Prezzi benzina: la verde torna sopra i 2 euro al litro. E il diesel vola

La prossima settimana scadrà lo sconto sulle accise

Prezzi benzina: la verde torna sopra i 2 euro al litro. E il diesel vola

La tensione in Medio Oriente è sempre più alta, lo stretto di Hormuz non si sblocca ed i prezzi dei carburanti sono sempre più alti. In vista del clou del controesodo, gli automobilisti italiani si troveranno brutte sorprese dal distributore (anche se ormai, purtroppo, ci sono abituati). Oggi la benzina è tornata a superare i 2 euro al litro, nella media nazionale stradale, ed il diesel continua a volare. Con lo sconto sulle accise che si avvicina alla sua conclusione.

I prezzi di giovedì 20 agosto

Entrando più nel dettaglio, sempre secondo la rilevazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, oggi un litro di benzina al self su rete stradale costa 2,002 euro, con un aumento di 5 millesimi rispetto a quanto rilevato ieri. Viene, dunque, superata nuovamente una soglia che si era registrata nel 2023, ma non era stata tagliata, almeno nella media nazionale sulla rete stradale, durante questa guerra in Medio Oriente. Per un trend che rischia di proseguire nei prossimi giorni, viste le notizie provenienti dall’Iran.

Ancora più pesante la situazione per quanto riguarda il diesel, che nei giorni scorsi ha annullato l’effetto dello sconto delle accise e continua a salire a velocità doppia, rispetto alla verde. La quotazione odierna è di 2,116 euro al litro, con una crescita di 9 millesimi, rispetto a ieri. E, in autostrada, i prezzi sono ovviamente ancora più alti: la benzina ha una quotazione di 2,077 euro/litro, mentre il gasolio è salito a 2,178 euro al litro.

Il taglio delle accise

La situazione, almeno per quanto riguarda il diesel, rischia di diventare ancora più grave la prossima settimana. Il 24 agosto, infatti, scade lo sconto di 17 centesimi al litro sulle accise e, se non verrà rinnovato, il costo del gasolio andrà ben oltre il 2,2 euro al litro, tornando sui livelli record dell’inizio della guerra in Ucraina. Il Governo ora è in pausa estiva, ma dovrà valutare le azioni da compiere nei prossimi giorni. Il nodo è legato alla sostenibilità economica della misura, con fondi da ricavare per prolungare o aumentare questo sconto.

“Chiediamo al Governo di intervenire subito, prima della scadenza del 24 agosto, per innalzare la riduzione sul gasolio da 14 a 30 centesimi – è la richiesta dell’Unione Nazionale Consumatori, nelle parole del presidente Massimiliano Dona – così da far scendere il prezzo sotto i 2 euro al litro in autostrada e per fare finalmente qualcosa per chi ha l’auto a benzina: urge un taglio di 15 cent per tornare a un prezzo ragionevole di 1,9 euro al litro in autostrada”.

Le prossime settimane

Al di là della situazione sullo sconto delle accise, il problema è legato alla situazione in Medio Oriente e ad una guerra che non pare prossima alla conclusione. Anzi, nelle ultime ore c’è addirittura il timore di un’escalation, con le indiscrezioni di un possibile attacco dell’Iran in Europa, nelle basi americane. Uno scenario che renderebbe molto più grave la situazione generale e, ovviamente, non sarebbe per nulla positiva, anche sul fronte dei carburanti.

Nonostante gli annunci del presidente americano Donald Trump su uno Stretto di Hormuz sicuro e completamente navigabile, le notizie che arrivano dal Medio Oriente sono di un transito molto ridotto e lontanissimo dal 20% del petrolio mondiale, che passava prima dell’avvio del conflitto. Una situazione che si riflette sul continuo aumento del costo del petrolio e dei prodotti petroliferi, causando così anche il balzo in avanti dei costi ai nostri distributori.

Si sbloccherà la situazione nelle prossime settimane? È l’augurio generale, non solo ovviamente per quanto riguarda i prezzi dei carburanti. Ma non ci sono certezze e, anzi, queste ultime notizie fanno propendere più verso una visione pessimistica anche per il prossimo futuro, sebbene le novità sono all’ordine del giorno e possono ribaltare lo scenario in poco tempo. Non resta che attendere, sperando che l’allarme lanciato da FederPetroli nei giorni scorsi, “il diesel potrebbe arrivare a 3 euro al litro nei prossimi mesi”, non diventi realtà.

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