Opel Rekord C: 60 anni fa nasceva la ‘Hip’-ster tedesca

Nel 1966 debuttava la terza generazione della berlina Opel: coupé fastback, la leggendaria 'Vedova Nera' e oltre 1,25 milioni di vendite

Sessant'anni fa Opel presentava la Rekord C: motori CIH fino a 106 CV, innovazioni tecniche e un legame ancora oggi vivo con la nuova Astra e con la band Die Toten Hosen.
Opel Rekord C: 60 anni fa nasceva la ‘Hip’-ster tedesca

Rüsselsheim, 3 agosto 2026 – Sessant’anni fa, nell’agosto del 1966, Opel presentava la Rekord C, terza generazione della sua berlina di fascia media, un modello che ridisegnava da zero l’intera gamma e che oggi il marchio di Rüsselsheim celebra come una vera e propria icona pop, soprannominata ‘Hip’-ster per lo stile della sua Coupé fastback.

Agosto 1966: debutta la Opel Rekord C completamente ridisegnata

La Opel Rekord C debuttò nell’agosto 1966, succedendo alla Rekord A (1963) e alla Rekord B (1965). Fin dal lancio si distingueva per un’ampia gamma di carrozzerie: berlina a due e quattro porte nelle versioni standard e di lusso, station wagon a tre e cinque porte, la versione van e, qualche mese più tardi, la coupé fastback che divenne il modello di punta della serie.

Motori CIH da 43 kW a 78 kW: otto propulsori per ogni esigenza

Sotto il cofano la Rekord C montava motori CIH (albero a camme in testa) a quattro e sei cilindri. La gamma comprendeva otto motori, con potenze comprese tra 43 kW (58 CV) e 78 kW (106 CV) e cilindrate variabili da 1,5 a 2,2 litri. Come dichiarò all’epoca la direzione Opel, l’obiettivo era “soddisfare i desideri individuali di tutti, dall’acquirente attento al budget al cliente molto esigente”.

Freni a disco e molle elicoidali: le innovazioni tecniche della Rekord C

Anche le versioni entry-level offrivano soluzioni innovative per l’epoca. La carreggiata anteriore passò da 1.325 a 1.400 millimetri e le sospensioni furono ottimizzate per comfort e sicurezza. Il cambiamento più rilevante riguardò il retrotreno: le balestre lasciarono spazio a molle elicoidali, doppi bracci oscillanti e barra Panhard, rendendo la Rekord C la prima vettura passeggeri Opel con molle elicoidali sull’asse posteriore. Tutte le versioni disponevano inoltre di un sistema frenante a doppio circuito e servofreno di serie, una dotazione allora rara nella categoria.

Fastback Coupé, Sprint e la leggendaria ‘Vedova Nera’

Nella primavera del 1967 arrivò la Rekord Coupé in stile fastback, definita dai progettisti di Rüsselsheim “un’auto sportiva ed elegante con un carattere tutto suo”, grazie anche all’assenza dei montanti centrali. Lo stesso anno debuttò la Rekord Sprint, capace di uno 0-100 km/h in 12,5 secondi grazie al quattro cilindri 1,9 litri da 78 kW (106 CV). Il vertice della gamma sportiva fu però raggiunto fuori dai listini ufficiali: la ‘Vedova Nera’ del 1968, una vettura da turismo speciale Gruppo 5 basata sulla Rekord 1900 S, costruita clandestinamente dal designer Opel Anatol Lapine con un quattro cilindri doppio carburatore portato a 132 kW (180 CV), il doppio della versione di serie. Già alla sua seconda gara, all’Hockenheimring nel 1968, con Erich Bitter al volante, la vettura nera firmò il giro più veloce nonostante la concorrenza Porsche.

Un milione di vendite: la Rekord C diventa la prima ‘milionaria’ Opel

Al termine della produzione, nel dicembre 1971, erano uscite dalle linee oltre 1,25 milioni di unità di Opel Rekord C, che divenne così il primo modello del marchio tedesco a superare la soglia del milione di esemplari, stabilendo un nuovo record per la fascia media Opel.

Il legame con i Die Toten Hosen e il ritorno in copertina nel 2026

Simbolo di libertà e amicizia per generazioni di automobilisti tedeschi, la Rekord C è stata omaggiata due volte dalla band punk rock Die Toten Hosen: la prima nel 1983, con una Rekord C Caravan sulla copertina dell’album di debutto ‘Opel Gang’, la seconda nella primavera del 2026, quarantatré anni dopo, con lo stesso modello scelto per la copertina dell’ultimo album in studio del gruppo, ‘Trink aus! Wir müssen gehen’.

Opel Astra e Astra Sports Tourer: l’eredità della Rekord continua oggi

Negli anni Sessanta la Rekord rappresentava per Opel ciò che oggi è l’Astra: con una lunghezza di 4,37 e 4,64 metri per le due varianti, Astra e Astra Sports Tourer si avvicinano alle dimensioni della storica Rekord. La Sports Tourer offre un bagagliaio fino a 1.634 litri, mentre la gamma Intelli-Lux con oltre 50.000 pixel di matrice LED e i sedili Intelli-Seat ridefiniscono gli standard della categoria compatta. La versione Astra Electric raggiunge fino a 454 chilometri di autonomia WLTP, affiancata da alternative ibride plug-in, ibride e diesel.

Domande frequenti su Opel Rekord C

Quando debuttò la Opel Rekord C?

La Opel Rekord C debuttò nell’agosto del 1966, come terza generazione della Rekord, succedendo alla Rekord A del 1963 e alla Rekord B del 1965.

Quali carrozzerie erano disponibili sulla Rekord C?

Erano disponibili berlina a due e quattro porte, station wagon a tre e cinque porte, un furgone (van), la coupé fastback e una cabriolet sportiva a quattro posti costruita da Karl Deutsch a Colonia.

Cos’era la ‘Vedova Nera’ basata sulla Rekord C?

Era una vettura da turismo speciale Gruppo 5 del 1968, costruita da Anatol Lapine sulla base della Rekord 1900 S e portata a 132 kW (180 CV), capace di segnare il giro più veloce all’Hockenheimring con Erich Bitter al volante.

Quante Opel Rekord C sono state prodotte in totale?

Tra il debutto e la fine della produzione nel dicembre 1971 ne furono realizzate oltre 1,25 milioni di unità, primo modello Opel a superare il milione di vendite.

Che legame c’è tra la Opel Rekord C e i Die Toten Hosen?

La band tedesca ha ritratto una Rekord C Caravan sulla copertina dell’album ‘Opel Gang’ nel 1983 e ha ripetuto l’omaggio nel 2026 con l’album ‘Trink aus! Wir müssen gehen’.

Cosa lega la nuova Opel Astra alla storica Rekord?

Come la Rekord negli anni Sessanta, l’Astra è oggi la berlina/wagon di fascia media di Opel: la Astra Sports Tourer offre fino a 1.634 litri di bagagliaio e la versione Electric raggiunge 454 km di autonomia WLTP.

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