Motorionline Talks | Episodio 28: cosa sta accadendo ai prezzi dei carburanti?
Le parole e la spiegazione di Gianni Murano, presidente di UNEM
È tempo di un’altra puntata di Motorionline Talks, il nostro podcast che, ogni settimana, vi porta dietro le quinte del mondo dell’auto con interviste esclusive a dirigenti, designer e personaggi del settore. Oggi parliamo di un tema caldissimo in questo periodo, quello legato ai prezzi dei carburanti e del petrolio, dallo scoppio della guerra in Iran ed in Medio Oriente. Il nostro ospite è Gianni Murano, presidente di UNEM, l’Unione Energie per la Mobilità.
Il boom del prezzo del diesel

In Italia, c’è soprattutto il diesel ad essersi impennato, tornato proprio in questi giorni sopra i 2 euro al litro al self, nonostante il taglio delle accise sia ancora in vigore. “Quello che sta succedendo è il classico esempio che conosciamo tutti della domanda e dell’offerta. In questo momento, ma direi che è un po’ di anni, l’Europa soprattutto è a corto di gasolio – la spiegazione di Murano – Corta significa che non se ne produce abbastanza e quindi si importa gasolio. L’importo di gasolio fa sì che il prezzo internazionale del gasolio cresca molto di più del prezzo del Brent, cioè del prezzo del petrolio. Quello che normalmente era un collegamento diretto, prezzo del petrolio, prezzo dei prodotti raffinati, ora in particolare con il gasolio e anche con il jet per l’aviazione, che fa parte della stessa famiglia dei distillati, ha avuto uno spike, cioè il prezzo del prodotto finito cresce molto di più. Per dare due numeri, Il prezzo del petrolio è cresciuto del 40%, il prezzo dei prodotti raffinati, gasolio e jet, si è raddoppiato, cosa francamente mai vista prima”.
La differenza tra salita e discesa dei prezzi
I prezzi dei carburanti sono cresciuti immediatamente, nei giorni successivi allo scoppio del conflitto, mentre a scendere impiegano sempre molto più tempo: “L’aumento dei prezzi finali in media in Italia è stato più basso della media europea e questo è stato molto apprezzato anche a livello governativo, nel senso che le società petrolifere hanno assunto un atteggiamento molto responsabile nel non riversare immediatamente gli aumenti del prezzo internazionale sul prezzo alla pompa, ma al tempo stesso è stato anche riconosciuto come questo aumento è stato decisamente più lento rispetto all’aumento dei prezzi internazionali. È inevitabile il riferimento a quest’ultimi. L’aumento viene percepito immediatamente, la discesa del prezzo probabilmente viene percepita con un po’ di ritardo o non immediatamente, quindi c’è anche un effetto di sensibilità ai due fenomeni, ma l’attenzione che ha il Governo e l’Osservaprezzi, in questo momento particolare, è veramente molto alta sul fenomeno dell’aggressione dei prezzi al consumo”.
Il rischio per l’approvvigionamento

La chiusura dello Stretto di Hormuz o, comunque, le grandi difficoltà nel transitare sta creando problemi, visto che da. quel luogo transita il 20% del petrolio mondiale. Con il rischio di difficoltà di approvvigionamento: “Fino ad oggi si è parlato sostanzialmente di prezzi, ma già in altre occasioni noi abbiamo sottolineato che il perdurare della crisi può far venire anche un’ulteriore crisi, che è quella degli approvvigionamenti. Iniziamo a vedere qualche segnale, in cui lo stesso petrolio inizia a essere scarso, si hanno difficoltà a trovare coperture soprattutto per aprile o maggio. Nel breve in qualche modo il mercato si è riequilibrato, ma se la crisi durasse ancora altre 4-5 settimane inizieremmo ad avere problemi seri di approvvigionamento”.
La transizione energetica
La situazione sulla transizione energetica e l’apertura ai biocarburanti dell’Unione Europea: “A me sembra più evidente che si va verso una soluzione combinata. Cioè una soluzione in cui esiste una parte di motorizzazione elettrica combinata con una parte di endotermico. Quello che secondo me è sicuro è che avremo comunque motorizzazioni che consumeranno sempre meno e che saranno sempre più decarbonizzate. Questo mi sembra che sia una buona tendenza. Emetteranno di meno perché consumeranno di meno, emetteranno di meno perché nel ciclo di vita avremo sempre più prodotti bio o sintetici e quindi con un’emissione totale inferiore”.
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Questo è solo un estratto dell’intervista. Per ascoltare tutto ciò che ci ha raccontato Gianni Murano nell’episodio di Motorionline Talks, potete cliccare in alto all’articolo sul video YouTube, oppure andare su Spotify, Apple Podcast e su tutte le app per ascoltare podcast dove, oltre all’episodio dedicato ai carburanti e all’energia, troverete anche tutte le puntate precedenti.
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