Prezzi dei carburanti in volo: benzina e diesel verso nuovi record
Sabato scade lo sconto sulle accise, possibile nuova proroga

Dopo la tregua della scorsa settimana, i prezzi dei carburanti sono tornati a salire in maniera molto importante e preoccupante, avvicinandosi sempre più ai record storici. Oltre 10 millesimi di aumento sia per la benzina che per il diesel, nei costi sia su rete stradale che in autostrada, con ormai la soglia di 2 euro al litro sempre più lontana. Ed il prossimo 5 settembre scadrà lo sconto sulle accise del gasolio, con il rischio di un’altra mazzata per gli italiani.
I prezzi di giovedì 3 settembre
Entrando nel dettaglio, sempre con il classico rilevamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina su rete stradale è oggi di 2,039 euro al litro, con una crescita di 12 millesimi rispetto a quanto rilevato ieri. Ancor più pesante il rialzo per il diesel, che ha visto un balzo in alto di 16 millesimi, portando il prezzo a 2,147 euro al litro. Cifre toccate poche volte nel corso della storia, con la verde che non arrivava a questo dato dal luglio 2022.
La situazione è, come di consuetudine, ancor più cara in autostrada, dove anche la soglia dei 2,1 euro al litro è ormai stata superata da alcuni giorni. La benzina, infatti, ha una quotazione di 2,124 euro/litro (+14 millesimi rispetto a ieri), mentre il gasolio è a 2,221 euro al litro (+15). E, secondo quanto rilevato da Staffetta Quotidiana, sono in rialzo anche i carburanti alternativi, con il Gpl a 0,746 euro al litro ed il metano a 1,717 euro al chilogrammo.
“In appena 2 giorni nella rete stradale un pieno da 50 litri costa 85 cent in più, sia per la benzina che per il gasolio. In autostrada il gasolio si paga 85 cent in più mentre la benzina addirittura 1 euro in più. In un solo giorno, da ieri a oggi, un rifornimento di gasolio aumenta di 75 cent in autostrada e 80 nelle strade normali, la benzina, rispettivamente, 70 e 60 cent”, è la preoccupata denuncia di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
La scadenza delle accise
Mentre la situazione internazionale resta sempre tesa ed i prezzi del petrolio molto elevati, non facendo così supporre un’inversione di tendenza per l’andamento dei prossimi giorni, c’è una scadenza che preoccupa. Il 5 settembre, sabato prossimo, scadrà lo sconto di 17 centesimi al litro (IVA compresa) sulle accise del diesel e, se non verrà rinnovato da parte del Governo, il costo balzerà ben oltre 2,3 euro al litro, raggiungendo così i livelli record.
“Insomma, non bastano stanziamenti ridicoli come i 14,5 milioni necessari per il bonus carburanti per i lavoratori messi nel decreto carburanti del gennaio 2023 – ha proseguito Dona, su questa situazione – bisogna ridare agli automobilisti l’Iva in più che hanno pagato da marzo ad agosto 2026 rispetto a quella versata negli stessi mesi del 2025, invece di fare calcoli farlocchi come fanno ora, abbassando le accise di 30 cent per il gasolio e 15 cent per la benzina”.
Lo stesso discorso viene fatto dal Codacons, che guarda alle possibili misure: “Prevedere sconti solo per chi ha Isee bassi o utilizza l’auto per lavoro non risolverà la situazione ma anzi potrebbe peggiorare il quadro economico generale, considerato che il caro-carburanti colpisce in modo trasversale tutti i consumatori e impoverisce milioni di famiglie che rientrano nel ceto medio, indipendentemente dalle soglie Isee o dall’attività lavorativa svolta”.
Le decisioni del Governo
L’esecutivo di Giorgia Meloni sta discutendo e studiando le possibili soluzioni per cercare di contrastare questo continuo rialzo di costi, ma il tema è sempre quello del reperimento delle risorse per finanziarle. Si è fatta largo, nelle ultime ore, l’ipotesi di un’ulteriore proroga sullo sconto dei 17 centesimi al litro sul gasolio, sfruttando il meccanismo delle accise mobili, con l’extragettito dell’IVA del mese di agosto. Sperando sia un po’ più alto, rispetto a quello che, alla fine del mese scorso, consentì una proroga di soli due giorni (il 25 e il 26 agosto).
Ma la partita è legata ad un intervento più duraturo nel tempo. Nonostante i dubbi delle associazioni dei consumatori, l’ipotesi più probabile è legata a soluzioni più mirate, dedicate solamente agli italiani con fasce di reddito più basse o ai settori più esposti, come quello dei trasporti, a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti. Si parla di buono carburante o una soluzione all’interno della card ‘Dedicata a te’, ma si tratta, per ora, solo di indiscrezioni.
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