Maserati: un viaggio da Shanghai a Modena per celebrare i 100 anni
Oltre 15.000 km con GranTurismo, GranCabrio e Grecale
Il 2026 è un anno speciale per Maserati, visto che si celebrano i 100 anni del marchio del Tridente. Tra le varie iniziative dedicate a questa ricorrenza, c’è anche il Grand Tour Cina-Italia. Un viaggio da Shanghai a Modena, per un totale di 15.000 chilometri, durato oltre due mesi, che ha visto l’arrivo di GranTurismo, GranCabrio e Grecale nel cuore della città emiliana. Dopo aver percorso le storiche rotte commerciali e scoperto le radici storiche del marchio italiano.
“In Maserati crediamo che siano le persone a dare significato alle grandi esperienze – sono le parole di Luca Callegari, capo delle risorse umane del marchio del Tridente – Questo Grand Tour è un esempio concreto di come la passione per il nostro Brand possa creare connessioni autentiche tra clienti, partner, media e team provenienti da Paesi differenti. Il loro arrivo a Modena rappresenta l’incontro tra culture diverse e un patrimonio di valori condivisi che continua a rendere Maserati un marchio globale con radici profondamente umane”.
Un viaggio di 15.000 chilometri
La flotta delle Maserati è partita lo scorso 4 maggio da Shanghai, per attraversare gli scenari monocromatici del Jiangnan ed i ripidi passi della catena montuosa del Qinling. Nel Corridoio di Hexi, i motori hanno risvegliato l’eco del deserto: da un lato la tecnologia ingegneristica di Modena, dall’altro l’immortale bellezza degli affreschi di Dunhuang. Attraversate le distese sconfinate dello Xinjiang, tra le verdi praterie di Nalati e l’azzurro glaciale del lago Sayram, il convoglio ha toccato la mitica Kashgar, punto strategico di accesso all’Asia centrale.
Snodandosi lungo le tappe della Via della Seta, il Grand Tour è stato un susseguirsi di immagini dal fascino cinematografico. Dal valico di Irkeshtam la flotta è entrata in Kirghizistan, scalando le creste di confine e scendendo attraverso la vasta Valle di Fergana, dove tutt’intorno si è dispiegata la selvaggia maestosità delle terre nomadi. In Uzbekistan, tra le storiche vie di Tashkent, Samarcanda e Bukhara, le linee pure del design italiano si sono intrecciate armoniosamente con l’oro e il turchese delle maestose cupole dell’architettura islamica. Spingendosi verso ovest nel Turkmenistan, il convoglio ha superato le austere facciate in pregiato marmo di Ashgabat e le suggestive rovine di Merv, prima di attraversare il Mar Caspio da Turkmenbashi ad Aktau.
Una volta raggiunta Baku, il Grand Tour ha toccato Tbilisi e la costa del Mar Nero a Batumi, incorniciata dalle vette innevate e solcata dalle profonde gole scavate dai fiumi che scendono dal Caucaso. Nella traversata della Turchia, le singolari formazioni rocciose della Cappadocia e gli storici minareti di Istanbul sono svaniti uno dopo l’altro negli specchietti retrovisori, fino all’attraversamento dello Stretto del Bosforo.
Passando per Sofia, in Bulgaria, e le valli avvolte dalla nebbia di Sarajevo, il convoglio ha costeggiato la costa adriatica della Croazia, dove i tetti rossi di Dubrovnik e le acque azzurre di Zara hanno riempito gli occhi dei guidatori. Infine, superate le colline color smeraldo della Slovenia e le cime delle Dolomiti colorate di rosa e di rosso al tramonto, la flotta è scesa verso la pianura, con il Lago di Garda che ha offerto un piacevole benvenuto sul suolo italiano. Per poi arrivare a Modena, dove il convoglio è stato accolto calorosamente dal team della sede centrale Maserati.
Tre modelli
Un viaggio lungo e indimenticabile, a bordo di tre modelli iconici Maserati. La GranTurismo Trofeo, con il potente motore V6 biturbo Nettuno da 3.0 litri di derivazione racing, per dare la giusta potenza nei tratti desertici e con il Vehicle Domain Control Module (VDCM) e le sospensioni pneumatiche adattive per le salite, come i passi del Qinling. Presente anche la GranCabrio, la gran turismo a quattro posti a cielo aperto, con lo stesso potente motore della GranTurismo e con l’innovativo sistema di riscaldamento per il collo “Air Scarf” ha permesso ai guidatori di abbassare la capote sotto il cielo stellato di Dunhuang o lungo la costa adriatica.
Per chiudere, la flotta era composta anche dalla Grecale. Il SUV ha dimostrato la sua versatilità su ogni tipo di terreno. Dalle piste del deserto del Gobi alle strade di montagna, il suo sistema intelligente di trazione integrale e le sospensioni pneumatiche regolabili hanno garantito una stabilità senza compromessi. Con un adeguato spazio all’interno dell’abitacolo, grazie al passo di 2.901 mm, leader nel segmento, ed al generoso spazio di carico.
Seguici qui





























