Auto cinesi, boom di fiducia tra gli under italiani: il 75% le comprerebbe
Secondo l’indagine Areté, il 75% dei giovani italiani sarebbe pronto ad acquistare un’auto cinese
Le auto cinesi non sono più guardate con semplice curiosità, né considerate soltanto un’alternativa economica ai marchi tradizionali. Tra i giovani italiani la percezione sta cambiando rapidamente e i costruttori provenienti dalla Cina si candidano a diventare protagonisti della nuova mobilità. Oggi tre giovani su quattro dichiarano infatti di essere pronti ad acquistare una vettura prodotta in Cina, soprattutto se ibrida e con un prezzo inferiore ai 30.000 euro.
Cresce la popolarità delle auto cinesi tra i giovani italiani
È quanto emerge dalla nuova instant survey “Cosa pensano i giovani delle auto cinesi?”, realizzata nel mese di maggio da Areté, società di consulenza operativa e strategica specializzata nel settore automotive. L’indagine fotografa un cambio di passo netto: i brand cinesi non vengono più associati esclusivamente al concetto di prezzo basso, ma sempre più a tecnologia, innovazione e qualità percepita.
Il dato più rilevante riguarda proprio la disponibilità all’acquisto. Il 75% degli intervistati si dice pronto a prendere in considerazione una vettura “made in China”. Una percentuale significativa, soprattutto perché arriva da una fascia di consumatori destinata ad avere un peso crescente nel mercato dei prossimi anni.
Alla base di questa apertura ci sono soprattutto due fattori. Il primo è il mix tra tecnologia e qualità del prodotto, indicato dal 53% del campione come principale elemento di attrazione. Il secondo è il prezzo competitivo rispetto alla media del mercato, citato dal 43% degli intervistati. Il costo resta quindi importante, ma non è più l’unico argomento capace di convincere.
La soglia psicologica resta comunque chiara: i potenziali acquirenti guardano con interesse ai modelli cinesi soprattutto se il prezzo rimane entro i 30.000 euro. Una fascia in cui oggi l’offerta è già ampia e nella quale molti costruttori cinesi stanno cercando di posizionarsi con prodotti ricchi di dotazioni, sistemi di assistenza alla guida e soluzioni di elettrificazione.
Anche sul fronte delle motorizzazioni emerge una tendenza precisa. Quasi la metà dei giovani sceglierebbe un’auto ibrida, nelle diverse configurazioni disponibili, mentre il 34% guarda all’elettrico puro. Solo il 20% continuerebbe a preferire una vettura a benzina. Un segnale che conferma come le nuove generazioni siano più aperte alle tecnologie alternative, pur mantenendo un approccio pragmatico.
L’automobile, del resto, resta centrale nella vita quotidiana dei giovani intervistati. Oltre la metà utilizza l’auto ogni giorno per i propri spostamenti e l’83% ne possiede già una. La scelta del prossimo veicolo non riguarda quindi un interesse astratto, ma un bisogno concreto di mobilità.
Restano però alcune resistenze. Tra chi è ancora scettico verso i marchi cinesi, i dubbi principali riguardano il servizio post-vendita, considerato potenzialmente debole dal 23% degli intervistati, e l’affidabilità generale dei veicoli, indicata come motivo di preoccupazione dal 22%. Si tratta di timori legati in parte alla limitata conoscenza diretta dei prodotti e alla rete di assistenza, un aspetto decisivo per consolidare la fiducia nel tempo.

“La nostra analisi si concentra sui clienti che saranno sempre più decisivi nel mercato automotive del prossimo futuro”, commenta Massimo Ghenzer, presidente di Areté. Secondo Ghenzer, i brand cinesi hanno ormai quasi colmato il gap reputazionale rispetto ai marchi tradizionali. “Il prezzo continua a essere una leva importante, ma non è più il principale driver di scelta: i giovani cercano innovazione, elettrificazione e qualità”.
Interessante anche il modo in cui i giovani si informano prima dell’acquisto. Il 41% si affida a siti specializzati e piattaforme online, il 18% preferisce ancora il rapporto diretto con il concessionario, mentre il 17% costruisce la propria opinione attraverso i social media.
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