Maserati, JAC e Huawei: primi contatti con Stellantis
JAC conferma interlocuzioni con Stellantis e Huawei; intanto Cassino si ferma fino al 9 ottobre

Il futuro di Maserati passa anche dalla Cina. JAC ha comunicato alla Borsa di Shanghai di aver avviato interlocuzioni con Stellantis e Huawei: nessun accordo vincolante è stato ancora firmato e struttura e contenuti della collaborazione restano da definire. Il dossier passa così dalle indiscrezioni a un confronto riconosciuto ufficialmente.
JAC, Stellantis e Huawei: cosa è stato comunicato
Il passaggio ufficiale riguarda l’avvio di interlocuzioni tra JAC, Stellantis e Huawei. Non c’è, al momento, alcun accordo vincolante e struttura e contenuti dell’eventuale collaborazione sono ancora da definire. Le indiscrezioni parlano di due possibili nuovi modelli e del coinvolgimento della tecnologia Huawei, ma non esistono ancora conferme definitive su modelli, investimenti, ripartizione produttiva e tempi.
La lettura di Domenico De Rosa (SMET): una doppia esigenza per il Tridente
Sul tema è intervenuto Domenico De Rosa (SMET), che ricorda di aver già anticipato come la strada di Maserati potesse portare verso una collaborazione industriale e tecnologica con la Cina e che oggi vede in questo passaggio “una prima conferma ufficiale”.
A suo avviso Stellantis starebbe cercando di risolvere due problemi contemporaneamente: da un lato ridare al Tridente una piattaforma tecnologica competitiva, soprattutto su software, elettronica ed elettrificazione; dall’altro trovare un equilibrio industriale che consenta di ridurre tempi e costi senza svuotare l’identità italiana del marchio.
Cassino: fermi fino al 9 ottobre e produzione in calo
La questione, sottolinea De Rosa, diventa industriale prima ancora che automobilistica. A Cassino da oggi e fino al 9 ottobre si fermano nuovamente i reparti di Lastratura, Verniciatura e Montaggio. Nel primo semestre 2026 lo stabilimento ha prodotto circa 6.700 vetture, il 36,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Per De Rosa, un impianto di queste dimensioni non può vivere a lungo con volumi simili.
La domanda vera: quanto valore resta in Italia
Per questo, secondo De Rosa, l’eventuale intesa tra Maserati, JAC e Huawei va letta anche attraverso il futuro della capacità produttiva italiana. La domanda non è più se la tecnologia cinese entrerà nell’automotive europeo, perché “sta già accadendo”: la questione è quanta parte del valore industriale, della produzione e dell’occupazione si riuscirà a mantenere in Italia. Maserati, conclude, sarà uno dei primi grandi banchi di prova.
Domande frequenti su Maserati, JAC e Huawei
Che cosa ha comunicato JAC alla Borsa di Shanghai?
JAC ha comunicato di aver avviato interlocuzioni con Stellantis e Huawei. Nessun accordo vincolante è stato ancora firmato e struttura e contenuti della collaborazione restano da definire.
Esiste già un accordo per Maserati con JAC e Huawei?
No. Al momento non c’è alcun accordo vincolante: si tratta di una fase di confronto, ufficialmente riconosciuta ma ancora aperta.
Quali modelli potrebbero nascere dalla collaborazione?
Le indiscrezioni parlano di due possibili nuovi modelli e del coinvolgimento della tecnologia Huawei, ma non ci sono conferme definitive su modelli, investimenti, ripartizione produttiva e tempi.
Perché Cassino è coinvolto nella vicenda?
Secondo Domenico De Rosa (SMET) la questione è industriale: a Cassino si fermano da oggi al 9 ottobre Lastratura, Verniciatura e Montaggio e nel primo semestre 2026 sono state prodotte circa 6.700 vetture, il 36,2% in meno rispetto al 2025.
Quali problemi vuole risolvere Stellantis per Maserati, secondo De Rosa?
Ridare al Tridente una piattaforma tecnologica competitiva su software, elettronica ed elettrificazione e trovare un equilibrio industriale che riduca tempi e costi senza svuotare l’identità italiana del marchio.
Quando si fermano i reparti di Cassino?
Da oggi, 6 ottobre, fino al 9 ottobre si fermano Lastratura, Verniciatura e Montaggio.
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