Mercato auto usate: il 2026 si apre in calo, gennaio segna la flessione più forte degli ultimi 40 mesi
Il quadro che emerge è quello di un settore in frenata
Il mercato auto usate apre il 2026 con un dato in netta contrazione e lancia un primo segnale di rallentamento per l’intero comparto. A gennaio i trasferimenti di proprietà si attestano a 438.975, dato ancora in attesa di consolidamento, in calo del 6,7% rispetto ai 470.308 registrati nello stesso mese del 2025. Il confronto con il periodo pre-pandemia è ancora più severo: rispetto a gennaio 2019 la flessione raggiunge il 9,9%. Si tratta del peggior arretramento degli ultimi 40 mesi, un risultato che riporta al centro dell’attenzione le difficoltà strutturali del mercato secondario dell’auto in Italia.
Il mercato auto usate a gennaio 2026 registra un -6,7%
A incidere sul risultato complessivo del mercato auto usate è soprattutto la dinamica dei trasferimenti netti, che a gennaio registrano un calo del 7,3%, mentre le minivolture contengono la contrazione al 5,8%. Il quadro che emerge è quello di un settore in frenata, ma ancora attraversato da trasformazioni profonde sul piano delle alimentazioni, dell’età media delle vetture e dei soggetti coinvolti negli scambi.
Nel dettaglio, sul fronte delle alimentazioni dei trasferimenti netti, diesel e benzina condividono il primo posto con una quota identica del 39,2%. Anche in questo caso, però, i numeri raccontano due traiettorie diverse. Il diesel continua a perdere peso e cede 3,9 punti percentuali rispetto a gennaio 2025, mentre la benzina recupera 0,2 punti. Il mercato auto usate conferma così una progressiva riduzione del predominio del gasolio, che resta centrale ma meno incontrastato rispetto al passato.
A crescere con decisione sono soprattutto le ibride, che raggiungono l’11,2% del totale nei trasferimenti netti. È uno dei segnali più evidenti di come il mercato auto usate stia seguendo, pur con tempi più lenti rispetto al nuovo, la transizione verso alimentazioni a minore impatto. Restano invece più contenute le quote di Gpl e metano, rispettivamente al 5,7% e al 2,1%, mentre le auto elettriche pure e le plug-in si mantengono ancora su livelli marginali, pur in aumento: le BEV toccano l’1,1% e le ibride plug-in l’1,5%.
L’analisi per contraente mostra una sostanziale continuità con i mesi precedenti. Nel mercato auto usate, gli scambi tra privati e aziende restano nettamente prevalenti e rappresentano il 57,6% di tutti i passaggi di proprietà, in lieve crescita. Scendono invece al 37,7% i trasferimenti da operatore a cliente finale, con una perdita di 1,1 punti. A influenzare questa dinamica contribuiscono sia l’aumento delle operazioni provenienti da auto-immatricolazioni, che salgono al 3,9%, sia il lieve recupero delle operazioni originate dal noleggio, che arrivano complessivamente allo 0,9%.
Dal punto di vista territoriale, il mercato auto usate conferma anche a gennaio una geografia consolidata. La Lombardia resta saldamente al primo posto con il 16,1% di quota, in crescita di 0,5 punti percentuali. Segue il Lazio con il 9,6%, in lieve flessione, mentre la Campania mantiene la terza posizione con il 9,3%. In quarta posizione torna la Sicilia, stabile all’8,3%, davanti al Veneto che si colloca all’8,2%. Questi numeri confermano come il peso del mercato continui a concentrarsi nelle regioni più popolose e nei territori dove la mobilità privata conserva un ruolo centrale.
Un altro indicatore chiave per leggere l’andamento del mercato auto usate è l’anzianità delle vetture trasferite. A gennaio quasi una vettura su due tra quelle oggetto di trasferimento netto ha oltre 10 anni: la quota sale infatti al 49,8%, con un incremento di 1,2 punti rispetto a gennaio 2025. Restano stabili al 17,4% le auto tra 6 e 10 anni, mentre cala la fascia compresa tra 4 e 6 anni, che si ferma al 9,8%. Le auto da 2 a 4 anni rappresentano l’11,6%, quelle da 1 a 2 anni il 4,0%, mentre le vetture fino a un anno salgono al 7,4%. Nel complesso, le auto con meno di 4 anni coprono il 23,0% del totale, in lieve aumento rispetto allo scorso anno.

Anche il capitolo minivolture offre indicazioni significative sullo stato del mercato auto usate. Sul fronte dei contraenti, cresce al 29,5% la quota dei ritiri effettuati dagli operatori, mentre scende al 53,4% quella dei privati o delle altre società che permutano la propria vettura. In calo anche le auto provenienti da auto-immatricolazioni, all’1,7%, mentre guadagnano spazio i canali del noleggio: quello a lungo termine sale all’11,1% e quello a breve termine al 4,3%.
Per quanto riguarda le alimentazioni nelle minivolture, il diesel conserva la leadership ma arretra al 41,0%, perdendo 4,2 punti. La benzina sale al 32,8%, il Gpl raggiunge il 5,4%, mentre il metano scende all’1,8%. Ancora una volta sono le ibride a mostrare l’espansione più dinamica, arrivando al 15,0%. Crescono anche plug-in ed elettriche pure, che si attestano rispettivamente al 2,1% e all’1,9%.
Infine, l’anzianità delle vetture oggetto di minivoltura conferma due tendenze parallele del mercato auto usate: da una parte resta elevato il peso delle auto più vecchie, con quelle oltre 10 anni al 37,1%; dall’altra aumenta l’incidenza delle vetture più recenti. Le auto fino a un anno salgono all’11,7% e, nel complesso, quelle fino a 4 anni coprono il 32,9% del totale, 2,1 punti in più rispetto a gennaio 2025.
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