Malta offre 25mila euro ai giovani per rinunciare alla patente: la misura choc contro traffico e sovraffollamento
È la scelta del governo guidato da Robert Abela per provare a risolvere il problema del traffico
A Malta sta prendendo forma una misura che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile: offrire 25mila euro ai giovani in cambio di una rinuncia molto concreta, quella alla patente. Non per qualche mese, ma per cinque anni. È la scelta del governo guidato da Robert Abela per provare a intervenire su uno dei problemi più pesanti dell’isola: il traffico.
È la scelta del governo guidato da Robert Abela per provare a risolvere il problema del traffico
Invece di limitarsi a invitare i cittadini a usare meno l’auto, l’esecutivo ha deciso di mettere sul tavolo un incentivo economico importante. E la risposta, almeno all’inizio, non si è fatta attendere. I primi cento giovani sotto i 30 anni hanno già aderito al programma, accettando di rinunciare a guidare per un periodo lungo in cambio del contributo.
Dietro questa misura c’è una realtà molto particolare. Malta è uno Stato piccolo, densamente popolato e con spazi limitati. Le auto in circolazione sono circa 457mila, un numero che da solo può anche non sembrare enorme, ma che cambia completamente significato se rapportato alle dimensioni dell’isola. Malta si estende infatti su appena 317 chilometri quadrati. In un territorio così ridotto, ogni nuova immatricolazione pesa molto di più che altrove. E il dato delle oltre 3.700 nuove auto registrate nell’ultimo trimestre del 2025 racconta una tendenza che continua a spingere verso l’alto la pressione sulla rete stradale.
Il problema non è soltanto il traffico in senso stretto, cioè le code, i tempi di percorrenza o la difficoltà di parcheggio. È una questione più ampia, che riguarda il modo in cui si vive lo spazio. Il governo maltese insiste infatti su un concetto preciso: l’isola soffre di una vera scarsità di spazio vitale. Negli ultimi vent’anni la densità abitativa è aumentata in modo significativo, passando da 1.263 a 1.766 abitanti per chilometro quadrato. In parallelo, anche la popolazione è cresciuta rapidamente: in circa dieci anni si è passati da 440mila a 550mila residenti. In un territorio così compatto, l’effetto combinato di più persone, più veicoli e più spostamenti quotidiani si traduce inevitabilmente in una pressione costante su strade e servizi.
È in questo contesto che va letta la proposta dei 25mila euro. Non come una provocazione, ma come un tentativo concreto di cambiare abitudini. Il messaggio del governo è abbastanza chiaro: se lo spazio è poco, bisogna trovare un modo per ridurre il numero di auto in movimento e ripensare il rapporto tra cittadini e mobilità privata.
La misura, però, non è simbolica. Chi aderisce non potrà guidare né a Malta né all’estero per cinque anni. Quindi non si tratta di lasciare l’auto in garage e poi continuare a muoversi altrove come prima. È una rinuncia vera, con regole severe. Chi verrà sorpreso a trasgredire rischierà una multa da 5mila euro e possibili conseguenze penali. Alla fine del periodo previsto, chi vorrà tornare a guidare dovrà anche seguire un corso di 15 ore prima di riottenere la patente.

Per rendere questa scelta più sostenibile nella vita di tutti i giorni, il governo ha previsto anche autobus gratuiti per chi partecipa al programma. È un dettaglio importante, perché nessuna misura di questo tipo può funzionare davvero se non esiste un’alternativa concreta all’auto privata. Il punto, infatti, non è solo convincere i giovani a rinunciare alla patente, ma fare in modo che possano continuare a studiare, lavorare e spostarsi senza trasformare questa rinuncia in un ostacolo quotidiano.
Dal punto di vista economico, il piano ha già iniziato a pesare sul bilancio previsto. Metà del budget disponibile, pari a 5 milioni di euro, risulta già impegnata. Anche questo dato dice qualcosa: non si tratta più solo di un’idea lanciata per far discutere, ma di una misura che ha trovato un primo riscontro reale.
Resta naturalmente da capire se funzionerà davvero. Togliere qualche centinaio di auto dalle strade non basta, da solo, a risolvere il problema del traffico di un intero Paese. Ma Malta sembra voler lanciare un segnale forte: in un territorio così piccolo, continuare a crescere senza mettere mano alla mobilità rischia di diventare insostenibile. E allora anche una scelta drastica, come pagare i giovani per non guidare, può diventare una strada percorribile. Non necessariamente una soluzione perfetta, ma certamente un esperimento che tutta Europa guarderà con attenzione.
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