Mirafiori ai cinesi? Spunta il nome di Geely
L'inchiesta di TorinoCronaca ricostruisce i rumor su un secondo gruppo cinese, oltre a BYD, interessato allo stabilimento torinese

Un altro colosso cinese dell’auto avrebbe messo gli occhi su Mirafiori, e questa volta non si tratterebbe di BYD. È il retroscena raccontato da TorinoCronaca, che nella sua inchiesta ricostruisce i rumor su una presunta trattativa riservata per lo storico stabilimento torinese di Stellantis, respinta però con fermezza dai vertici del gruppo.
Il retroscena di TorinoCronaca: un altro colosso cinese su Mirafiori
Secondo quanto ricostruito da TorinoCronaca, il rifiuto di BYD a investire in Piemonte nasconderebbe un retroscena più ampio. Il produttore cinese avrebbe infatti chiesto un’area da 3 milioni di metri quadrati, un impianto chiavi in mano e collegamenti logistici di alto livello: requisiti che, nella sola area del Piemonte, corrisponderebbero a un solo sito possibile, quello di Mirafiori. Secondo la testata, non sarebbero bastati né l’ex stabilimento Maserati di Grugliasco (circa 200mila metri quadrati), né l’area ex Olivetti di Scarmagno legata al progetto Italvolt poi sfumato, né i terreni di Torino Nuova Economia, oggi oggetto di una manifestazione d’interesse da parte di Dumarey ma senza, a quanto riportato, capitali asiatici coinvolti.
Perché il nome porta a Geely
TorinoCronaca riferisce che, negli ambienti finanziari e politici torinesi, si parlerebbe di un secondo gruppo asiatico interessato agli stabilimenti italiani di Stellantis, con una base finanziaria e strategica a Londra. Mettendo insieme gli elementi raccolti, la testata indica come possibile protagonista Geely, il gruppo cinese che controlla Volvo e Lotus ed è tra gli azionisti di Mercedes-Benz. Si tratterebbe, in ogni caso, di rumor non confermati ufficialmente, distinti dal dossier reso pubblico su Dongfeng, che secondo la stessa fonte tratterebbe alla luce del sole guardando allo stabilimento di Cassino, e dal marchio Leapmotor, già legato a Stellantis tramite una joint venture consolidata.
La replica di Stellantis: “Mirafiori non si tocca”
Sempre secondo la ricostruzione di TorinoCronaca, dai vertici della galassia ex Fiat sarebbe arrivata una risposta netta: fonti interne avrebbero garantito alla testata che Mirafiori e il marchio Fiat resteranno il cuore del gruppo. A sostegno di questa linea viene richiamato un elemento organizzativo concreto: lo stabilimento di corso Tazzoli ospita infatti la sede operativa della divisione Europe Enlarged di Stellantis. Una scelta che, secondo la ricostruzione, renderebbe poco credibile un’eventuale cessione o un affitto di un ramo d’azienda a un concorrente cinese, nonostante le difficoltà occupazionali e i fermi produttivi che continuano a interessare l’impianto, incluso uno stop segnalato per lunedì.
Il caso BYD e la ricerca di un’area da 3 milioni di metri quadrati
Per quanto riguarda BYD, TorinoCronaca ricorda anche l’ipotesi di un’area alternativa nella zona di Volvera, proposta dalla Regione Piemonte, oltre ai terreni dell’ex stabilimento Fiat di Rivalta. Sul tema, la testata cita una battuta attribuita a Alfredo Altavilla, secondo cui il gruppo cinese si sarebbe scontrato con la realtà: “Non posso comprare ciò che non è in vendita”. Al momento, dunque, non risulterebbero trattative concrete per la cessione di Mirafiori a produttori cinesi, restando la vicenda nel campo dei rumor industriali e politici legati al futuro della manifattura automobilistica torinese.
Cosa significa per il futuro dello stabilimento torinese
Al netto dei rumor, la vicenda riportata da TorinoCronaca fotografa le tensioni attorno al futuro di Mirafiori, tra rallentamento della transizione elettrica, fermi produttivi ricorrenti e l’interesse crescente dei costruttori cinesi verso una base produttiva in Europa. La posizione ufficiosa attribuita ai vertici Stellantis, che escluderebbe qualsiasi cessione, non chiude comunque il tema degli accordi industriali con partner asiatici in Italia, già aperto con i dossier Dongfeng e Leapmotor su altri stabilimenti del gruppo.
Domande frequenti su Mirafiori, BYD e Geely
Cosa ha riportato TorinoCronaca su Mirafiori?
Secondo la ricostruzione della testata, un colosso cinese diverso da BYD, probabilmente riconducibile a Geely, avrebbe sondato in modo riservato la possibilità di rilevare o affittare lo stabilimento di Mirafiori, ipotesi respinta dai vertici Stellantis.
Perché BYD avrebbe puntato proprio su Mirafiori?
Secondo TorinoCronaca, BYD avrebbe richiesto un’area da 3 milioni di metri quadrati con impianto pronto e collegamenti logistici avanzati: in Piemonte, solo Mirafiori corrisponderebbe a questi requisiti.
Perché il nome di Geely viene associato a questo dossier?
TorinoCronaca indica Geely, gruppo proprietario di Volvo e Lotus e azionista di Mercedes-Benz, come possibile protagonista di una trattativa riservata, sulla base di un identikit costruito da fonti finanziarie e politiche, senza conferme ufficiali.
Stellantis ha confermato una trattativa per cedere Mirafiori?
No: secondo quanto riportato da TorinoCronaca, fonti interne a Stellantis avrebbero escluso categoricamente una cessione, ricordando che Mirafiori ospita la sede della divisione Europe Enlarged del gruppo.
Cosa distingue il caso Mirafiori dai dossier Dongfeng e Leapmotor?
Secondo TorinoCronaca, il dossier Dongfeng riguarderebbe apertamente lo stabilimento di Cassino, mentre Leapmotor è già legato a Stellantis da una joint venture consolidata: il caso Mirafiori resterebbe invece nel campo dei rumor non confermati.
C’è un’alternativa a Mirafiori per BYD in Piemonte?
TorinoCronaca cita l’ipotesi di un’area nella zona di Volvera, proposta dalla Regione Piemonte, oltre ai terreni dell’ex stabilimento Fiat di Rivalta, come possibili alternative sul tavolo.
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