Sondaggio CLEPA-ANFIA: solo l’8% degli europei sceglierebbe un’elettrica come prossima auto

Sondaggio CLEPA-ANFIA: solo l’8% degli europei sceglierebbe un’elettrica come prossima auto

Solo l’8% degli europei sceglierebbe un’auto elettrica a batteria come prossima vettura, con l’Italia che scende addirittura al 6%. È il dato più immediato che emerge da un sondaggio YouGov commissionato da CLEPA, l’associazione europea dei fornitori automotive, in collaborazione con ANFIA per la parte italiana. L’indagine ha coinvolto 5.221 adulti in Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna, cinque mercati che insieme rappresentano oltre il 70% delle vendite di auto nell’Unione Europea, con rilevazione condotta online tra il 7 e il 16 luglio 2026.

Colonnina di ricarica per auto elettriche

Il dato, va detto, non misura un rifiuto totale dell’elettrico quanto piuttosto l’intenzione d’acquisto per la prossima auto, fotografando un mercato in cui gli automobilisti continuano a valutare più tecnologie insieme. Nella media dei cinque Paesi, infatti, le ibride complete (HEV) superano nettamente le elettriche pure in quasi tutti i mercati: l’unica eccezione è la Germania, dove le BEV arrivano al 14% di preferenze, seguite a stretto giro dalle ibride al 13%. In Italia il quadro è molto più sbilanciato verso i motori tradizionali: il 26% degli intervistati opterebbe ancora per la benzina, il 23% per un’ibrida, il 12% per una plug-in hybrid o una elettrica a range extender, mentre le elettriche pure si fermano appunto al 6%.

Interessante anche la parte del sondaggio dedicata alle politiche pubbliche sulla decarbonizzazione. Nella media europea, il 47% dei cittadini preferirebbe incentivare le tecnologie a basse emissioni piuttosto che vietare quelle esistenti, mentre il 22% ritiene che l’Unione Europea non dovrebbe intervenire affatto sul mercato dei veicoli; solo il 17% sosterrebbe invece un divieto netto di una specifica tecnologia, come quello previsto dal regolamento sullo stop ai motori endotermici dal 2035. In Italia le proporzioni cambiano leggermente: il 47% resta favorevole a una politica di incentivi senza divieti, ma la quota di chi sosterrebbe un bando completo sale al 22%, più alta della media europea.

Tra le cause della prudenza verso l’elettrico, gli intervistati italiani indicano soprattutto il prezzo d’acquisto elevato (47%), seguito dal costo dell’elettricità (42%) e dalla scarsa disponibilità di infrastrutture di ricarica (40%). Pesano anche i timori legati all’autonomia (32%) e ai tempi di ricarica (25%), mentre le questioni relative alla produzione delle batterie preoccupano solo il 10% del campione. Sul piano della percezione generale, il 77% degli italiani ritiene che il proprio Paese non sia ancora pronto per un’elettrificazione completa, contro appena il 17% che lo considera preparato; guardando alla propria situazione personale, il 67% degli intervistati non si sente pronto al passaggio, mentre solo il 25% si dichiara già preparato al cambiamento.

Un quadro che CLEPA e ANFIA leggono come un invito alla cautela nei confronti di regole troppo rigide sulla transizione. I dati arrivano infatti in un momento delicato per l’industria automotive europea, alle prese con la revisione degli standard sulle emissioni di CO2 e con il negoziato su eventuali allentamenti al divieto dei motori termici dal 2035: una discussione in cui il sondaggio rischia di pesare, offrendo argomenti a chi chiede più tempo e più libertà tecnologica prima di imporre un’unica strada verso la mobilità a zero emissioni.

Domande frequenti sul sondaggio CLEPA-ANFIA sulle auto elettriche

Chi ha commissionato il sondaggio e su quanti intervistati?

Il sondaggio è stato realizzato da YouGov per conto di CLEPA, l’associazione europea dei fornitori automotive, in collaborazione con ANFIA per la parte italiana. Ha coinvolto 5.221 adulti in Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna, rilevati online tra il 7 e il 16 luglio 2026.

Quanti europei scelgono l’elettrica come prossima auto?

Nella media dei cinque paesi solo l’8% degli intervistati sceglierebbe un’auto elettrica a batteria come prossimo acquisto, mentre in Italia il dato scende al 6%. L’unica eccezione è la Germania, dove le BEV raggiungono il 14% di preferenze.

Quale tecnologia preferiscono davvero gli italiani?

In Italia il 26% degli intervistati opterebbe ancora per la benzina, il 23% per un’ibrida completa, il 12% per una plug-in hybrid o una elettrica a range extender, mentre solo il 6% scegliebbe un’elettrica pura.

Gli europei sono favorevoli al divieto dei motori termici dal 2035?

No, la maggioranza è contraria a un divieto netto: nella media UE il 47% preferirebbe incentivare le tecnologie a basse emissioni senza vietare quelle esistenti, il 22% ritiene che l’UE non dovrebbe intervenire affatto, e solo il 17% sostiene un divieto completo di una specifica tecnologia. In Italia la quota di chi sostiene un bando integrale sale al 22%.

Perché gli italiani sono ancora prudenti verso l’elettrico?

Le cause principali indicate sono il prezzo d’acquisto elevato (47%), il costo dell’elettricità (42%) e la scarsa disponibilità di infrastrutture di ricarica (40%). Pesano anche i timori sull’autonomia (32%) e sui tempi di ricarica (25%), mentre la produzione delle batterie preoccupa solo il 10% del campione.

Gli italiani si sentono pronti alla transizione elettrica?

No, la maggioranza si dichiara non pronta: il 77% degli italiani ritiene che il proprio Paese non sia ancora pronto per un’elettrificazione completa, e il 67% non si sente personalmente pronto al passaggio, contro solo il 25% che si dichiara già preparato.

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