Peugeot 205 Cabrio: i 40 anni di un’icona degli anni ‘80

Un modello disegnato da Pininfarina e assemblato a Torino

La Peugeot 205 è un modello sicuramente simbolico della parte finale del secolo scorso, con oltre cinque milioni di esemplari venduti a livello mondiale tra il 1983 ed il 1999, diventando anche best seller in vari mercati, nel corso di questo ampio successo. Due anni dopo il lancio, arriva una versione diventata anch’essa iconica: la Cabriolet. Presentata al Salone di Ginevra 1986, è poi arrivata sul mercato nei mesi successivi, diventando uno dei modelli più amati dell’epoca.

Le caratteristiche

Un modello disegnato da Pininfarina, con assemblaggio negli stabilimenti piemontesi della celebre carrozzeria italiana, che propone una reinterpretazione elegante e dinamica della compatta francese. La silhouette slanciata, la capote apribile e le proporzioni equilibrate rendono la 205 immediatamente riconoscibile, unendo stile italiano e carattere francese. Inoltre, nonostante le dimensioni compatte e gli ingombri della capote, anche il bagagliaio è pratico.

Peugeot 205 Cabrio: i 40 anni di un’icona degli anni ‘80

Inizialmente è disponibile nelle versioni 205 CT con motore 1.4 litri e 205 CTI con motore 1.6 litri da 115 CV, per poi aggiungere anche la versione 1.1 CJ, pensata per chi privilegia una guida tranquilla e consumi contenuti, con un occhio particolare per il pubblico femminile. Per arrivare alla 1.4 CT, una motorizzazione creata per dare un mix tra agilità e prestazioni. La guida, in generale, rimane fluida e intuitiva, ideale sia per la città sia per le gite fuori porta.

La vera anima sportiva emerge però con il motore da 115 CV, capace di offrire una risposta pronta e coinvolgente, rendendo ogni curva e ogni tragitto un’esperienza di puro piacere. Successivamente arriva anche la versione con motore 1.9 da 105 CV, lo stesso montato sulla raffinata 205 Gentry, caratterizzata da prestazioni brillanti e da un sound inconfondibile.

Un’auto da collezione

Oggi la Peugeot 205 Cabrio è vista come auto da collezione e rappresenta un pezzo di storia dell’automobilismo europeo. Versioni speciali come la Roland Garros ne esaltano ulteriormente la classe e il valore, confermando come questo modello abbia saputo unire eleganza, personalità e divertimento, diventando una delle cabriolet più amate degli anni 80.

L’iconica Peugeot 205

Peugeot 205 Cabrio: i 40 anni di un’icona degli anni ‘80

Presentata per la prima volta il 24 febbraio 1983, la Peugeot 205 in fase di sviluppo portava il nome in codice di M24, in quanto aveva il compito di sostituire la Peugeot 104 ma ampliando la platea dei possibili clienti. Questa auto per Peugeot ha rappresentato da un punto di vista estetico un vero e proprio momento di svolta. Infatti, ha dato il via ad alcune caratteristiche di design che poi successivamente abbiamo ritrovato in tutti i successivi modelli della casa francese. Ci riferiamo in particolare alla calandra a barre orizzontali e la fascia tra i fari posteriori.

Per quanto riguarda gli interni, furono realizzati da un famoso designer, Paul Bracq, allora membro dello Studio di Peugeot. La vettura compatta ma spaziosa, pratica con il suo portellone, efficiente ed economica ha rappresentato dunque l’ingresso della casa transalpina nell’era moderna. Con diverse motorizzazioni disponibili, per accontentare tutti i tipi di clienti. Nel 1984, inoltre, Peugeot lanciò la Peugeot 205 GTi, una versione “pepata” che divenne rapidamente un’auto di culto. Apprezzata sia dai giovani che dai professionisti con spirito sportivo, la 205 GTi era disponibile nelle varianti 1.6 da 105 e 115 CV, seguite dalla versione 1.9 da 130 CV.

La 205 ed i rally

La Peugeot 205 non è stata solamente una vettura molto popolare nell’ultima parte del secolo scorso, ma anche una vettura da rally di primo piano, con l’iconica Turbo 16. L’auto era un concentrato di follia ingegneristica. Il suo quattro cilindri turbo da 1.775 cm³ passò rapidamente da oltre 350 CV a 560 CV nella versione Evo 2. Il peso scese sotto i 1.000 kg, il telaio mescolava acciaio e fibra di carbonio, la risposta dell’auto era brutale.

Era capace di prestazioni spaventose e di ottenere grandi risultati. Il debutto al Tour de Corse 1984 con Ari Vatanen fece capire subito che nulla sarebbe stato più come prima. Nel 1985 arrivò il dominio assoluto: sette vittorie, titolo Costruttori e mondiale piloti con Timo Salonen. L’anno dopo si confermò, con al volante Juha Kankkunen, nell’ultima stagione di un Gruppo B segnato da tragedie come quelle di Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega.

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