Audi: come la logistica della Formula 1 migliora la produzione delle auto di serie

Rapidità, flessibilità e predittività in F1 come nella gestione della supply chain

Per ogni costruttore automobilistico l’efficienza dei processi logistici è uno degli aspetti determinanti per far funzionare le cose. Lo sa bene Audi che, puntando su velocità, flessibilità e capacità di reagire all’imprevisto, sta mettendo a frutto una strategia che funziona facendo dialogare due mondi apparentemente lontani e indipendenti: la logistica della Formula 1 e quella della produzione di serie.

La logistica come vantaggio competitivo

Un confronto tra Dieter Braun, responsabile Supply Chain Audi, e i colleghi dell’Audi Revolut F1 Team Bjorn Brickwedde e Lars Rolack testimonia quanto le due realtà abbiano da imparare l’una dall’altra. In pista, ogni componente che non arriva in tempo è semplicemente inutilizzabile, e con il budget cap in vigore in Formula 1 ogni euro risparmiato in logistica può essere reinvestito nello sviluppo, fattore che consente di trasformare l’efficienza logistica in vantaggio competitivo. Lo stesso principio, su scala enormemente più grande, guida Audi Supply Chain, che coordina ogni giorno il flusso di circa un milione di componenti provenienti da migliaia di fornitori in quasi 60 Paesi per gestire efficacemente processi completi che vanno dall’ordine della vettura sino alla consegna dell’auto al cliente.

Logistica Audi

Flessibilità e capacità di trovare soluzioni agli imprevisti

Sia i responsabili della logistica di Audi che quelli del team di F1 si trovano spesso di fronte complessità e imprevisti che vengono affrontate dalla Casa dei Quattro Anelli con lo stesso approccio “flessibile”. Ad esempio un container di display bloccato in India a causa di tensioni geopolitiche in Medio Oriente viene dirottato via Sri Lanka e Turchia per salvare la produzione di oltre duemila Audi Q2, oppure una spedizione d’emergenza per la gara di F1 di Melbourne, riorganizzata in poche ore tra restrizioni al traffico aereo e nuova documentazione doganale.

AI più presente, ma sempre sotto supervisione umana

Nella gestione delle logistica della Casa di Ingolstadt assume sempre più centralità anche il ruolo dell’intelligenza artificiale, utilizzata da Audi sia con approcci mirati (“bottom-up”) sia con un’analisi sistematica dell’intero processo dall’ordine alla consegna (“top-down”). Sull’utilizzo dell’AI Braun resta però cauto, sottolineando come oggi non affiderebbe all’AI la progettazione dell’intera rete logistica senza una supervisione umana e un controllo consapevole dell’uomo.

Decidere velocemente è determinante

Per superare al meglio le sfide della logistica il filo conduttore che accomuna l’impegno in F1 e la produzione di serie è la rapidità decisionale. In gara un errore si paga immediatamente, mentre in azienda gli effetti di una scelta tardiva emergono più lentamente ma possono essere altrettanto gravi. Per questo Audi lavora integrando la logistica già nelle prime fasi di sviluppo prodotto, riducendo a monte la complessità della catena di approvvigionamento. Sia in F1 che nella produzione di serie, seppur in scala diversa, l’obiettivo di Audi rimane lo stesso, ovvero gestire al meglio l’incertezza e garantire che ogni pezzo arrivi dove serve, quando serve.

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