Auto elettriche: risparmio stimato fino a 41,5 milioni di barili di petrolio
Gli scenari dello sviluppo dell'elettrificazione secondo Motus-E

La crisi in Medio Oriente ha riportato di grande attualità la situazione del costo del petrolio. Il prezzo si è impennato, trascinando anche i costi dei carburanti ai distributori, anche se negli ultimi giorni stanno un po’ calando, dopo la firma dell’accordo tra Stati Uniti ed Iran. Le auto elettriche possono aiutare a diminuire la dipendenza dal petrolio: secondo le stime riportate da Motus-E, l’Italia potrebbe risparmiare fino a 41,5 milioni di barili entro il 2035.
“La crisi in Medio Oriente e lo shock petrolifero che ne è conseguito hanno ricordato a tutti, se ce ne fosse ancora bisogno, l’urgenza di un approccio realmente strategico al tema della sicurezza energetica nazionale ed europea – le parole del presidente di Motus-E, Fabio Pressi – La mobilità elettrica rappresenta una risorsa indispensabile per contribuire, insieme alle rinnovabili, a dare corpo in modo serio all’ambizione di una maggiore sovranità energetica nazionale”.
Gli scenari per le auto elettriche
Ma qual è la situazione delle vetture con la spina? Attualmente, il parco circolante in Italia (elettriche e plug-in) è di 830.000 veicoli, tra auto, furgoni e camion, con oltre 78.000 punti di ricarica ad uso pubblico presenti sul nostro territorio. Un numero ancora decisamente limitato, pensando anche alla maggior parte dei paesi europei, non solo quelli nordici, dove ormai l’auto elettrica ha soppiantato quella termica, con percentuali vicine all’80%.
Il futuro è pieno di dubbi e dipende anche molto da come potranno cambiare le normative. Motus-E ha ipotizzato due scenari. Il primo è conservativo, con la continuità del quadro legislativo vigente, l’assenza di incentivi statali per i veicoli leggeri, un’attivazione parziale dei finanziamenti PNRR per l’infrastruttura di ricarica e la conferma dei fondi già previsti per i veicoli elettrici commerciali e pesanti. In questo scenario, l’Italia dovrebbe arrivare ad una circolazione di 4,6 milioni di veicoli elettrici e 3,2 milioni ibridi plug-in per il 2035, con 133.000 punti di ricarica.
Lo scenario accelerato, invece, prevederebbe la possibilità di un incentivo strutturale rivolto ai cittadini per l’acquisto dei veicoli elettrici e plug-in, un mandato 100% a zero emissioni allo scarico per le flotte aziendali, il potenziamento dei fondi per l’elettrificazione dei veicoli commerciali e pesanti e la disponibilità di finanziamenti Ue per l’infrastruttura di ricarica a uso pubblico. Così sarebbe molto più rapida la transizione verso l’elettrificazione: 6,8 milioni di veicoli elettrici e 2,4 milioni di ibride plug-in, con un numero di strutture salito ad oltre 164.000 colonnine.
I due casi differenzierebbero, ovviamente, la capacità dell’Italia di seguire il resto d’Europa nell’elettrificazione. Secondo il primo scenario, il nostro Paese avrebbe un ritardo di 4 anni per raggiungere la quota di mercato media europea delle auto elettriche, mentre il secondo porterebbe un miglioramento e riducendo questo ritardo a 3 anni. Visto che, la situazione attuale, vede l’Italia in fortissimo ritardo: l’8% di quota di mercato, contro circa il 20% dell’Europa.
In entrambi i casi, non ci sarebbero problemi di elettricità sul territorio italiano. L’incremento della domanda di elettricità, infatti, per la ricarica dei veicoli si aggirerebbe in base allo scenario tra i 15,2 e i 17,6 TWh: un livello pienamente compatibile con il sistema elettrico nazionale, con riflessi positivi particolarmente rilevanti in termini di stimolo alla produzione di elettricità da rinnovabili e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni petrolifere.
La riduzione della dipendenza dal petrolio
E come cambierebbe la situazione per il petrolio? Secondo il primo scenario, verrebbero risparmiati al 2035 circa 34,6 milioni di barili di petrolio, che salirebbero a 41,5 con lo scenario accelerato, per un valore rispettivamente di 2,4 e 2,9 miliardi di euro annui.
“Lo scenario globale indica chiaramente che non solo la competitività della nostra industria automotive, ma anche la tenuta del sistema energetico ed economico del Paese, dipendono dalla capacità di comprendere e cogliere le opportunità della mobilità elettrica – ha concluso Pressi, commentando queste previsioni per il futuro dell’elettrificazione – È essenziale che la flessibilità concessa da Bruxelles all’Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di 14 miliardi di euro, sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese”.
Seguici qui







