Prezzi benzina: costi alle stelle, verso il grande esodo estivo

L'appello dell'Unione Consumatori: "Rimettere taglio accise"

Prezzi benzina: costi alle stelle, verso il grande esodo estivo

L’esodo estivo si avvicina a grandi passi e la maggior parte degli italiani sceglierà l’auto per raggiungere il proprio luogo di villeggiatura. Secondo quanto detto nei giorni scorsi da Geronimo La Russa, presidente ACI, per tre persone su quattro il viaggio verso le mete estive avverrà con il proprio veicolo. Ma dovranno fare i conti con prezzi dei carburanti schizzati alle stelle, dopo la ripresa delle ostilità in Medio Oriente e con la situazione ad Hormuz instabile.

I prezzi di lunedì 20 luglio 2026

Il weekend, infatti, ha visto una nuova impennata dei costi ai distributori italiani, in particolare del diesel, che è tornato già da giorni sopra i 2 euro al litro e non accenna a frenare l’escalation. La quotazione odierna al self su rete stradale, sempre tramite il rilevamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è di 2,091 euro al litro, con una crescita di ben 32 millesimi, rispetto al dato di venerdì. Anche se la differenza tra ieri ed oggi è di ‘soli’ 2 millesimi.

Continua la crescita anche della benzina, seppur a ritmi un po’ più bassi: la rilevazione di oggi è di 1,935 euro al litro, con una crescita di 14 millesimi rispetto a venerdì e di un millesimo rispetto a ieri. Ovviamente è ancora più alta la quotazione per entrambi i carburanti in autostrada, dove anche la verde è andata oltre la soglia dei 2 euro al litro. Entrando nel dettaglio, il prezzo odierno è di 2,025 euro/litro per la verde e di 2,164 euro al litro per il gasolio.

La guerra e lo stretto di Hormuz

I costi dei carburanti sono tornati a salire in maniera molto rapida, da quando la fragile tregua tra Stati Uniti ed Iran è finita definitivamente e sono iniziati gli attacchi da una parte e dall’altra. È ormai la nona giornata consecutiva di combattimenti ed anche la scorsa notte ci sono stati botta e risposta, con lo stretto di Hormuz spesso protagonista. Il luogo dove transitava il 20% del petrolio mondiale, prima del via del conflitto, è uno dei principali teatri di guerra.

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver intercettato due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz “senza l’autorizzazione” di Teheran, come riportato dalla tv di Stato e dall’agenzia Tasnim. “Due petroliere non autorizzate che tentavano di entrare e uscire in quella che viene descritta come la pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz – spiega un comunicato dei pasdaran – sono esplose e sono state fermate”.

Dunque, la tensione è altissima e non ci sono segnali di una possibile de escalation nei prossimi giorni. Anzi, è alta la probabilità di nuovi attacchi, con uno stretto tornato ormai praticamente chiuso al transito delle petroliere mondiali, se non per qualche raro passaggio. Questo, ovviamente, incide sul prezzo del petrolio (ed anche del gas), con un contestuale aumento dei prezzi dei carburanti, destinati presumibilmente a continuare a salire.

Il prezzo del petrolio

Seppur non raggiungendo ancora i 100 dollari al barile, come si verificò nei primi giorni di guerra a marzo, il costo del Brent è salito rapidamente ed oggi ha raggiunto i 90 dollari al barile, come non accadeva da quasi un mese e mezzo (11 giugno). Sale anche il Wti, oggi a 84,40 dollari al barile. Come dicevamo, queste notizie non sono per nulla buone, pensando alla situazione di benzina e diesel nei distributori italiani, in vista del grande esodo estivo.

Mancano un paio di settimane al clou delle partenze, previsto per i primi due weekend di agosto, ed il rischio di avere prezzi ancora più alti, nel frattempo, è piuttosto elevato. Così arriva l’appello dell’Unione Nazionale dei Consumatori al Governo, per reintrodurre il taglio delle accise: “Dal 3 luglio a oggi un pieno di gasolio da 50 litri si paga 8,30 euro in più in autostrada, 8,85 nelle strade normali, la benzina, rispettivamente, 5,80 e 5,90 euro. Sono rincari grazie ai quali il Governo fa cassa, arricchendosi. Ecco perché devono rinunciare a questi extraprofitti non previsti e ridarli agli automobilisti che li stanno pagando. Va fatto anche per evitare l’escalation sull’inflazione”.

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