Motus-E: al Tavolo Automotive focus su incentivi, flotte aziendali e batterie
Pressi: "DPCM condivisibile, ma servono velocità e risorse. Ecco dove trovare i fondi per aggiornare la fiscalità sulle flotte aziendali"

Al Tavolo Automotive che si è svolto questa mattina presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha partecipato anche Motus-E, l’associazione italiana che promuove la transizione verso la mobilità elettrica. Intervenendo all’incontro al MIMIT presieduto dal ministro Adolfo Urso, il presidente di Motus-E Fabio Pressi ha sollevato una serie di temi che stanno particolarmente a cuore al comparto elettrico: rendere rapidamente operativo il DPCM Automotive e ripristinare le risorse annunciate, rivedere la fiscalità sulle flotte aziendali, migliorare il regolamento europeo sui Clean Corporate Vehicles e fare dell’Italia un polo europeo per il riciclo delle batterie al litio.
“Il nuovo DPCM Automotive contiene scelte condivisibili, la priorità è accompagnare la componentistica italiana, salvaguardando competenze, occupazione e capacità industriale”, ha sottolineato Pressi, valutando positivamente anche “gli interventi sui veicoli commerciali, sulla ricarica domestica e sul noleggio sociale”, che tuttavia “devono essere rafforzati e attuati rapidamente”. In riferimento ai veicoli commerciali N1, Pressi ha ribadito che “il tempo è decisivo”, avanzando la richiesta di “ripristinare almeno la dotazione originaria” e di “aumentare progressivamente le risorse per i mezzi con zero emissioni allo scarico”.
Per quel che riguarda il noleggio sociale, invece, per il presidente di Motus-E occorre “una riflessione più profonda”. L’iniziativa
infatti, afferma Pressi, “è realmente sociale quando riduce sia il costo di accesso alla mobilità sia quello di utilizzo del veicolo”, sostenendo che la misura dovrebbe essere “maggiormente orientata verso i veicoli elettrici e accompagnata da soluzioni per la ricarica domestica”.
Rivedere la fiscalità delle flotta aziendali attivando la clausola di salvaguardia
Affrontando il tema del mercato e del gap italiano nella penetrazione dei veicoli elettrici, il numero uno di Motus-E ha ricordato che in Italia “non esiste oggi una politica strutturale di sostegno alla domanda”. Per tale motivo l’associazione propone di “intervenire sul segmento in grado di generare volumi stabili e programmabili: le flotte aziendali“, rendendo “più conveniente per imprese e partite IVA scegliere un veicolo elettrico, intervenendo in modo coordinato su deducibilità, detraibilità dell’IVA e fringe benefit”.
Pressi ha anche indicato dove trovare i fondi per la misura. “La Commissione europea ha previsto la possibilità di utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia per interventi legati alla sicurezza energetica e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, inclusa l’elettrificazione”, ha evidenziato il presidente di Motus-E, “17 Stati membri l’hanno già attivata e l’Italia non è fra questi. Chiediamo pertanto al Governo di prepararsi a utilizzare questa opportunità, destinando parte delle risorse alla riforma della fiscalità delle flotte”.
Clean Corporate Veichles e batterie
Parlando del regolamento Ue sui Clean Corporate Vehicles, Pressi ha chiarito che “Motus-E non chiede di approvare il testo senza modifiche. Ma una cosa è migliorare il regolamento; un’altra è cancellarlo” e “il regolamento è uno dei pochi strumenti capaci di trasformare la preferenza per il Made in Europe in un mercato reale”.
Infine, il tema batterie. “L’Italia può candidarsi a diventare un polo europeo del recupero e del riciclo delle batterie al litio” e “questa priorità industriale e strategica è pienamente coerente con le finalità del Fondo Automotive”, ha concluso Pressi, “chiediamo quindi un programma dedicato all’intera catena: raccolta, diagnosi, riutilizzo, disassemblaggio, trattamento della black mass e raffinazione dei materiali”.
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