Prezzi benzina: continua il calo, verso stop allo sconto accise
Il diesel torna sotto i 2 euro al litro in autostrada

Il memorandum d’intesa firmato una settimana fa tra Stati Uniti ed Iran sulla conclusione della guerra (o almeno sulla tregua per 60 giorni, in attesa di un accordo definitivo) ha dato un po’ di respiro alla situazione legata al petrolio e, di conseguenza, anche per quanto riguarda i prezzi dei carburanti. I costi ai nostri distributori stanno scendendo costantemente, da ormai un po’ di giorni, anche se all’inizio di luglio scadrà l’ultima proroga sullo sconto delle accise.
I prezzi di giovedì 25 giugno 2026
Prima di entrare nel dettaglio di questa situazione, facciamo il punto dei prezzi nella giornata odierna. Sempre utilizzando il rilevamento pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il costo medio nazionale della benzina su rete stradale è di 1,819 euro al litro (4 millesimi in meno, rispetto a ieri), mentre quello del diesel è sceso a 1,908 €/l (-7 millesimi). Anche se molti distributori hanno già prezzi inferiori rispettivamente a 1,8 e 1,9 euro al litro.
La situazione vede una discesa anche per quanto riguarda la rete autostradale, seppur sempre con prezzi decisamente superiori, rispetto a quelli ‘stradali’. La benzina è quotata oggi 1,913 euro al litro (-4 millesimi), mentre il diesel torna, dopo diversi mesi, sotto i 2 euro al litro e ha un prezzo medio nazionale di 1,996 €/l (-5 millesimi). Insomma, delle buone notizie per gli automobilisti, che dovrebbero proseguire anche nel corso dei prossimi giorni.
La situazione del petrolio
Questo accordo preliminare tra le due nazioni entrate in guerra (con Israele) a fine febbraio ha permesso la riapertura dello stretto di Hormuz, dove prima dell’inizio del conflitto transitava circa il 20% del petrolio mondiale. Per tornare alla situazione precedente, servirà un bel po’ di tempo, ma la ripresa del traffico marittimo ha permesso al petrolio di tornare a prezzi vicini ai livelli di inizio anno. Anche grazie alla sospensione delle sanzioni USA sul petrolio iraniano.
Infatti, le principali quotazioni del greggio (WTI e Brent) sono scese rispettivamente a 69,5 e 72,6 dollari al barile, dopo aver superato ampiamente quota 100 dollari nel periodo degli attacchi. Questo calo permette anche quello ai nostri distributori, seppur con una velocità inferiore, rispetto a quella con cui si erano impennati i prezzi nel mese di marzo. Comunque, se la situazione permarrà tranquilla, c’è la possibilità di un ritorno a costi dei carburanti più normali per questa estate, in vista anche del classico esodo estivo, previsto tra fine luglio ed il mese di agosto.
L’accordo preliminare tra USA ed Iran è stato firmato lo scorso 18 giugno ed avrà una durata di 60 giorni, durante i quali si spera le parti possano trovare un’intesa definitiva. Proprio questa resta l’incognita sull’andamento del prezzo del petrolio nelle prossime settimane e mesi, in cui proseguiranno le trattative e verrà appunto cercato un accordo. Non certo semplice o scontato, viste le continue frecciate e minacce che vengono inviate da una parte all’altra.
Lo sconto sulle accise
Per calmierare un po’ i rialzi dei prezzi dei carburanti, il Governo italiano ha varato uno sconto sulle accise di benzina e diesel, nei mesi scorsi. Si è partiti da 20 centesimi al litro (+IVA) per entrambi i carburanti, per scendere gradualmente fino agli attuali 5 centesimi al litro (+IVA), la cui proroga era stata firmata nelle scorse settimane, con una durata fino a venerdì 3 luglio. Ma cosa accadrà alla scadenza? Al momento, l’ipotesi più probabile è uno stop allo sconto.
Questa misura, che era già stata attuata dal Governo Draghi al momento dello scoppio della guerra in Ucraina, è costata svariati milioni di euro al Governo ed ora appare probabile venga fermata. La fine (almeno per ora) del conflitto e, soprattutto, la discesa costante dei prezzi sta facendo propendere la maggioranza per un cambio di rotta. “Gli interventi vanno ad esaurirsi, perché la bonaccia su Hormuz ha generato il calo delle quotazioni del petrolio”, ha spiegato Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia. Così come detto anche da altri esponenti governativi, nel corso dei giorni scorsi.
Di conseguenza, è molto probabile che, a partire da sabato 4 luglio, i prezzi dei carburanti torneranno quelli pieni in Italia. Con un aumento di circa 6,1 centesimi al litro (i 5 centesimi di sconto più IVA) sia per la benzina che per il diesel. Facendo riavvicinare quest’ultimo alla soglia di 2 €/l. Anche se manca una settimana alla fine della proroga, con la speranza possa proseguire la discesa dei prezzi, rendendo meno pesante il probabile rincaro di inizio luglio.
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