorse umane e marketing, senza coinvolgere direttamente gli addetti alla produzione in fabbrica.

Il piano di risparmi da 1,7 miliardi di sterline

La riduzione degli organici si inserisce in un più ampio programma di contenimento dei costi che punta a generare risparmi per 1,7 miliardi di sterline (circa 2 miliardi di euro) nell’arco di due anni. L’obiettivo dichiarato da Jaguar Land Rover è abbassare il punto di pareggio operativo (break-even) a circa 300.000 veicoli venduti l’anno: un volume decisamente inferiore rispetto ai livelli storici del gruppo, a conferma di quanto si sia ridotta la produzione rispetto al passato. Nel solo 2025 Jaguar Land Rover ha consegnato 352.389 vetture, chiudendo comunque l’esercizio con una perdita ante imposte di 200 milioni di sterline.

Uscite volontarie entro il 4 ottobre, ma non si escludono i licenziamenti

Per gestire il ridimensionamento, Jaguar Land Rover punta innanzitutto su un programma di buonuscite e incentivi all’esodo volontario: le proposte per i dipendenti interessati saranno disponibili fino al 4 ottobre 2026. L’azienda non ha però escluso, qualora necessario, il ricorso a licenziamenti forzati per raggiungere gli obiettivi di riduzione del personale. L’amministratore delegato PB Balaji, alla guida del gruppo da circa un anno, ha attribuito la decisione al difficile contesto in cui opera l’intero settore automobilistico, segnato da cambiamenti tecnologici, concorrenza intensa e incertezza geopolitica, garantendo l’impegno dell’azienda a gestire le uscite “con cura, equità e rispetto”.

Una crisi che dura da mesi: dazi USA, Cina e cyberattacco

I tagli annunciati sono l’ultimo capitolo di una crisi che si trascina da tempo. Nell’ultimo trimestre i ricavi di Jaguar Land Rover sono scesi di quasi il 10%, mentre l’utile ante imposte è crollato del 69%, fermandosi a 109 milioni di sterline. Tra le cause principali ci sono l’aumento dei dazi statunitensi, che hanno reso più costoso il mercato USA (il principale per il gruppo), il calo delle vendite in Cina e le difficoltà nella transizione verso l’elettrico. A pesare sui conti è stato anche il cyberattacco che nell’autunno 2025 ha bloccato per oltre un mese la produzione a livello globale, oltre a un incendio presso un fornitore chiave e alle interruzioni logistiche legate al conflitto in Medio Oriente.

Il nodo Jaguar e la scommessa sull’elettrico

Sulla crisi del gruppo ha pesato in particolare la controversa scelta di trasformare Jaguar in un marchio interamente elettrico, decisione che ha determinato un netto calo delle vendite nella fase di transizione verso la nuova gamma. Nonostante le difficoltà, Jaguar Land Rover continua a investire sull’elettrificazione: il 1° settembre 2026 il gruppo ha presentato la prima Range Rover Electric, uno dei SUV a batteria più costosi sul mercato, la cui produzione è partita proprio nello stabilimento di Solihull, nel Regno Unito, uno dei siti più coinvolti dal piano di tagli occupazionali.

Lo sguardo agli Stati Uniti: accordo con Stellantis e nuovi ibridi

Per rafforzare la propria presenza nel mercato statunitense, Jaguar Land Rover ha raggiunto un accordo con Stellantis per sviluppare congiuntamente alcuni modelli destinati al mercato americano, una collaborazione che in prospettiva potrebbe consentire al gruppo britannico di utilizzare anche stabilimenti produttivi Stellantis negli Stati Uniti. Sono inoltre previste nuove versioni ibride di Range Rover e Defender pensate soprattutto per la clientela nordamericana, nell’ambito di un piano che punta a una crescita dei ricavi a doppia cifra nei prossimi anni.

Domande frequenti su Jaguar Land Rover e i tagli occupazionali

Quanti posti di lavoro taglierà Jaguar Land Rover?

Jaguar Land Rover prevede di tagliare circa 4.000 posti di lavoro nei prossimi due anni, una quota compresa tra l’8 e il 10% dei circa 43-44.000 dipendenti impiegati a livello globale dal gruppo.

In quali paesi e settori si concentreranno i tagli?

La maggior parte delle uscite riguarderà il Regno Unito, dove JLR impiega circa 30.000 persone, e sarà concentrata nelle funzioni impiegatizie come ingegneria, IT, comunicazione, vendite, risorse umane e marketing, senza coinvolgere direttamente gli operai delle linee di produzione.

Perché Jaguar Land Rover taglia posti di lavoro nel 2026?

Il piano fa parte di un programma di riduzione dei costi da 1,7 miliardi di sterline in due anni, reso necessario da un calo dei ricavi e degli utili legato ai dazi statunitensi, al calo delle vendite in Cina, alla transizione verso l’elettrico e agli effetti del cyberattacco del 2025.

I tagli saranno solo volontari?

Jaguar Land Rover punta in primo luogo su un programma di buonuscite e uscite volontarie, con proposte disponibili fino al 4 ottobre 2026, ma l’azienda non ha escluso il ricorso a licenziamenti forzati se necessario per raggiungere gli obiettivi del piano.

Cosa c’entra la Range Rover Electric con i tagli occupazionali?

La Range Rover Electric, la prima Range Rover completamente elettrica, ha iniziato la produzione il 1° settembre 2026 nello stabilimento di Solihull, uno dei siti britannici più coinvolti dal piano di riduzione del personale, a conferma di come il gruppo stia gestendo contemporaneamente investimenti sull’elettrico e tagli ai costi.

Jaguar Land Rover ha altri progetti per rilanciarsi?

Sì: il gruppo ha siglato un accordo con Stellantis per sviluppare congiuntamente modelli destinati al mercato statunitense e prevede nuove versioni ibride di Range Rover e Defender per la clientela nordamericana, nell’ambito di un piano per una crescita dei ricavi a doppia cifra.

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